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IndyCar | GP Phoenix: Newgarden dice “33” e vince sull’ovale dell’Arizona, beffato Kirkwood. Malukas chiude il podio

Josef Newgarden vince il secondo appuntamento stagionale, della IndyCar Series, a Phoenix e si porta in vetta al campionato. Ottimo weekend Penske, Malukas chiude terzo.

Josef Newgarden sfrutta l’ultima caution, l’alfiere del team Penske vince la sua 33esima gara in IndyCar, grazie ad un ultimo pit stop a pochi giri dalla fine per montare gomme nuove. Malukas non sfrutta la pole position ma comunque riesce a concludere sul podio una gara con non poche difficoltà sul passo gara.

Ottimo anche Kirkwood che grazie alla strategia si ritrova nelle posizioni che contano alla fine e chiude secondo. Chiudono la Top5 O’Ward e Armstrong. Ottima top10 invece per Simpson e Rahal.

Un eroico Rasmussen vede sfumare la vittoria a 7 giri dalla fine dopo ben due contatti con le barriere: il primo dopo un contatto con Will Power e il secondo a fine gara per salvare la vettura. Botte che hanno sicuramente danneggiato l’auto. Il Danese finisce comunque la sua gara in quattordicesima posizione.

Fuori dopo poche tornate il leader del campionato Alex Palou dopo un contatto con Veekey.

La partenza e Palou subito out

Ottima partenza da parte dei due Penske, Malukas e Newgarden, che riescono a mantenere l’uno-due delle qualifiche sin dal primo giro.

Buono scatto anche da parte di Alexander Rossi che dalla sesta piazza salta in due curve in zona podio. Male invece Mick Schumacher che perde già varie posizioni al via.

Prima bandiera gialla che arriva al giro 11 con Hauger, che intento a difendersi da Rasmussen, perde il controllo della macchina andando in testacoda fortunatamente senza conseguenze.

Seconda caution che arriva al giro 24 con Alex Palou che chiude troppo verso il muro l’olandese Rinus Veekey il quale non può evitare il contatto. Il pilota spagnolo quindi va contro le barriere ed costretto al ritiro dando vita così al primo colpo di scena di giornata. L’alfiere di Ganassi non riesce quindi a replicare il bis dopo St.Petersburg perdendo non solo la vittoria ma anche la leadership del campionato IndyCar.

Prima parte di gara che si conclude senza ulteriori colpi di scena, da segnalare soltanto i problemi al pit avuti da Grosjean e Schumacher: il primo si è dovuto ritirare per un guasto tecnico; mentre per Mick un pit stop lento ha compromesso la sua gara portandolo a due giri dal leader. Il tedesco può essere comunque contento del weekend fatto in Arizona.

Un indemoniato Rasmussen e la sfida con Power

La parte centrale di gara è segnata da un gigantesco Christian Rasmussen. Il danese di casa Ed Carpenter mette in atto una super rimonta con un ritmo indemoniato fuori portata per tutti gli altri. Rasmussen che, dopo esser partito diciottesimo, riesce a farsi largo tra il gruppo mettendo in atto dei sorpassi al limite. Il danese si porta cosi in testa alla gara, testa che terrà fino al 242° giro.

Al 207° giro la gara si accende grazie alla grande sfida per la vittoria fra Christian Rasmussen e Will Power. L’australiano di casa Andretti infatti, in quel momento si trovava in testa, cerca in tutti i modi di tenere dietro il pilota di Ed Carpenter, che su una strategia diversa arriva a tutta spinta. I due dopo vari giri di studio e lotta arrivano al contatto con l’anteriore sinistro di Rasmussen che tocca la posteriore destra di Power; quest’ultimo buca al posteriore portando all’esposizione della quarta caution di giornata.

Il pilota danese invece passa in testa ma lamenta con il team forte vibrazioni, dovute al contatto con il muro per evitare Will Power.

Il rush finale e la strategia perfetta

Grazie alla caution vari piloti rientrano ai box cercando il jolly per il finale di gara, tra questi troviamo Newgarden e O’Ward che sfruttano l’occasione per montare gomme nuove. La gara riprende al giro 217 Rasmussen cerca di tenere a bada in tutti i modi Kyle Kirkwood, il quale grazie alle varie caution e una strategia impeccabile si ritrova in seconda posizione, mentre da centro gruppo le gomme nuove danno una spinta in più a Newgarden e O’Ward che risalgono in top5 in meno di 10 giri.

Nella battaglia di testa l’americano, sulla Honda #27, cerca di mettere in tutti i modi pressione a Rasmussen che al al giro 242 tocca di nuovo il muro, con la posteriore destra, perdendo la leadership. Da questo momento in poi il pilota danese non ne avrà più e calerà fino alla quattordicesima posizione.

La testa della gara però dura solo due giri per Kirkwood, da dietro infatti arriva un arrembante Josef Newgarden che fa un sol bocco dell’alfiere Andretti e si porta in testa andando cosi a conquistare la 33esima vittoria in carriera, la prima nel 2026.

Risultati finali

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Classifica Gp Phoenix, IndyCar Series 2026.

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