Lando Norris arriva a Las Vegas con l’aura del favorito dopo due vittorie consecutive, ma il pilota della McLaren invita alla cautela.
Nonostante il momento d’oro che lo ha portato in testa al Mondiale, Lando Norris è convinto che il weekend del Gran Premio nella città del Nevada rappresenterà una sfida molto più dura rispetto alle ultime uscite.
“Le aspettative non sono allo stesso livello”
In conferenza stampa pre-gara, Norris ha spiegato senza giri di parole che il circuito cittadino e le basse temperature previste potrebbero rimescolare le carte in modo significativo: “Sarà più complicato. Le aspettative non sono allo stesso livello di quelle che avevamo in Messico e in Brasile, dove da anni riusciamo a esprimerci al meglio.”
McLaren, infatti, non ha mai davvero brillato sul tracciato di Las Vegas da quando è stato introdotto nel 2023: Norris si era ritirato per un incidente al debutto e dodici mesi fa non era andato oltre un sesto posto.

“Negli ultimi due anni è stata sicuramente la gara più difficile della stagione per noi” ha aggiunto. “Arrivo con più fiducia rispetto al passato, perché quest’anno abbiamo migliorato in molte aree dove prima soffrivamo. Ma non ho la stessa sicurezza che avevo nelle scorse gare”.
Nonostante tutto, l’obiettivo resta la vittoria
Il britannico ha comunque chiarito di voler puntare in alto anche questa settimana: “Le aspettative restano comunque alte, vengo qui per vincere. Vorrei replicare gli ultimi weekend, ma credo che sarà più difficile rispetto agli ultimi due appuntamenti”.
Norris si presenta al via del weekend con 24 punti di vantaggio sul compagno di squadra Oscar Piastri, dopo aver rimontato un deficit di 34 lunghezze conseguente al suo ritiro di Zandvoort per un guasto meccanico. Nelle sei gare successive ha raccolto due vittorie e tre ulteriori podi; Piastri, nello stesso periodo, è salito sul podio una sola volta.
Il segreto? Lavoro, lavoro e ancora lavoro
Quando gli è stato chiesto cosa sia cambiato nelle ultime settimane, Norris ha sottolineato che i progressi non sono frutto di una scoperta improvvisa, ma di un lavoro costante iniziato molto prima.
“È semplicemente una quantità continua di lavoro che faccio con la squadra per trovare sempre piccoli miglioramenti”, ha spiegato. “Non è che a un certo punto ho capito come va guidata la macchina. Ancora oggi passo da un weekend all’altro con sensazioni molto diverse. Da Città del Messico ad Austin, sentivo la monoposto in modo completamente differente; lo stesso è successo poi arrivando in Brasile”.

L’adattamento, secondo Norris, è ancora la chiave: “Non è che trovi la soluzione e tutto diventa facile. Ogni weekend devo adattarmi molto a come la macchina vuole essere guidata”.
Il pilota ha rivelato anche quanto siano state fondamentali le sessioni al simulatore e la collaborazione quotidiana con gli ingegneri: “Ho passato molto tempo al simulatore e con il team per capire, per trovare procedure migliori in FP1, FP2 e FP3, e comprendere sempre più a fondo la vettura. Ho dovuto fare un passo avanti, più che mai, in termini di etica del lavoro e di comprensione di tutti questi aspetti“.
Infine, ha riconosciuto che la crescita non è stata solo tecnica, ma anche personale: “Ho cercato di ottenere di più dalle persone intorno a me, e allo stesso tempo di ottenere di più da me stesso, lavorando più duramente di quanto abbia mai fatto”.
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