Con la prima gara della stagione in archivio, è tempo di trarre i primi spunti di riflessione su quanto visto sul tracciato di Melbourne.
La prima gara stagionale di F1 è andata in archivio: nel GP d’Australia a trionfare è stato George Russell seguito dal compagno di squadra Antonelli e dalla Ferrari di Leclerc che ha completato il podio. Un risultato netto per la scuderia di Brackley che si è posta sin da subito come punto di riferimento per le scuderie avversarie.
Dopo una prima fase in cui c’è stata una lotta tra i due team di vertice (Ferrari e Mercedes) e una seconda parte dove le lotte hanno riguardato il centro gruppo, la prima gara ha fornito alcuni spunti – seppur non decisivi – in prossimità dei prossimi impegni ravvicinati di Cina e Giappone.
Andiamo, dunque, a vedere quali riflessioni si possono fare dopo il GP d’Australia.
1: Mercedes dominatrice. McLaren-Red Bull: chi è terza forza?
La Mercedes è stata l’assoluta protagonista di questo weekend: data come favorita nella prima gara stagionale, la scuderia anglo-tedesca ha chiuso nelle prime due posizioni sia la qualifica del sabato sia la gara odierna.
I distacchi sono stati abbastanza netti in entrambe le sessioni: sette decimi rifilati da Russell ad Hadjar (terzo in qualifica) mentre in gara Leclerc ha chiuso a 15 secondi dalla Freccia d’Argento numero 63. A proposito di Ferrari: la Rossa è stata nettamente seconda forza in gara e in alcuni tratti del GP – nonostante la probabile gestione gara di Russell – ha avuto un ritmo gara simile alle due vetture della Mercedes.

Discorso diverso invece per McLaren e Red Bull: le due scuderie hanno corso con un solo pilota per buona parte del GP con le monoposto di Norris e Verstappen che hanno avuto un ritmo simile: oggi a spuntarla è stato il pilota papaya (Norris 5° dietro le due Mercedes e le due Ferrari) ma si ha la sensazione che almeno in questa prima parte di stagione i due team potrebbero alternarsi nel ruolo di terza forza
2: Lotta serrata a centro gruppo
Se in testa il riferimento è la Mercedes, la situazione si fa complessa nella parte centrale del gruppo: alle spalle di Verstappen hanno chiuso quattro piloti di quattro squadre diverse: la Haas di Bearman, la RB di Lindblad, l’Audi di Bortoleto e l’Alpine di Gasly.
Tra le quattro la RB – almeno in questa gara – ha mostrato qualcosa in più sul giro secco portando due vetture in Q3 mentre la Haas è sembrata quella più costante nel corso dei 58 giri del GP d’Australia: Bearman ha chiuso settimo e Ocon ha ingaggiato un duello nella seconda parte di gara con Gasly per la decima posizione.

Audi è in lotta ma resta da capire la questione affidabilità (Hulkenberg out prima del via per problemi tecnici) mentre l’Alpine di Gasly ha mostrato un buon ritmo nel finale di gara.
3: Molti più sorpassi con le nuove modalità di energia
Nel corso della gara ci sono stati ben 150 sorpassi (nel 2025 erano stati solamente 45). Con il nuovo regolamento, per effettuare un sorpasso gioca un ruolo fondamentale la gestione dell’energia nel corso del giro: più è efficiente il rapporto tra scarica e ricarica della batteria, maggiori saranno le possibilità di portare un attacco al pilota davanti.
Nel corso della prima parte di gara abbiamo visto più volte Russell sopravanzare Leclerc e viceversa: i due piloti hanno scaricato tutta la batteria in prossimità del rettilineo che portava alla curva 10 per poi andare in ricarica nell’ultimo settore.
4: Il nodo partenze
La questione delle partenze continua a tenere banco in questa fase iniziale della stagione: dopo il caos dei test in Bahrain, la Federazione ha deciso di adottare una sorta di “pre-start” prima dell’accensione dei semafori: in questo modo i piloti potranno portare il turbo nel regime ottimale.
Nel GP d’Australia, però, ci sono stati nuovamente alcuni problemi: Antonelli si è piantato perdendo diverse posizioni così come Lawson che è stato evitato per un soffio da Colapinto. Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi GP
5: Quali valori nelle altre gare?
Quest’ultima riflessione si collega ai primi due punti: Mercedes e Ferrari erano davanti sul tracciato di Melbourne mentre il centro gruppo era molto compatto con quattro scuderie molto ravvicinate. Ma sarà così in tutte le gare?
Qualche risposta in più la avremo già in questo fine settimana con il GP di Cina: una pista del tutto diversa per configurazione e condizioni che potrebbe sovvertire ciò che abbiamo visto fino ad adesso. E la sensazione è proprio questa: potremo vedere scuderie emergere in determinati tipi di tracciati piuttosto che in altri grazie ai differenti concept delle vetture e la varietà delle condizioni che si presenteranno.
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