Con la recente aggiunta della tappa nella capitale, la Indycar Series si appresta ad iniziare una stagione da ben 18 round. Andiamo a scoprire la stagione tappa per tappa e le tante novità in pista!
L’inizio della prossima stagione di IndyCar si avvicina e possiamo dire che è giunto il momento di dare un’occhiata al calendario e ai circuiti che rappresenteranno la stagione 2026!
Un paio di cambiamenti significativi
I cambiamenti sostanziali, oltre che nelle vetture in pista, si sono visti con chi questi piloti dovrà ospitarli, i circuiti! Fuori tre appuntamenti che hanno preso parte alla stagione 2025 per fare spazio a ben quattro “nuove” sedi.
Oltre a questo si è vista una riorganizzazione delle date in programma, a spiccare è il ritorno al circuito di Laguna Seca per il gran finale di stagione. Per finire, proprio negli ultimi giorni di febbraio è stata aggiunta un ulteriore tappa nella capitale.
La stagione 2026 tappa per tappa
Salta direttamente alla tappa che più ti interessa
- Round 1 – 1 marzo
- Round 2 – 7 marzo
- Round 3 – 15 marzo
- Round 4 – 29 marzo
- Round 5 – 19 aprile
- Round 6 – 9 maggio
- INDY500 – 24 maggio
- Round 8 – 31 maggio
- Round 9 – 7 giugno
- Round 10 – 21 giugno
- Round 11 – 5 luglio
- Round 12 – 19 luglio
- Round 13 – 9 agosto
- Round 14 – 16 agosto
- Round 16 e 17 – 29 e 30 agosto
- Round 18 – 6 settembre
Round 1 – 1 marzo

Come di consueto, la stagione di IndyCar si apre in Florida, nelle strade di St. Petersburg. Il circuito è divenuto ormai una tappa storica per la serie americana.
Questo impianto temporaneo ha una particolarità unica nel suo genere. Infatti, oltre a districarsi nelle vie del centro città, occupa una delle due piste del piccolo aeroporto Albert Whitted. Il tratto interessato va da curva 11 a curva 2.
Round 2 – 7 marzo

Subito dopo il termine della corsa i team e i piloti devono impacchettare tutto per volare in Arizona. Infatti, il weekend successivo la serie torna in pista a Phoenix! Questa è la prima delle 4 novità in calendario quest’anno.
Per il ritorno in questo comprensorio dopo 8 lunghi anni, gli organizzatori hanno deciso di affiancare la serie a ruote scoperte alla NASCAR. La gara andrà in scena di sabato assieme alla serie NASCAR cadetta.
Round 3 – 15 marzo

Neanche il tempo di godersi la novità di Phoenix che bisogna subito spostarsi ad Arlington, Texas. Dopo un paio di anni le auto tornano a correre in questo stato e lo fanno con un altro circuito cittadino costituito per l’occasione. Questo nuovissimo tracciato si snoda attorno all’AT&T stadium ed è lungo poco meno di 4.4 chilometri.
Round 4 – 29 marzo

Dopo un meritato weekend di riposo, le troupe rimangono nella parte a sud degli States e si spostano in Alabama per affrontare il quarto round del mese di marzo, al Barber Motorsport Park. Un circuito molto old stile con parecchi cambi di pendenza e una buona alternanza tra curve lente e veloci.
Round 5 – 19 aprile

Dopo una pausa di due settimane, si ritorna nella costa Ovest e si va in California per lo storico round a Long Beach, il circuito cittadino più famoso d’America. L’evento è stato recentemente acquistato da Penske Entertainment e questo ne garantirà una permanenza duratura nel calendario.
In passato rombarono anche i motori della Formula 1, con l’ultima gara della massima categoria delle 4 ruote che risale al lontano 1983.
In calendario anche una tappa sprint del campionato IMSA svolto nello stesso fine settimana.
Round 6 – 9 maggio

Due weekend di pausa e si vola in Indiana, dove il round nel circuito interno dell’IMS apre ufficialmente il month of may. Infatti, da tempo questo round avvicina e accende l’aria della 500 miglia di Indianapolis. Il weekend si svilupperà in soli due giorni, venerdì e sabato.
In questo tracciato ci corsero anche Formula 1 e MotoGP (in sensi opposti).
INDY500 – 24 maggio

Ecco l’evento clou dell’anno: la 500 Miglia di Indianapolis. Sarà l’edizione numero 110 della “Greatest spectacle in racing”.
I test di preparazione partiranno il martedì dopo la corsa nel road course e alla fine di quella settimana andranno in scena le qualifiche. Nella settimana di gara andranno in scena solo due sessioni di prove il lunedì e il venerdì (carb day). Domenica la gara, 250 di puro spettacolo e adrenalina, riuscirà Alex Palou a ripetersi o sarà la prima volta di Pato O’Ward?
Round 8 – 31 maggio

Neanche il tempo di gustarsi la vittoria della 500 miglia che si vola a Detroit dove il weekend nella casa della General Motors chiude un lunghissimo e intenso mese di maggio.
Solo 9 curve per il secondo circuito cittadino più corto del calendario, 6 di queste con un angolatura di 90 gradi. Molto pericolosa la staccata di curva 3, artefice di molti incidenti nelle precedenti edizioni.
Round 9 – 7 giugno

L’IndyCar conclude il suo tour de force spostandosi al WWTR. In quanto a spettacolo, la pista di Madison (o St. Louis) non delude mai, ed ha tutte le carte in tavola per regalare tantissimo intrattenimento anche in questa annata.
L’ovale ha la particolarità di avere una forma irregolare. Infatti, le prime due curve presentano un raggio minore rispetto alle due che riportano sulla linea del traguardo. In questo ovale va anche in scena la celebre esplosione “pirotecnica” prima della bandiera verde.
Round 10 – 21 giugno

Dopo un weekend di riposo si vola a Elkhart Lake, nord nel Wisconsin. I team si spostano per andare a gareggiare nel circuito più lungo del campionato, quello di Road America. Il layout è uno di quelli vecchio stile, si snoda tra boschi e colline e presenta curve veloci, lente e rettilinei lunghi, ma anche molto stretto in alcuni punti.
Round 11 – 5 luglio

Dopo un altro weekend di pausa, la truppa si sposta in Ohio per affrontare l’undicesimo round al circuito Mid-Ohio. Inaugurato nel lontano 1961, il circuito si districa tra le colline e i boschi della periferia di Lexington e presenta un settore veloce – il primo – che precede una serie di curve a bassa e alta velocità.
Round 12 – 19 luglio

Precedentemente ubicata come gran finale, la tappa di Nashville torna in mezzo al calendario e si situa alla 12a tappa del 2026.
L’ovale di Nashville, subentrato al cittadino due anni fa, è il secondo ovale del calendario per lunghezza e ha una forma a D con la linea del traguardo nella zona curva chiamata “triovale” dagli americani.
Round 13 – 9 agosto

Altra settimana di pausa e si prende l’aereo per dirigersi nell’estremo Nord-Ovest degli States per la tappa di Portland. Il “Portland International Raceway” fa parte del calendario IndyCar dal 2018, quando venne reinserito nel campionato dopo ben 11 anni dall’ultima volta (quando il campionato si chiamava ancora Champ Car).
Round 14 – 16 agosto

Per il 14o round tornano le novità! Infatti, lo storico round oltre confine in Canada non è più ubicato a Toronto ma bensì nella sua periferia, più precisamente nella cittadina di Markham. 7 giorni dopo la tappa nell’altro estremo del continente.
Il tracciato è nuovissimo e pensato appositamente per l’evento, di districa nelle vie appena fuori dal centro abitato ed è lungo poco più di 3.5 chilometri. Il tratto rettilineo più lungo misura all’incirca 1 chilometro.
Round 15 – 23 agosto
Aggiunta all’ultimo – nel mese di gennaio – la tappa one-off nella capitale degli Stati Uniti voluta dal presidente Donald Trump deve ancora svelarsi nel suo completo.
Con questa aggiunta, i piloti gareggeranno gli ultimi 5 weekend stagionali senza sosta.
Round 16 e 17 – 29 e 30 agosto

Come detto sopra, il tour de force finale continua e si sposta nel Wisconsin dove è previsto un doppio round nello storico Milwaukee Mile! Dopo un anno di pausa gli organizzatori hanno deciso di reintrodurre le due gare in due giorni.
Round 18 – 6 settembre

E per concludere, si riprende subito l’aereo per volare nuovamente dall’altra parte del continente per il gran finale nel circuito di Laguna Seca.
Il circuito non ha bisogno di presentazioni particolari. Sede del celebre Cavatappi, il comprensorio californiano torna ad ospitare il finale di stagione dopo due anni di pausa (svolti a Nashville).
Questo il calendario completo che vedremo nel corso del 2026. Riusciranno i piloti a contrastare lo strapotere di Alex Palou? Lo scopriremo solo vivendo.
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