Hamilton Ferrari GP Messico 2025

Hamilton-Ferrari, un primo anno difficile ma meno critico di quanto sembri

Posted by

Secondo il responsabile dell’ingegneria di pista della Ferrari, le difficoltà vissute da Lewis Hamilton nel suo debutto in rosso vanno lette con maggiore contesto e prospettiva.

Il primo anno di Lewis Hamilton in Ferrari è stato complesso, segnato da risultati inferiori alle aspettative e da un clima di frustrazione che, dall’esterno, ha alimentato la percezione di un rapporto problematico tra il sette volte campione del mondo e la Scuderia. Tuttavia, all’interno del team, la realtà sarebbe diversa e meno negativa di quanto appaia.

A sostenerlo è Matteo Togninalli, responsabile dell’ingegneria di pista Ferrari, che invita a contestualizzare quanto accaduto nel corso della stagione.

Un passaggio storico dopo dodici anni in Mercedes

Dopo dodici stagioni trascorse in Mercedes, durante le quali Hamilton ha conquistato sei dei suoi sette titoli mondiali, il pilota britannico ha scelto di iniziare una nuova avventura a Maranello all’età di 40 anni. L’arrivo in Ferrari, avvenuto lo scorso anno, è stato accolto con grande entusiasmo sia all’interno del team sia dai tifosi.

Secondo il responsabile dell’ingegneria di pista della Ferrari, le difficoltà vissute da Lewis Hamilton nel suo debutto in rosso vanno lette con maggiore contesto e prospettiva.

Le aspettative erano alte, ma i risultati non hanno seguito lo stesso andamento. Nonostante la vittoria nella gara sprint in Cina, secondo weekend stagionale, Hamilton non è mai riuscito a salire sul podio in un Gran Premio, un evento senza precedenti nei suoi 19 anni di carriera in Formula 1.

Risultati mancati e frustrazione crescente

Con il passare dei mesi, la situazione si è ulteriormente complicata. Alla fine di aprile, il team principal Fred Vasseur ha deciso di interrompere lo sviluppo aerodinamico della SF-25, una scelta che ha contribuito ad accrescere il malcontento del pilota britannico. Da fuori, il rapporto tra Hamilton e la Scuderia è apparso teso, alimentando l’idea di una convivenza difficile.

Secondo Togninalli, però, questa lettura è parziale e non restituisce fedelmente quanto avviene all’interno del team.

Togninalli: il contesto è fondamentale

Parlando ai media al termine della scorsa stagione, Togninalli ha sottolineato quanto sia complesso un cambiamento di questo tipo: “Sono sicuro che ne siate tutti consapevoli, ma cambiare un pilota, e per un pilota cambiare squadra, soprattutto per un pilota come Lewis che ha trascorso 12 anni con lo stesso team e ha un certo livello di esperienza, è molto difficile per entrambe le parti”.

Il dirigente Ferrari ha poi aggiunto: “Questo vale sia per il pilota sia per la squadra, perché ogni team opera in modo leggermente diverso. Sei abituato a certe persone, sei abituato a fare le cose in un certo modo”.

Secondo il responsabile dell’ingegneria di pista della Ferrari, le difficoltà vissute da Lewis Hamilton nel suo debutto in rosso vanno lette con maggiore contesto e prospettiva.
MEXICO CITY, MEXICO – OCTOBER 25: Lewis Hamilton of Great Britain driving the (44) Scuderia Ferrari SF-25 on track during qualifying ahead of the F1 Grand Prix of Mexico at Autodromo Hermanos Rodriguez on October 25, 2025 in Mexico City, Mexico. (Photo by Hector Vivas/Getty Images)

La mancata lotta per il titolo mondiale ha inevitabilmente inciso sul morale: “Se poi si mette tutto in contesto, e il fatto che Lewis sia abituato a vincere campionati, e noi non abbiamo raggiunto l’obiettivo di lottare per il campionato, allora c’è frustrazione, e questo crea una situazione”.

Un rapporto migliore di quanto sembri dall’esterno

Secondo Togninalli, la percezione esterna amplifica le difficoltà: “Quello che si vede dall’esterno è peggio di quello che è [all’interno]. Il rapporto con Lewis, ciò che stiamo costruendo con lui, è estremamente positivo”.

Nonostante solo dieci mesi di lavoro insieme, il legame sarebbe già solido: “Ancora una volta, se lo si mette in contesto, ha trascorso 12 anni con lo stesso team, con le stesse persone, e dopo 10 mesi abbiamo già un legame molto, molto forte con lui”.

Il responsabile dell’ingegneria di pista riconosce però che i risultati abbiano contribuito a creare un’immagine distorta: “Tuttavia, la frustrazione, i risultati, hanno creato questa immagine di noi stessi, della Ferrari, che credo sia molto, molto peggiore di quella che è in realtà”.

Adattamento reciproco e prospettive per il futuro

Togninalli individua le difficoltà in una combinazione di fattori: “Perché sta facendo fatica? In parte è la frustrazione, e in altre parti abbiamo bisogno di un po’ di tempo per adattarci gli uni agli altri. Forse entrambe le parti, il team e Lewis, hanno sottovalutato questo aspetto all’inizio [della stagione]”.

Guardando alla nuova stagione, il dirigente Ferrari si mostra fiducioso. Con l’uscita di scena delle vetture a effetto suolo, tanto poco apprezzate da Hamilton, e l’inizio di una nuova era regolamentare, le condizioni tecniche dovrebbero avvicinarsi maggiormente allo stile di guida del britannico.

“Sono fiducioso” ha concluso Togninalli. “Come ho detto, non penso che il rapporto sia così negativo come crediate tutti, ma sono sicuro che, con il tempo, migliorerà”.

E la chiave resta una sola: “I risultati sono ovviamente il miglior aiuto. Dategli una macchina che possa performare e otterrete risultati. Questo è fondamentale”.

Infine, una considerazione che riassume lo spirito competitivo condiviso: “Siamo dei racer, lui è un racer, quindi la frustrazione quando perdiamo è enorme”.


Seguici sui nostri social

🔥 Sei un vero fan della Formula 1? Allora non perderti neanche una news! 🚀 Seguici su Instagram, Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornato, senza perderti analisi, curiosità e retroscena dal paddock! 🏎️💨

📲 Tutto gratis, zero costi, solo passione per la F1!
Se i nostri articoli ti piacciono, condividili con i tuoi amici e aiutaci a far crescere la community! 🙌

Buona lettura su Fuori Pista! 🏁🔎

Rispondi