fia ecat formula 1

FIA e il sistema ECAT: come funziona il controllo automatico dei track limits

Da questa stagione, la FIA introdurrà un nuovo sistema chiamato ECAT, pensato per monitorare i track limits in ogni curva del circuito

Negli ultimi anni la questione dei track limits è diventata uno dei temi più discussi della Formula 1. I centinaia di episodi da analizzare hanno spinto la FIA a cambiare radicalmente approccio. Da questa esigenza nasce ECAT, acronimo di “Every Car All Turns”, un sistema sviluppato insieme a Catapult e integrato nella piattaforma RaceWatch utilizzata dalla direzione gara.

Il principio alla base di ECAT è monitorare ogni vettura, in ogni curva, per ogni giro, costruendo una ricostruzione digitale costante di ciò che accade in pista. Non si tratta più soltanto di verificare attraverso una telecamera se una monoposto ha oltrepassato la linea bianca, ma di incrociare una quantità enorme di dati per individuare automaticamente qualsiasi anomalia nella traiettoria.

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Il cuore del sistema è il tracciamento ad altissima precisione della posizione delle vetture. La traiettoria di ogni monoposto viene confrontata con una linea ideale di riferimento, costruita sulla base del comportamento medio delle vetture. Quando un’auto si sposta in modo significativo da quel modello, il sistema lo rileva immediatamente.

A questo si aggiunge l’utilizzo del geofencing, una tecnologia che permette di disegnare zone virtuali direttamente sulla pista. Se una monoposto entra in una di queste aree digitali, il sistema genera automaticamente un avviso. Ciò significa che l’analisi non dipende più esclusivamente dal posizionamento della telecamera: anche in assenza di una perfetta copertura visiva, i soli dati di posizionamento possono segnalare una potenziale violazione.

Un altro elemento chiave è l’analisi dei micro-settori cronometrati. Se una vettura percorre una distanza leggermente superiore al previsto o registra una variazione anomala nel giro, ECAT è in grado di risalire al punto preciso in cui potrebbe essere avvenuto l’episodio. In questo modo il sistema non cerca manualmente l’errore, ma individua automaticamente le deviazioni.

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L’integrazione con algoritmi di computer vision completa il quadro. Le telecamere restano importanti, ma non sono più l’unico elemento dell’analisi. I software riconoscono la sagoma della vettura rispetto a punti di riferimento predefiniti e incrociano queste informazioni con i dati di posizione. Con l’evoluzione prevista verso il 2026, l’elaborazione verrà ulteriormente potenziata grazie all’utilizzo di GPU ad alte prestazioni e a un controller centralizzato che distribuirà il carico di lavoro su più macchine in rete, consentendo di processare in tempo reale ogni singolo giro di ogni vettura.

Il sistema non sostituisce i commissari, che restano responsabili delle decisioni disciplinari, ma trasforma il processo da manuale a semi-automatico, rendendo le verifiche più rapide, coerenti e basate sui dati. Il controllo dei track limits non ruota più attorno a un’immagine da interpretare, ma a un modello che confronta costantemente ciò che accade in pista con un riferimento digitale. Il video diventa uno strumento di supporto, mentre i dati assumono un ruolo centrale.

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