L’incidente di Bearman a Suzuka ha messo in luce alcuni degli aspetti negativi del nuovo regolamento, specialmente sul tema della sicurezza.
Il crash di Bearman al 22° giro del Gran Premio del Giappone ha cambiato le sorti della gara portando in pista la safety car e stravolgendo la classifica col valzer dei pit stop.
Dai dati riportati dalla FIA, il pilota britannico era a 45 km/h in più rispetto all’Alpine di Colapinto. Differenza di velocità dettata da un deployment diverso tra le due monoposto e che mette in luce tutti i buchi del nuovo regolamento, specialmente sul tema della sicurezza.
Sin dai test pre-stagionali i 22 piloti in griglia avevano urlato ad alta voce come la nascita di questo nuovo regolamento presentasse sin da subito delle falle. Secondo gli stessi era soltanto questione di tempo prima che avvenisse un incidente a causa delle nuove batterie e delle complesse power unit.
Si era già rischiato parecchio in Australia nel round d’apertura con lo stesso Colapinto, pronto a scartare la Racing Bulls di Liam Lawson, con evidenti problemi alla partenza a causa della gestione dell’energia delle batterie della propria power unit targata RBPT.

A Suzuka, invece, non è stato un caso di partenza, ma a gara in corso. Oliver Bearman, alla guida della sua Haas, nello scartare l’Alpine dell’argentino, è finito contro le barriere con un impatto da 50G.
Secondo il nuovo regolamento si ha una quantità fissa di energia recuperabile per ogni giro, con ogni team che gestisce in modo diverso il deployment. Nel caso di oggi, per esempio, Alpine e Haas avevano due approcci completamente diversi riguardo a dove e come usare e ricaricare la batteria.
Haas e Alpine: Il diverso deployment la causa dell’incidente?
Nel tratto delle due curve Spoon a sinistra, l’Alpine, rispetto ai propri avversari, tendeva a essere più conservativa puntando a una ricarica maggiore rispetto ai propri rivali. Colapinto, rispetto agli altri piloti, era costretto anche a scalare marcia, arrivando verso la Spoon con una velocità di punta nettamente minore.
Il numero 87 della Haas voleva sorprendere l’argentino prima che quest’ultimo utilizzasse la potenza della sua batteria e del suo motore Mercedes sul rettilineo che precede la 130R, ma tentando l’attacco, e dunque disponendo del boost, è arrivato con un divario nettissimo di velocità che ha portato all’incidente del pilota britannico.

“Non è colpa di Colapinto, in quel punto era costante. È che noi usavamo più energia in quella zona, anche nei passaggi precedenti, avevamo un vantaggio di 20 km/h”.
“È per questo che ha voluto provarci. Ha usato il boost e questo ha fatto sì che ci fosse una differenza di velocità di 50 km/h”, ha spiegato nel post-gara Ayao Komatsu, Team Principal della Haas.
Colpa del regolamento o errore di valutazione? Le cause dell’incidente di Bearman
Bearman è arrivato con un gap di velocità importante rispetto a Colapinto, che aveva a disposizione soltanto il motore termico. Sapendo di doversi difendere, il numero 43 dell’Alpine ha provato a chiudere la traiettoria nell’istante in cui il pilota della Haas stava impostando il sorpasso.
Questo piccolo scarto a sinistra ha avuto enormi conseguenze; siccome entrambi i piloti non si aspettavano un divario così netto di velocità, questa è stata la causa principale che ha portato il britannico ad andare sull’erba e successivamente contro le barriere.
“È stato davvero strano, a dire il vero: ero un po’ un bersaglio facile. La differenza di velocità era enorme, quasi come se io fossi in un out lap e l’altro pilota in un giro push. È una sensazione davvero particolare. È una curva che noi facciamo in pieno, e lui era più di 50 km/h più veloce di me”.
“Diventa tanto rischioso quando i rettilinei non sono completamente dritti. Quando ho guardato negli specchietti, lui era già sull’erba e mi stava superando, quindi immaginate la differenza di velocità. A un certo punto diventa davvero pericoloso, soprattutto quando non hai davvero la percezione di quanto più veloce sia l’altra macchina, perché non abbiamo modo di saperlo. Guardi lo specchietto una volta e, all’improvviso, l’altra vettura ti ha passato. Ti ritrovi un po’ spiazzato da una dinamica del genere”, ha dichiarato Franco Colapinto nel post-gara.

Intervenuto nuovamente sulla questione, Ayao Komatsu ha preso una forte posizione nel difendere il proprio pilota da eventuali errori. “Definirlo un errore [di Bearman, ndr] è una parola forte. Si potrebbe parlare di una piccola valutazione sbagliata, ma è comunque qualcosa che fa impressione, considerando il delta di velocità. Guardando il GPS del giro precedente, è del tutto comprensibile, ed era la decisione corretta provarci lì, ma il delta è enorme”.
“Questa è la terza gara con questo regolamento, quindi è qualcosa che lui non aveva mai sperimentato. Per questo non lo definirei nemmeno un ‘errore’. È semplicemente un aspetto di cui, come comunità della Formula 1, dovremmo essere consapevoli e valutare cosa si possa migliorare per mitigarlo, perché sarebbe potuta andare molto peggio”, ha dichiarato il team principal della Haas e riportato da motorsport.com.
La FIA, con un comunicato in seguito all’incidente avvenuto oggi a Suzuka, ha confermato che valuterà cambiamenti insieme ai diversi team per stabilire come modificare il regolamento attuale. “La FIA continuerà a lavorare in stretta e costruttiva collaborazione con tutte le parti coinvolte per garantire il miglior risultato possibile per lo sport, e la sicurezza resterà sempre un elemento centrale della missione della FIA”, questo è quanto scritto in un comunicato sui propri canali.
Per fortuna, la cosa più importante è che il pilota di proprietà della Ferrari ha riportato soltanto una contusione al ginocchio, senza fratture.
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