Il dominio di Palou nel primo appuntamento della stagione conferma la sua supremazia e rilancia le ambizioni per un nuovo titolo IndyCar.
La stagione 2026 della IndyCar si è aperta nel segno della continuità. Sul circuito cittadino di St. Petersburg, in Florida, la scena è stata ancora una volta monopolizzata da Alex Palou, che ha trasformato il primo round dell’anno in una gara virtualmente chiusa con largo anticipo. Come già accaduto più volte nel 2025, la vera lotta è sembrata quella per il secondo posto.
Il pilota spagnolo ha conquistato il secondo successo consecutivo nel Gran Premio di St. Petersburg, imponendosi con un margine di 12”4948: il distacco più ampio nei 23 anni di storia dell’evento. Un risultato che, oltre a inaugurare nel migliore dei modi il nuovo campionato, rafforza l’idea che il quattro volte campione IndyCar possa mantenere anche nel 2026 il controllo della categoria.

Una strategia decisiva fin dalle prime fasi
Scattato dalla quarta posizione, dopo che Scott McLaughlin aveva conquistato la pole position il sabato, Palou si è trovato di fronte alla prima grande variabile tattica della stagione: la gestione degli pneumatici.
Il regolamento imponeva l’utilizzo di due set di gomme alternate Firestone (le rosse, più performanti ma soggette a maggiore degrado) e di almeno un set di gomme dure (le nere, più longeve ma meno veloci). Una scelta cruciale, che ha inciso in modo determinante sull’andamento della gara.
Palou ha optato per partire con le alternate, mentre McLaughlin e Marcus Ericsson – quest’ultimo al via in prima fila accanto al neozelandese – hanno scelto di iniziare con le dure.
La decisione del pilota di Chip Ganassi si è rivelata immediatamente efficace. Approfittando del maggiore grip, la sua Honda numero 10 ha preso il comando, costruendo un vantaggio che ha superato i 14 secondi. Un margine sufficiente per neutralizzare l’eventuale svantaggio legato all’utilizzo successivo delle gomme più lente.

“Sono rimasto un po’ sorpreso dal risparmio di carburante che la 3 (McLaughlin) e la 28 (Ericsson) stavano facendo in quel momento,” ha spiegato Palou. “Sembrava che la situazione stesse andando a nostro favore, soprattutto sapendo che Honda ha sempre un’ottima efficienza nei consumi. Stavo solo aspettando. Non sapevo se alla fine avremmo avuto abbastanza gomme per arrivare fino in fondo, ma sì, ce l’abbiamo fatta. Abbiamo fatto un paio di giri puliti ed è stato quello a darci il vantaggio”.
Il rischio calcolato della Ganassi
Dietro al successo c’è stata anche una scelta coraggiosa dal muretto. Barry Wanser, stratega di Palou, ha ammesso che il team ha corso un rischio significativo nel decidere di utilizzare subito le gomme rosse nuove.
“Siamo partiti con le rosse nuove,” ha dichiarato Wanser, “e sapevamo che era un po’ un rischio non conservare le gomme migliori per la fine. Ma ha funzionato. Come ha detto Alex, il ritmo dei leader nella fase iniziale della gara ci ha sicuramente aiutato ad arrivare fino in fondo”.
La vittoria di St. Petersburg rappresenta il ventesimo successo in carriera per Palou in IndyCar, un traguardo che conferma la straordinaria efficacia del sodalizio con Chip Ganassi, iniziato nel 2021.
Un dominio costruito senza errori
Il trionfo dello spagnolo non è stato frutto di un sorpasso spettacolare o di episodi fortuiti. Nessuna safety car decisiva, nessun errore altrui a spalancare la strada. La vittoria è maturata attraverso una combinazione di strategia lucida, passo gara costante e guida impeccabile.
La sua forza risiede proprio nell’assenza di punti deboli evidenti. Mentre gli avversari alternano prestazioni brillanti a errori o scelte tattiche imperfette, Palou mantiene uno standard elevatissimo, minimizzando i rischi.

“Se non prendi quella decisione sulle gomme o quella sul carburante, o se il pit stop non va bene, all’improvviso non sei più P1,” ha sottolineato il campione spagnolo. “Non hai aria pulita. Inizi a spingere di più e improvvisamente sei P4.
“Puoi passare da una gara che vinci con 12 o 10 secondi di vantaggio a finire quarto, e basta un’unica cosa che non funziona per mandare tutto storto. Quindi sì, onestamente non è facile vincere le gare. Anche se può sembrare così, serve che tante cose vadano nel modo giusto perché accada.”
Numeri da era dominante
Dal suo arrivo in Chip Ganassi nel 2021, Palou ha vinto 20 delle 85 gare disputate, pari al 23,5%. Un dato che si accompagna a tre titoli consecutivi e a una leadership in classifica mai realmente messa in discussione: nessun altro pilota è riuscito a guidare il campionato dopo Will Power il 9 giugno 2024.
Se l’esordio stagionale rappresenta un’indicazione attendibile, la corsa verso un nuovo Astor Challenge Cup potrebbe trasformarsi ancora una volta in un monologo firmato Alex Palou.
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