Come Liberty Media ha trasformato la Formula 1 in un prodotto sempre più redditizio ed in continua espansione
Il 2025 è stato decisamente un anno positivo per Formula 1, con risultati eccezionali su tutti i fronti: sportivo, mediatico e finanziario. In pista, la lotta a tre tra Lando Norris, Oscar Piastri e Max Verstappen ha intrattenuto i fan fino all’ultima gara. Fuori dalla pista, i profitti sono in aumento.
Dal punto di vista della popolarità, i Gran Premi registrano numeri sempre più alti, mentre sui social media la Formula 1 può contare su una community giovane, attiva e in costante aumento. Un successo che si riflette anche nei bilanci: sia i team sia Liberty Media stanno capitalizzando questo momento favorevole.
Il processo di modernizzazione avviato da Liberty Media ha dato i risultati sperati: nonostante alcuni cambiamenti siano guardati con sospetto dai tifosi più tradizionalisti, come la serie Netflix Drive to Survive, i numeri parlano chiaro. Queste iniziative hanno permesso alla Formula 1 di avvicinare un pubblico più ampio e diversificato.
L’analisi di 20 (su 24) Gran Premi del 2025 mostra che, per la prima volta nella storia, la media di spettatori ha superato le 300.000 persone per evento. Il record è stato registrato a Silverstone, con circa mezzo milione di presenze. Il dato medio è in crescita del 4,2% rispetto al 2024 e l’unico vero limite è rappresentato dalla capienza degli impianti, che richiederanno investimenti continui per soddisfare la domanda.
Ancora più sorprendenti sono i dati relativi al pubblico “digitale”. Un recente sondaggio condotto da Formula 1 in collaborazione con Motorsport Network rivela che il 27% dei fan appartiene alla Generazione Z, con una perfetta parità di genere. Questa evoluzione si riflette direttamente sui social media: nel 2016, al momento dell’acquisizione da parte di Liberty Media, la Formula 1 era nettamente meno seguita rispetto alla MotoGP. Nel 2019 i due mondi erano pari su Instagram, con circa 8,8 milioni di follower ciascuno. Oggi il sorpasso è netto: l’account F1 conta oltre 40 milioni di follower, contro i circa 18 milioni di motogp.

Ricavi e costi
Questa strategia non è frutto del caso. Già nel report annuale del 2017, Liberty Media dichiarava l’obiettivo di espandersi a livello globale, puntando sull’evoluzione dei media e su un’esperienza di intrattenimento più coinvolgente.
L’aumento dell’interesse globale, unito all’espansione del calendario, ha avuto effetti diretti sui conti. I ricavi complessivi della Formula 1 Group sono passati da circa 1,83 miliardi di dollari nel 2018 a 3,41 miliardi nel 2024, con una crescita dell’86%. La stima per il 2025 indica un ricavo superiori ai 3,5 miliardi di dollari.
Le entrate si suddividono principalmente in tre categorie: diritti media, tasse pagate dai circuiti e sponsorizzazioni. I diritti televisivi e digitali rappresentano la quota maggiore (39%), seguiti dalle tasse di promozione dei Gran Premi (28%) e dalle sponsorizzazioni (17%), che restano comunque strategiche per lo sviluppo del business.
Secondo gli studi condotti da Ampere Analysis, nel 2025 i ricavi complessivi dagli sponsor sono aumentati di circa il 10% su base annua, raggiungendo una cifra stimata di 2,9 miliardi di dollari. Si tratta di un dato che certifica la Formula 1 come uno sport più attrattivi per i brand, grazie a un pubblico globale, giovane e altamente ingaggiato.

Anche i costi sono aumentati, passando da 1,27 miliardi di dollari nel 2018 a 2,33 miliardi nel 2024. La voce più rilevante è costituita dai pagamenti ai team, che superano 1,2 miliardi di dollari e rappresentano circa il 54% dei costi totali. La struttura di distribuzione prevede che il 75% della quota destinata ai team sia legata ai risultati sportivi, mentre la parte restante venga assegnata tramite bonus specifici: il team campione del mondo Costruttori incassa circa il 14% del montepremi, mentre l’ultima classificata si ferma intorno al 6%.
In cima alla graduatoria economica del 2025 si trova quindi McLaren, che grazie al titolo Costruttori porta a casa un introito stimato in circa 175 milioni di dollari. Alle sue spalle Mercedes (164 milioni) e Red Bull (152 milioni), mentre Ferrari si colloca al quarto posto con circa 141 milioni.
Williams ha fatto un salto dal nono al quinto posto con un introito stimato di 130 milioni di dollari. All’estremo opposto si trova Alpine, protagonista di una stagione negativa che la fa scivolare dal sesto al decimo posto: il bottino si ferma a circa 75 milioni di dollari.

