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WRC | Il Post-Rally – Svezia: Evans fa il bis, male Hyundai

Archiviato anche l’unico rally sulla neve dell’anno, quello di Svezia, che ha visto vincere nuovamente Elfyn Evans, che ritorna leader del WRC. Male Hyundai, che partiva con ben altri obiettivi.

Anche quest’anno, il febbraio del WRC è stato segnato dal tradizionale Rally di Svezia, unico evento che si corre totalmente su neve e ghiaccio. Tra le prove della foresta svedese, Toyota ha primeggiato con ben quattro piloti nei primi quattro posti. Male, invece, Hyundai. Ecco il Post-Rally.

Evans Re della Svezia, Solberg fatica

Elfyn Evans vince per la terza volta in carriera il Rally di Svezia, la seconda consecutiva dopo il successo del 2025. Il gallese è stato autore di una gara pressoché perfetta, veloce dall’inizio alla fine e il venerdì è rimasto incollato ad un velocissimo Katsuta, per poi dare lo strappo il sabato e involarsi verso il dodicesimo successo in carriera. È stato il più veloce anche nel Super Sunday e solo Neuville gli ha evitato l’en-plein con la Power Stage.

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Evans torna quindi in testa al mondiale, pronto per dare battaglia anche in Kenya, pur se aprirà la strada. Compito non facile, come testimonia la gara di Oliver Solberg. Lo svedese ha ammesso di aver sottovalutato il compito di spazzaneve impostogli come leader del mondiale dopo la vittoria a Monte-Carlo, faticando tanto soprattutto il venerdì. Anche durante il resto del weekend, peraltro, non è stato velocissimo, ed anzi ha rischiato un paio di volta di uscire anzitempo, evitando fortunatamente pesanti conseguenze.

Oliver ha comunque chiuso il rally di casa al 4° posto, mantenendo il secondo posto nel mondiale e limitando per quanto possibile i danni. Va bene così, anche perché forse la performance di gennaio aveva alzato un po’ troppo le aspettative su un ragazzo che si affaccia per la prima volta ad una stagione completa in massima serie. E poi pulire per la prima volta la strada in Svezia è tutt’altro che semplice, se non lo si è mai fatto prima.

La rivincita di Taka e Sami

Della line-up Toyota, si potrebbe dire che i più “deboli” siano Takamoto Katsuta e Sami Pajari. Il primo deve sbloccarsi da anni, il secondo l’anno scorso non ha avuto l’avvio in massima serie che sperava. Invece Taka-san ha lottato fino alla fine, stavolta per davvero, per la vittoria e Sami ha invece colto un buonissimo e importantissimo terzo posto.

Katsuta è partito bello deciso, velocissimo e preciso, andandosi a prendere la testa della corsa il venerdì sera. Poi il sabato mattina ha avuto un momento di buio, che non si è spiegato nemmeno lui. Però, non è crollato ma si è mantenuto su un livello di performance veramente alta, portandosi a casa il 3° posto. Ora si è sbloccato? Difficile dirlo, ma lo aspettiamo in Kenya per capire se può continuare a fornire prestazioni di questo genere.

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Pajari invece si è messo alle spalle il brutto weekend del Monte-Carlo, e ha fatto vedere quanto si è visto nel WRC-2. Un Sami veloce e costante, senza sbavature. Un risultato che gli dà ossigeno, e soprattutto un podio davanti al rivale nel team e beniamino di casa Solberg. Molto bene in vista del prosieguo della stagione. Ora Pajari dovrà confermare quanto di buono ha fatto vedere sulla neve svedese, chiudendo il capitolo errori e mostrando finalmente il suo talento.

Hyundai: tunnel senza via d’uscita?

Se Hyundai sperava di poter piazzare tutti e tre i suoi piloti a podio, ha dovuto ben presto ridimensionarsi una volta iniziato il rally. Il team di Alzenau si è presentato al via della gara in Svezia con tre punte ben preparate, tra cui Esapekka Lappi al rientro nel WRC, ma la i20 N continua a perdere terreno nei confronti della Toyota.

I piloti lamentano mancanza di grip, di feeling…semplicemente di tutto. Qualcosa non va, e probabilmente è anche dovuto alle gomme Hankook, che la vettura coreana mal digerisce. Il migliore è stato Adrien Fourmaux, 5° a fine rally ma molto, molto frustrato per una situazione tecnica dalla quale non sembra esserci una veloce via d’uscita. Il francese ha puntato il dito sugli ammortizzatori, già presi di mira lo scorso anno alle canarie, e pure Lappi, 6°, si è lamentato che la vettura non dà più i feedback di una volta.

Esapekka Lappi
Esapekka Lappi (FIN) Enni Mälkönen (FIN) Of team HYUNDAI SHELL MOBIS WORLD RALLY TEAM are seen racing during the World Rally Championship Sweden in Umea, Sweden on 14 February, 2026 // Jaanus Ree / Red Bull Content Pool // SI202602145342 // Usage for editorial use only //

Da segnalare, poi, che sul finale Lappi ha deliberatamente rallentato per far passare Fourmaux, dichiarando che è stata una sua decisione e che i punti servono più al francese che a lui. Vero uomo squadra, quello di cui ha bisogno Hyundai quest’anno.

E Thierry Neuville? Il belga il venerdì è andato in uno snowbank, ma per fortuna non ha perso troppo, ritornando in gara e terminando il suo rally lontano dai suoi compagni ma comunque in 7a posizione, prendendosi anche i 5 punti della Power Stage. Non basta, comunque, ad un campione del mondo che in Svezia ha già vinto. Però, con questa i20 chissà se ci sarà mai un cambio di rotta.

Disastro Sesks e Hankook

Tre situazioni distinte, invece, in casa M-Sport. Abbiamo quella di Jon Armstrong, il rookie, che ha chiuso il suo Rally di Svezia in 8a posizione, portandosi a casa i primi punti mondiali in un rally tutt’altro che facile e in cui basta veramente poco per cacciarsi nei guai. Jon, però, sulla falsa riga di Monte-Carlo, è stato attento, costante e a suo modo veloce. E quindi no, la performance del principato non è un caso. Bene così.

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Tra l’altro, Armstrong ha fatto molto meglio del più quotato compagno Josh McErlean. L’essere incappato in problemi alle gomme il venerdì mattina non spiega però il perché sia stato per quasi tutto il weekend più lento del compagno di squadra. Avrebbe dovuto cominciare la sua seconda stagione nel WRC con ben altri presupposti, ed invece sta faticando. Bisogna ritrovare subito il bandolo della matassa e tornare a mostrare quanto di buono fatto nel 2025.

Capitolo Mārtinš Sesks. Il lettone è di nuovo uscito di scena il venerdì mattina, questa volta per colpa di forature (capitate anche a McErlean) dovute ad una pressione non corretta delle gomme, che però si sono mostrate forse troppo fragili. Le Hankook anche questa volta non hanno ben figurato, continuando a ricevere commenti poco carini da parte dei piloti.

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Tornando a Sesks, il weekend è stato completamente rovinato dalle forature, ma poi ha mostrato di essere a centro-gruppo, né più né meno, nonostante una vittoria di speciale. Forse ci si aspettava qualcosa in più anche in termini di velocità pura. Abbiamo tutti in mente quanto fatto al debutto nel 2024, ma forse a questo punto è solo un lontano ricordo. Aspettiamo altri rally, ma la sensazione è che anche quest’anno Mārtinš non sboccerà.

WRC-2: vince Korhonen, Trentin a punti

Roope Korhonen domina il weekend svedese del WRC-2 e si porta a casa la vittoria, la seconda in carriera dopo quella dell’anno scorso in Finlandia. Nulla da eccepire sulla prestazione, priva di sbavature e degna di un pilota potenzialmente in lotta per il titolo.

Dietro a lui, si è piazzato l’esperto Teemu Suninen, che torna nel WRC-2 ma stavolta a bordo di una Toyota. Teemu ha provato ad avvicinarsi a Korhonen, ma non è riuscito ad eguagliarne i tempi. È comunque un buonissimo podio, condito poi da un terzo finlandese, Lauri Joona.

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C’era comunque da aspettarselo, vista e considerata la natura del rally che si confà alle caratteristiche dei piloti nordici. Quello che non ci si aspettava, forse, è il 4° posto di Taylor Gill. Il vice-campione Junior WRC, al debutto in categoria in uno dei rally più ostici, è stato alla larga dagli errori ed ha beneficiato dell’uscita di scena la domenica di Tuukka Kauppinen per fregarli la medaglia di legno.

Chiude la top 5 lo svedese Isak Reiersen. Null’altro da segnalare, visto che quest’anno il WRC-2 non sembra essere per il momento pieno di emozioni. Da menzionare, però, l’8° posto di Giovanni Trentin, arrivato dopo una SS1 del giovedì dove tutto sembrava perduto. Il giovane, però, ha fatto registrare tempi interessantissimi, complice la preparazione all’Artic Rally Finland, e può portarsi a casa un bel bagaglio di esperienza e una bella iniezione di fiducia.

Parlando di italiani e spostandoci di nuovo in Rally, ha corso anche Lorenzo Bertelli, ormai impegnato più sul lato aziende di famiglia (Prada vi dice qualcosa?). Dai tempi sembrerebbe che abbia corso solo per il gusto di farlo, e può essere. Ma numeri alla mano, al Km ha perso meno di quanto uno potrebbe immaginarsi. Dopo due anni dall’ultimo rally corso si può dire che è un grandissimo risultato.

Junior WRC

Per chi se lo fosse perso, quello delle Svezia è stato anche il primo round del WRC. Ha vinto Calle Carlberg, campione Junior ERC 2025, che tra l’altro ha trovato il tempo di sorprendere la propria ragazza, steward, con dei fiori per San Valentino.

A parte gli scherzi, Carlberg è andato più forte di tutti, precedendo Leevi Lassila e Raúl Hernandez. Fuori dal podio il veterano della categoria Ali Türkkan.

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