L’analisi delle simulazioni di gara effettuate dalle squadre nel corso dei test in Bahrain. Segnali positivi per la Ferrari.
I test in Bahrain si sono conclusi con il miglior tempo di Charles Leclerc, che ha preceduto Norris e Verstappen. Giudicare i tempi ottenuti sul giro secco (specialmente con delle vetture di nuova generazione) può essere fuorviante, ma al contrario la costanza di rendimento e le prestazioni sui long run possono fornire indicazioni interessanti, soprattutto visto che alcune squadre si sono concentrate addirittura su delle simulazioni passo gara complete (57 giri). Andiamo ad analizzarle!
I top team
NB: Parlare di top team e di centro gruppo all’alba di una nuova era regolamentare potrebbe risultare inesatto, ma per comodità di lettura abbiamo considerato McLaren, Mercedes, Red Bull e Ferrari come squadre di punta e quindi destinate a giocarsi la vittoria finale.
McLaren
La McLaren ha completato una simulazione di gara intera con Oscar Piastri nella seconda giornata di test. Il pilota australiano ha portato a termine 3 stint con le 3 mescole più dure, utilizzando la C3 nel primo frangente. In 13 giri significativi, Piastri è passato dal 39 basso/medio al 40 basso in poco tempo, mostrando segnali di degrado significativo sulla sua gomma.
Le cose sono andate meglio con la mescola C2, che il pilota McLaren ha testato per 18 giri. In questa fase della “gara”, i tempi della MCL40 hanno oscillato tra il 38.0 e il 38.6, con qualche picco positivo in 37 alto. Anche se negli ultimi 4 passaggi ha faticato a rimanere sotto il muro del 39, questa costanza è un buon segno per il team di Woking.
Meno incoraggiante lo stint con la C1, la mescola più dura. In questa occasione Piastri ha girato in 36 alto/37 basso nella prima metà, ma si è poi ritrovato improvvisamente a girare un secondo più piano, stabilizzandosi sul piede del 38 basso. A differenza dell’anno scorso, McLaren potrebbe dover fare i conti con qualche difficoltà nella gestione degli pneumatici.

Mercedes
La Mercedes è l’unica tra le scuderie di riferimento a non aver completato una simulazione di gara completa durante questi test. Il team tedesco si è concentrato su stint molto più brevi sia con Russell che con Antonelli, che hanno mostrato segnali interessanti ma più difficili da valutare vista l’assenza di riferimenti sui carichi di benzina. Ad ogni modo, la scuderia di Brackley ha girato ripetutamente anche sotto il muro del 37 in configurazione gara, il che la pone sicuramente in una buona posizione in vista di Melbourne.
Red Bull
La simulazione di gara della Red Bull, portata avanti da Verstappen nel secondo giorno di test, è avvenuta quasi in contemporanea con quella di Piastri, e il ritmo dei due piloti è risultato piuttosto simile. Il pilota olandese ha testato la gomma C3 nel primo stint mantendo il ritmo del 39 basso/medio, e ha avuto solamente un paio di picchi negativi in 40 basso nelle ultime 2 tornate.
Notevole è stata la costanza dello stint centrale, completato con gomma C2. In questa occasione Verstappen è riuscito a mantenersi tra il 38.4 e il 38.9 in tutti i giri, pagando qualche decimo (39 alto) solamente nelle ultime 2 tornate. Per quanto riguarda l’ultimo segmento della simulazione, in cui la Red Bull ha scelto nuovamente la gomma C2, la vettura #3 ha evidentemente scelto un approccio più conservativo rispetto a quello di Piastri, girando sul 37 medio/alto per 15 dei 20 passaggi completati.
Negli ultimi 5, però, anche la RB22 è andata incontro a delle difficoltà, costringendo il suo pilota a salire addirittura sopra il 39. Si tratta complessivamente di una simulazione valida, anche se Red Bull è l’unica tra i top team a non aver fatto registrare alcun passaggio in 36 in questa configurazione.

Ferrari
La Ferrari, che ha simulato la corsa con Charles Leclerc, ha scelto di effettuare ben 4 stint, ipotizzando una strategia a 3 soste. Il monegasco ha iniziato con la gomma C3 (10 giri significativi), con cui è riuscito a scendere ripetutamente sotto il muro del 39 (unico tra i top team analizzati) rimanendo sul 38 medio/alto. Negli ultimi passaggi, però, anche lui ha fatto registrare dei 39.
Il secondo frangente (C2, 13 giri) è stato caratterizzato da passaggi compresi tra il 38.4 e il 38.9, con una sola eccezione in 39.2 all’ultima tornata, il che mostra contemporaneamente velocità e costanza. Si può dire lo stesso del terzo stint (12 giri), effettuato con mescola C3 e interrotto da una bandiera rossa. In queste occasioni Leclerc ha mantenuto il passo del 37 medio, con qualche rara oscillazione in 38 basso.
Nelle ultime 13 tornate, percorse con la C2, il ferrarista ha costantemente girato sul 36 alto/37 basso (con un paio di picchi positivi in 36.4), salendo sul 37 medio solamente negli ultimi 2 passaggi. Stando a questi dati, la Ferrari sembra vettura meno soggetta al degrado, anche se va segnalato che ha effettuato stint più corti rispetto agli avversari.

Il centro gruppo
Rispetto alle abitudini della scorsa stagione, possiamo ipotizzare una differenza più grande tra le scuderie di punta e quelle di centro gruppo: dai dati delle simulazioni emergono distacchi più ampi di quelli a cui siamo stati abituati nel 2025. Analizziamo le “gare complete” simulate da Racing Bulls, Haas, Audi e Cadillac durante i test.
Racing Bulls
La scuderia di Faenza ha effettuato la sua simulazione con Arvid Lindblad, ricalcando il percorso della Red Bull. Nel primo stint con gomma C3, il rookie ha oscillato tra il 40 medio e il 41 basso per 8 passaggi, ma nei restanti 4 è salito di circa un secondo, superando in un paio di occasioni in muro del 42.
Lo stint centrale (C2, 20 giri) è stato più costante, con la Racing Bulls che è riuscita a girare sul 40 alto/41 basso nella prima metà, per poi stabilizzarsi sul 41 alto nella seconda (con picchi negativi in 42). Simile l’andamento dell’ultimo frangente (C2, 18 giri), in cui Lindblad ha girato sul 39 basso/medio per poi salire progressivamente verso il 40 nelle fasi finali. Per la scuderia di Faenza si prospetta un’altra stagione in lotta per la zona punti, anche se quest’anno potrebbe essere più difficile da raggiungere rispetto al 2025.
Haas
Haas ha dimostrato una buona competitività in questi test pre-stagionali, e le simulazioni di Oliver Bearman ne sono una dimostrazione. L’inglese ha testato tutte le mescole, optando per la C3 nel primo segmento di gara. Questo compound gli ha permesso di girare in 40 medio nei primi 6 passaggi, ma lo anche portato portato sul 41 medio/alto nei restanti 8.
Lo stint centrale (gomma C1, 21 giri) è stato positivo per la Haas, con Bearman che ha girato in 40 basso/medio nella prima metà, toccando anche dei picchi positivi in 39 alto, per poi salire sul 40 alto (con qualche rara eccezione in 41) nella seconda metà. Infine L’ultima parte, completata con la C2, è stata caratterizzata da passaggi in 38 alto/39 basso, con Bearman che ha oscillato solamente tra il 38.8 e il 39.1, mostrando una costanza notevole.

Audi
La Audi ha completato una simulazione di gara intera con Bortoleto, che ha portato a termine 4 stint. Nel primo (mescola C3, 10 giri), il brasiliano è passato progressivamente dal 40 basso dei primi giri al 40 alto degli ultimi, con una sola eccezione in 41. La stessa tendenza è stata evidente nella seconda fase della simulazione (C2, 23 giri), in cui Bortoleto ha fatto registrare dei 39 medi/alti nella prima metà (con un picco positivo in 38.9 ma alcuni negativi oltre il 40), per poi trovarsi a girare sul 40 basso nelle ultime 7 tornate.
Nel frangente con gomma C1 (10 giri), il pilota Audi ha sfornato diversi tempi in 37 alto, anche se negli ultimi 3 passaggi non è più riuscito a scendere sotto il muro del 38. Gli ultimi 4 giri (C3) sono stati particolarmente veloci, con Bortoleto che è riuscito a scendere addirittura sotto il muro del 37. Il passo gara di Audi sembra competitivo per la sfida di centro gruppo: l’ago della bilancia potrebbe essere l’affidabilità.

Cadillac
La situazione del team americano sembra piuttosto difficile, il che non è una sorpresa vista la sua condizione di nuovo team in Formula 1. Le simulazioni gara di Perez e Bottas sono piuttosto lontane anche da quelle dei team di centro gruppo: nessuno dei due piloti è riuscito ad essere particolarmente costante negli stint con la C3, in cui hanno mantenuto il passo del 42 medio/alto con oscillazioni importanti, sia in positivo (41 alto), che in negativo (non sono mancati passaggi in 44).
Non troppo diverso il discorso per la mescola C2, con cui Perez è stato più costante sul 42 basso/medio, mentre Bottas ha girato per la prima metà dello stint sul 41 per poi ritrovarsi anche oltre il muro del 43. Lo stint con la C1 ha avuto la stessa tendenza, con i due piloti che sono partiti dal 41 basso per salire progressivamente oltre il 42, con il finlandese che ha avuto anche qualche picco positivo in 40 ad inizio stint.
La scuderia americana non è riuscita a far registrare neppure un passaggio sotto il muro del 40 in configurazione gara in questi test, il che suggerisce come ci sia ancora molto lavoro da fare all’interno del box americano.

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