Tra luci abbaglianti e illusioni pericolose, il venerdì di Las Vegas restituisce una Ferrari apparentemente brillante.

Il venerdì di Ferrari a Las Vegas: incoraggiante, sì. Illudersi, no.

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Tra luci abbaglianti e illusioni pericolose, il venerdì di Las Vegas restituisce una Ferrari apparentemente brillante.

A Maranello l’aria è tornata respirabile, almeno per una notte. Dopo il Brasile, dove il presidente John Elkann aveva alimentato polemiche con commenti tutt’altro che teneri verso i piloti, il venerdì di Las Vegas ha offerto uno squarcio di luce inatteso: Charles Leclerc davanti a tutti in FP1 e solido terzo in FP2. Un quadro incoraggiante, soprattutto in un 2025 dove l’ottimismo è stato merce rara. Eppure, proprio perché parliamo di Ferrari, serve prudenza. Molta prudenza.

Un venerdì positivo, ma non nuovo

Il team ha mostrato subito un buon feeling con la pista: buone sensazioni sul giro secco, miglioramenti nell’assetto tra una sessione e l’altra, e un Leclerc visibilmente tranquillo anche dopo il problema al cambio che lo ha costretto a parcheggiare la vettura con qualche minuto d’anticipo. Il monegasco ha parlato di “un po’ di incomprensioni” e assicurato che “sarà tutto a posto”.

Tra luci abbaglianti e illusioni pericolose, il venerdì di Las Vegas restituisce una Ferrari apparentemente brillante.

Soprattutto, le sue parole sono state misurate, quasi chirurgiche: “Non siamo messi male, ma sarà tutto molto tirato”. E lì sta il punto. Perché se è vero che Mercedes, Red Bull e McLaren sembrano tutte nel gioco, è altrettanto vero che il venerdì Ferrari spesso brilla più del dovuto. Lo storico recente insegna: ritmo convincente il primo giorno, poi difficoltà crescenti tra qualifica e gara, quando il quadro tecnico del weekend emerge completamente.

Hamilton: segnali di vita, ma tutto da confermare

Lewis Hamilton, ancora a caccia del primo vero podio con Ferrari in un debutto fin qui complicato, ha chiuso solo 10° e 11° nelle due sessioni. Ma la fotografia dei tempi non racconta la realtà: bandiere gialle, Hulkenberg lento davanti nel giro buono, mescole diverse usate nei momenti cruciali.

Molto più indicativo è stato il suo tono: un Hamilton sereno, quasi sorridente, che ha dichiarato di essersi sentito “piuttosto bene” e di non voler cambiare molto sulla vettura per il sabato.

Vegas non è un circuito “normale”

Il grip ballerino, le basse temperature, le lunghe accelerate e il traffico stile tangenziale di FP1 e FP2 regalano spesso illusioni. Lo scorso anno McLaren crollò per problemi di graining non prevedibili dal venerdì. Quest’anno Lando Norris ha chiuso davanti in FP2, ma lo stesso George Russell – vincitore del 2024 – ha escluso la squadra di Woking dalla lotta per la vittoria.

Insomma, il contesto va letto con cautela. Anche perché Ferrari, nel 2025, non ha mai davvero confermato in gara ciò che mostrava nelle prove libere: una sola vittoria nella Sprint Race di Shanghai e tante opportunità mancate l’hanno relegata al quarto posto nel mondiale.

Le sensazioni contano, i risultati molto di più

Il vero banco di prova sarà la qualifica. Leclerc dice di avere “idee chiare” sugli aggiustamenti, mentre Hamilton punta alla continuità. Due approcci diversi, specchio di due ruoli diversi: il monegasco, uomo-simbolo in cerca di conferme; il sette volte iridato, alla ricerca di un lampo che possa salvare un’annata grigia.

Ferrari è nella mischia, forse più vicina ai migliori di quanto lo fosse a San Paolo. Ma guai a scambiare un venerdì solido per un weekend risolto.

Tra luci abbaglianti e illusioni pericolose, il venerdì di Las Vegas restituisce una Ferrari apparentemente brillante.

A Las Vegas, il vento cambia in un attimo: giovedì McLaren era sfavorita, venerdì comanda la FP2, sabato chissà. E la Ferrari del 2025, finora, ha dimostrato una costante: quando si accendono davvero le luci del sabato e della domenica, le certezze del venerdì si sciolgono più in fretta della gomma.

Per ora resta una sensazione positiva, una di quelle che fanno bene al morale ma non bastano per cambiare il destino. La Ferrari non è in un brutto posto, come ha detto Leclerc. È in un posto migliore, questo sì. Ma dovrà dimostrare di saperci restare fino alla bandiera a scacchi.


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