Tra sponsorizzazioni celeberrime di marchi di sigarette e accoppiamenti cromatici senza tempo, ripercorriamo le 10 livree più iconiche della storia della F1.
Sono tanti i possibili elementi che una squadra può scegliere per contraddistinguersi e uno di questi è la sua livrea, cioè il modo in cui sceglie di verniciare la propria vettura. Nel corso della storia del motorsport e della F1, il concetto di livrea si è evoluto più volte: agli albori era legato esclusivamente alla nazionalità di appartenenza del team, con colori standardizzati che permettevano di riconoscere immediatamente l’origine delle monoposto in pista.
Con il passare degli anni, però, la livrea è diventata un vero e proprio strumento di comunicazione, capace di esprimere l’identità di una scuderia e di valorizzarne l’immagine. In questa trasformazione hanno giocato un ruolo fondamentale gli sponsor ed è particolarmente significativo il caso dei colossi del tabacco, che dettero vita a degli accoppiamenti divenuti leggendari.

Alcune di queste livree sono entrate nell’immaginario collettivo degli appassionati, trascendendo i risultati sportivi e diventando simboli senza tempo della massima categoria automobilistica a ruote scoperte. Vediamo dunque possono essere ritenute le 10 livree più emblematiche nella lunga storia della Formula 1.
DISCLAIMER — Per evitare di creare discordie su eventuali classifiche, le livree saranno ordinate in ordine, per quanto possibile, cronologico, che risulta essere il più “oggettivo e imparziale”. Chiaramente, in 75 anni di storia, si sono succedute numerosissime livree che hanno fatto breccia nel cuore dei tifosi e perciò non è stato facile selezionare le 10 “più iconiche”, dovendo rinunciare, per citarne qualcuna, a McLaren Vodafone, BMW Williams, Lotus Gold Leaf, Ferrari in generale, Tyrrell Elf, Brabham Parmalat, Jordan 191, eccetera.
Lotus John Player Special
La prima livrea in ordine di tempo è quella usata dalla Lotus dal 1972 al 1978 e di nuovo dal 1981 al 1986 grazie alla sponsorizzazione della John Player Special, subentrata alla Gold Leaf, con entrambi che erano marchi della John Player & Sons, un’azienda inglese produttrice di sigarette. La livrea era caratterizzata da un fondo nero su cui tutte le scritte, dagli sponsor al numero di gara, erano invece realizzate in colore dorato e su cui, in alcuni anni, era anche presente la “Union Jack”, rappresentativa della nazionalità del team fondato da Colin Chapman.
Nella “prima fase” questa colorazione fu particolarmente fortunata per il team Lotus, che negli anni menzionati vinse 2 titoli piloti – con Emerson Fittipaldi nel 1972, a bordo della duratura Lotus 72, e Mario Andretti nel 1978, al volante invece delle Lotus 78 e 79, che dominarono grazie all’effetto suolo – e 3 titoli costruttori. Nella seconda fase del binomio tra la Lotus e la JPS, in piena era turbo, arrivarono meno successi. Un episodio simbolico è però la prima vittoria, sotto la pioggia battente a Estoril nel 1985, di un emergente Senna, che con questi colori divenne un habitué dei piani alti della classifica prima di passare alla McLaren.
McLaren Marlboro
Passiamo adesso a quella che probabilmente può essere ritenuta la livrea più iconica in assoluto nella storia della F1: stiamo parlando della livrea del leggendario binomio McLaren-Marlboro – colosso statunitense del tabacco -. La partnership tra le due parti inizia nel 1973 e si conclude nel 1996 dopo aver attraversato varie ere tecniche e dopo aver conquistato 9 titoli piloti e 7 titoli costruttori. In particolare, vinsero il campionato Emerson Fittipaldi nel 1974, James Hunt nel 1976, Niki Lauda nel 1984, Alain Prost nel 1985, 1986 e 1989 e Ayrton Senna nel 1988, 1990 e 1991.
La vettura più memorabile di quest’epoca è senz’altro la MP4/4, che era spinta da un V6 biturbo Honda e dominò la stagione 1988, ottenendo 15 vittorie su 16, e permise a Senna di ottenere il suo primo mondiale. La livrea vede una predominanza di bianco messo nettamente a contrasto con delle aree verniciate di rosso e con la maggior parte delle scritte in nero. Nonostante l’estrema semplicità, questa livrea è riuscita a diventare comunque un’icona, con uno stile elegante ed efficace.
Williams Canon
Tra il 1985 e il 1993 la Williams portò in pista una livrea “tricolore”, col bianco nella parte più bassa, il giallo in quella più alta e il blu in mezzo e a dominare il musetto. Il main sponsor Canon – nota azienda giapponese specializzata nel settore tecnologico – compariva sulle pance e sulle ali, scritto in rosso su fondo bianco. Con questa livrea la Williams visse un periodo florido, vincendo sia sul finire dell’era turbo con motore Honda, nel 1987 con Piquet, sia nel ritorno agli aspirati con propulsori Renault, dominando le stagioni 1992 e 1993, rispettivamente con Mansell e Prost, grazie anche a un’elettronica e delle sospensioni attive sviluppatissime.
Williams Rothmans
Alla fine del 1993 termina l’accordo con la Canon, a cui subentra immediatamente la Rothmans, un altro produttore inglese di sigarette, che porta a un rinnovamento della livrea. Sparisce il giallo, mentre restano il blu, che ora occupa il musetto, la parte inferiore e la zona intorno all’abitacolo, e il bianco, che riempie gli spazi restanti. Il tocco distintivo sono però le due strisce, una più spessa di colore oro e una rossa – i colori della Rothmans -, che iniziano dopo il musetto e corrono lungo tutte le fiancate.
Il binomio Williams-Rothmans, iniziato nel 1994 e finito nel 1997, iniziò purtroppo in maniera tragica con la morte di Senna in quel maledetto 1° maggio a Imola. Successivamente arrivarono anche i successi, conquistando il titolo costruttori del 1994 ed entrambi i titoli del 1996 e 1997, rispettivamente con Damon Hill e Jacques Villeneuve.
McLaren West
Subito dopo la fine della sponsorizzazione con la Marlboro, che – come vedremo – si era unita alla Ferrari, nel 1997 la McLaren inizia subito un nuovo sodalizio con la West, un marchio di sigarette tedesco, che durerà fino al 2005. La livrea bianco-rossa viene dunque sostituita da una livrea prevalentemente di colore argento e nera con anche qualche inserto rosso. In questo caso, l’argento era simbolo delle “Frecce d’argento” della Mercedes, che in quegli anni forniva i motori alla McLaren e aveva avviato con essa un’importante partnership tecnica.
Con questa livrea McLaren vinse 2 titoli piloti, nel 1998 e nel 1999 con Hakkinen, e il titolo costruttori del 1998, e lo sfiorò poi nuovamente nel 2003 e nel 2005 con un giovane Kimi Raikkonen.
Ferrari Marlboro
La Ferrari rappresenta un caso particolare nella storia delle livree di Formula 1 dato che la sua tradizionale colorazione rossa è, di per sé, un’icona senza tempo. Proprio per questo motivo, in questa selezione è stata presa in considerazione una sola livrea specifica della Scuderia, quella legata alla partnership con Marlboro – , che nel 1997 aveva appena lasciato la McLaren e aveva scelto di rafforzare i legami col Cavallino, di cui era sponsor secondario dal 1984 e sponsor principale dal 1993, diventandone title sponsor -, scelta perché, pur restando fedele ai canoni della Rossa, ha rappresentato un’epoca ben definita, diventando un riferimento assoluto.
La livrea che viene usata dal 1997 fino al 2006 incluso è probabilmente la più nota nella storia della Scuderia, col tipico rosso corsa a coprire la netta maggioranza della carrozzeria e il bianco che dipinge le ali, i bargeboards e un’ampia area sul cofano motore. In questo modo si riforma l’accoppiamento bianco-rosso della Marlboro, col logo del marchio di tabacco che compare in nero sull’ala posteriore e sul cofano e, di solito, in bianco davanti all’abitacolo. In quest’epoca la Ferrari vive il suo periodo d’oro, conquistando 5 titoli piloti di fila con Schumacher dal 2000 al 2004 e 6 titoli costruttori grazie all’affermazione anche nel 1999.
Dato però l’inasprimento dal 2005 delle limitazioni alla pubblicizzazione del tabacco sulle livree – che erano presenti già da prima in alcuni Stati, primo fra tutti il Regno Unito – diversi marchi abbandonano le rispettive squadre (esempio: West lascia McLaren), mentre Ferrari – come del resto ha fatto talvolta anche la McLaren – ha spesso camuffato il logo Marlboro con il “codice a barre”, cioè un inedito motivo grafico che richiamava visivamente il marchio senza riferimenti espliciti. Il barcode è stato però rimosso dal 2010 dopo contestazioni per pubblicità subliminale.

Il legame tra Ferrari e Philip Morris International (PMI), il gruppo di cui fa parte Marlboro, non si è comunque mai sciolto, tanto da perdurare tuttora e tanto che tra il 2018 e il 2021 ha fatto la sua comparsa sulle Rosse lo stemma di Mission Winnow, un altro marchio della PMI che, nonostante il nome evocativo, non è mai riuscito a spingere le vetture del Cavallino verso i risultati auspicati.
Renault Mild Seven
Dal 2002, anno in cui è tornata in griglia come costruttore rilevando la Benetton, al 2006 incluso la Renault sfoggiò una memorabile livrea prevalentemente gialla, colore simbolo della Casa francese in quanto, assieme al bianco, distingueva le vetture della Losanga che corsero tra gli anni ’70 e ’80, e celeste, colore portato invece in dote dallo sponsor Mild Seven, un marchio di sigarette giapponese e che trova spazio sul cofano, sulle pance laterali, sul musetto e davanti all’abitacolo. Con questa livrea la Renault vinse i suoi unici titoli mondiali, facendo l’en plein nel biennio 2005-2006 grazie alla coppia formata da Alonso – che si laureò campione entrambi gli anni – e Fisichella.
Brawn GP
Contrariamente a tutte le altre livree citate in questa “rassegna”, questa livrea è spoglia di ogni sponsor, ma ciononostante, e anzi, forse in virtù proprio di questa peculiarità, è comunque riuscita a diventare iconica e riconoscibile. La livrea usata dalla Brawn GP nella sua unica stagione in F1, in cui ha conquistato entrambi i titoli grazie a una soluzione tecnica geniale quale era il doppio diffusore, era essenziale e rifletteva un po’ anche la natura del team, nato in tempi strettissimi dalle ceneri della Honda. La vettura era quasi totalmente bianca, con solo dei sottili inserti in giallo fluo e nero.
Col passare delle gare arrivò anche qualche sponsor, come Virgin, Canon, Mapfre e Itapaiva, che comparvero scritti in rosso su fondo bianco, e Banco do Brasil, che tinse invece di giallo l’ala anteriore, ma l’identità della livrea non mutò.
Mercedes Petronas argento
Acquistata dal gruppo Daimler, la Brawn GP confluì nel 2010 nella Mercedes, che da subito utilizzò una livrea principalmente di colore argento come da sua tradizione. Le auto della Casa di Stoccarda furono infatti soprannominate le “Frecce d’argento” dopo che, secondo una teoria – l’origine del nome è comunque un tema controverso -, in una gara al Nurburgring nel 1934, dalle macchine della Stella fu raschiata via la vernice bianca, assegnata alle vetture tedesche, per rientrare nel limite di peso massimo, lasciando così esposta la carrozzeria in alluminio. Oltre al tipico colore argento, risaltava anche il verde acqua portato in dote dalla Petronas, main sponsor e partner tecnico del team di Brackley.
Questa livrea è stata usata dal 2011 al 2020, anno in cui la vettura, dopo essere stata svelata con la consueta colorazione argentata, è stata subito riverniciata di nero come forte presa di posizione nella battaglia sociale contro le discriminazioni razziali, sostenendo il movimento Black Lives Matter. La livrea è tornata a essere di colore argento nel 2022, nel 2023 è tornata tutta nera e dal 2024 è diventata metà nera e metà argento.

Quella che si può ritenere un’icona, almeno in questo momento, è quindi la versione usata dal 2011 al 2019, periodo in cui la Mercedes ha ottenuto la sua fortuna, vincendo tutti i titoli – sia quelli costruttori che quelli piloti, uno con Rosberg e gli altri con Hamilton – a partire dal 2014, quando è iniziata l’era turbo-ibrida.
Red Bull
In 20 anni di storia, dal 2005 al 2025, la Red Bull è sempre rimasta fedele ai suoi colori e alla sua livrea, mantenendo una forte identità visiva nel corso del tempo. La squadra anglo-austriaca ha sempre mantenuto alcuni elementi distintivi, come una base di colore blu scuro, la punta del muso e dell’airscope gialla e il toro rosso disegnato sul cofano motore, che hanno contribuito a generare uno stretto legame tra le livree di tutte le vetture di Milton Keynes. La livrea ha riscosso successo sia in pista, vincendo 6 titoli costruttori e 8 piloti con Vettel e Verstappen, sia fuori, diventando un simbolo dell’adrenalina e dell’aggressività associate al celebre energy drink.
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