Max Verstappen ha dominato ad Abu Dhabi, ma anche una prestazione impeccabile non è bastata al campione olandese per giocarsi il mondiale con le stesse tattiche che resero celebre Lewis Hamilton nel 2016.
Max Verstappen ha dominato il Gran Premio di Abu Dhabi 2025 dall’inizio alla fine (QUI il racconto), ma il suo successo non è bastato per conquistare il titolo mondiale. Il pilota Red Bull, infatti, aveva bisogno non solo della vittoria, ma anche che Lando Norris chiudesse fuori dal podio. Il terzo posto del britannico, alle spalle di Oscar Piastri, ha invece consegnato al pilota McLaren il suo primo mondiale con appena due punti di vantaggio.

Il contesto ha richiamato alla memoria il celebre finale del 2016, quando Lewis Hamilton, in lotta con Nico Rosberg, tentò di rallentare il gruppo per mettere in difficoltà il compagno di squadra. Pur dominando la gara, Hamilton iniziò a gestire il ritmo negli ultimi giri, cercando di esporre Rosberg agli attacchi di Vettel e di un giovane Verstappen. La tattica però non funzionò e Rosberg portò a casa il titolo.
Molti si sono chiesti se Verstappen potesse adottare un approccio simile nei confronti di Norris. La risposta, però, è più complessa di quanto sembri.
Due McLaren contro una Red Bull: un duello impari
Helmut Marko lo ha riassunto chiaramente nel post-gara: “Era una Red Bull contro due McLaren“. E questo ha fatto una differenza sostanziale. A differenza del 2016, infatti, il rivale diretto non era isolato: Norris poteva contare sul supporto – anche solo strategico – del compagno di squadra Piastri.
Ferrari e Mercedes avrebbero potuto offrire una variabile aggiuntiva, ma non sono state abbastanza competitive. Charles Leclerc, quarto al traguardo, è rimasto a sette secondi da Norris, troppo lontano per inserirsi nella lotta per il podio o creare situazioni favorevoli alla Red Bull. George Russell, allo stesso modo, non ha avuto ritmo sufficiente.

“Leclerc e Russell non avevano la velocità che speravamo. Ferrari è stata forte per cinque, sei giri, poi le gomme sono crollate” ha spiegato Helmut Marko.
La chiave: la strategia McLaren e la prima parte di gara
Il nodo centrale che impediva a Verstappen di “fare Hamilton” risiedeva nel comportamento degli pneumatici e, soprattutto, nella strategia di Piastri. McLaren ha scelto di far partire l’australiano con gomme hard, consentendogli di allungare il primo stint per oltre 20 giri.
In questo scenario, rallentare Norris nella fase iniziale avrebbe avuto un effetto controproducente: Piastri avrebbe avuto vita facile, diventando il favorito per la vittoria. Una situazione che Verstappen non poteva permettersi, visto che l’unica condizione indispensabile per sperare nel titolo era battere entrambi i piloti McLaren.
Fino al primo pit-stop, dunque, qualunque tentativo di “bunching” del gruppo sarebbe stato non solo inutile, ma anche dannoso.
L’unico spiraglio possibile? Troppo rischioso
In teoria, una finestra per rallentare il ritmo si è aperta negli ultimi 17 giri, quando la gara era ormai stabilizzata. Ma anche in questa fase, i numeri erano impietosi: per portare Leclerc (all’epoca a 35 secondi dalla vetta) in zona attacco su Norris, Verstappen avrebbe dovuto tagliare oltre due secondi al giro dal proprio ritmo.

Una scelta estremamente pericolosa. Non solo avrebbe messo a repentaglio la sua stessa vittoria, ma non garantiva alcun risultato concreto: Leclerc non aveva il passo per lottare seriamente con Norris, come evidenziato dai giri precedenti.
Verstappen lo ha ammesso a fine gara: “Avevo molti scenari in mente, ma sapevo che con le gomme di Oscar sarebbe stato difficile. Forse siamo stati fin troppo veloci davanti… se resti su una sosta sola, rallentare tutto il gruppo diventa complicato“.
Un circuito meno favorevole ai giochi di ritmo
Un altro elemento spesso trascurato riguarda le caratteristiche del tracciato. Dal 2021, Yas Marina ha eliminato le vecchie chicane lente nel settore finale, rendendo più fluido il layout. Questo non facilita manovre di controllo del ritmo come quelle tentate da Hamilton nel 2016.
Lo stesso Verstappen ha sottolineato: “Con questa nuova configurazione è ancora più difficile replicare situazioni come quella del 2016“.
Verstappen ha fatto tutto ciò che poteva
Alla fine, la matematica del mondiale 2025 è passata attraverso dettagli sottilissimi. Verstappen ha dominato la gara, la Red Bull ha eseguito una strategia pulita e aggressiva, ma nulla poteva sovvertire la solidità di una McLaren che, con due vetture competitive, ha gestito perfettamente il tesoretto di punti di Norris.
Il quattro volte iridato ha vinto la battaglia di Abu Dhabi, ma non la guerra del campionato. E, soprattutto, non ha avuto alcuna reale possibilità di utilizzare le tattiche che nove anni prima avevano reso celebre il finale Hamilton-Rosberg.
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