Lewis Hamilton analizza la sua stagione d’esordio in Ferrari, tra una SF-25 deludente, lo stop anticipato agli sviluppi e le speranze riposte nella rivoluzione tecnica del 2026.

Hamilton ammette: “Ho spinto anche io Vasseur per dire stop allo sviluppo del 2025”

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Lewis Hamilton analizza la sua stagione d’esordio in Ferrari, tra una SF-25 deludente, lo stop anticipato agli sviluppi e le speranze riposte nella rivoluzione tecnica del 2026.

Lewis Hamilton si avvicina alla conclusione del suo primo anno in Ferrari con la consapevolezza di aver vissuto una delle stagioni più complicate della sua carriera. L’obiettivo minimo – salire almeno una volta sul podio – è ancora in bilico, e la SF-25 non ha mai offerto le prestazioni sperate né dal team né dal sette volte iridato.

Nonostante tutto, Hamilton conferma di aver appoggiato senza esitazioni la decisione più strategica dell’anno: lo stop anticipato allo sviluppo della vettura 2025. Il team principal Frederic Vasseur aveva scelto di dirottare gli sforzi sulla monoposto del 2026, un passo rischioso ma considerato fondamentale per non farsi trovare impreparati alla grande rivoluzione regolamentare.

Hamilton: “Ero tra quelli che ha spinto Vasseur allo stop”

Il britannico spiega senza mezzi termini quali fossero le sensazioni interne al team nelle ultime gare dell’anno: “Avevamo messo in conto di essere in difficoltà a fine stagione, ma sta andando peggio del previsto”, ammette Hamilton.

Proprio per questo, racconta di essere stato tra i sostenitori dello stop agli aggiornamenti: “Io comunque ero tra quelli che ha spinto Vasseur a interrompere presto lo sviluppo della SF-25 perché non potevamo permetterci di rimanere indietro sulla vettura 2026 dato che non eravamo nella posizione di poterci giocare il campionato”.

Una presa di posizione netta, che Hamilton giustifica con un semplice principio: guardare più lontano, anche quando il presente brucia.

La lotta al titolo e la metafora del “cacciatore”

Interpellato sul duello mondiale, Hamilton evita di sbilanciarsi su un favorito, preferendo una riflessione più generale sul ruolo di chi insegue e di chi viene inseguito: “Essere il cacciatore è sempre più facile rispetto a essere la preda perché hai un riferimento e non hai nulla da perdere”.

Una frase che risuona non solo nel contesto della lotta al titolo, ma anche nel modo in cui Hamilton sembra voler vivere la sua nuova avventura in rosso: nel 2026, l’obiettivo sarà tornare a cacciare.

Una generazione di vetture da dimenticare

Il campione britannico non risparmia una critica alla tipologia di monoposto introdotta nel 2022, che dalla sua prospettiva non ha mai garantito il feeling necessario per esprimere il proprio potenziale: “Questa generazione di vetture è stata la peggiore che io abbia mai guidato, sto pregando perché le cose migliorino nel 2026”.

Parole che racchiudono tutta la frustrazione di un pilota abituato a lottare per le prime posizioni e che ora spera nella svolta tecnica che arriverà con il nuovo regolamento.


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