Jean Todt ha ripercorso i momenti più controversi della carriera di Michael Schumacher, che è andato volontariamente contro le regole in un paio di occasioni.
La figura di Michael Schumacher è entrata nella storia della Formula 1 da molto tempo. Il pilota tedesco ha scirtto la storia della Ferrari nei primi anni 2000 al fianco di Jean Todt, una coppia con pochi eguali nel motorsport a quattro ruote. Allo stesso tempo, però, il Kaiser si è guadagnato la fama di pilota duro e spesso al limite del regolamento.
L’ex presidente della FIA Todt ha difeso il suo ex pilota e nello specifico del suo rapporto con le scorrettezze in pista. Tutti i campioni hanno delle macchie nella loro carriera, anche se quelle di Schumacher sono rimaste particolarmente impresse, su tutte l’incidente con Villeneuve nel GP di Jerez 1997.
“Nel 1997 abbiamo perso il titolo piloti all’ultima gara con il suo controverso sorpasso su Villeneuve, dove Micheal ha purtroppo commesso un errore. Ma probabilmente quell’errore ha dimostrato la forza del nostro gruppo, perché è una cosa che si vede quando si perde. Quando tutto va bene, tutti sono amici. Ma [quella volta Schumacher] si è schiantato contro di lui di proposito, però lo ha fatto male“ ha spiegato Todt, come si legge su planetf1.com.

Un altro episodio famoso sono state le qualifiche del GP di Monaco 2006, quando Schumacher parcheggiò volontariamente la sua Ferrari alla Rascasse per causare una bandiera gialla ed impedire ad Alonso (suo rivale per il titolo) di strappargli la pole position. La direzione gara sanzionò l’accaduto costringendo il ferrarista a scattare dalla pit-lane: secondo Todt, i punti persi quel weekend sono costati una buona fetta del titolo al Cavallino.
“Tutte le volte che Schumacher, che era un ragazzo fantastico, ha perso il controllo ha pagato un prezzo molto alto. Anche a Montecarlo nel 2006 con Alonso, quando si è fermato apposta durante le qualifiche. Quell’episodio gli è costato il titolo“.

Il dirigente Ferrari è convinto che Schumacher non fosse davvero in grado di infrangere le regole. Nonostante lo abbia evidentemente fatto in alcune occasioni, per il francese lo ha sempre fatto nella maniera sbagliata, perché “non sapeva come barare”.
“Per quello che so lo ha fatto due volte, ma lo ha fatto male. Voglio dire, nel 1997 sarebbe stato facile perché si trovava in prima fila con Villeneuve alla partenza. Abbiamo avuto esempi del genere con Senna e Prost, avrebbe potuto fare qualcosa al via. E invece lo ha fatto a 10 giri dalla fine, è stata la scelta sbagliata”.
“Era tutta una questione di emozioni. Quando ha capito che avrebbe perso il titolo perché doveva arrivare davanti a Villeneuve, ha provato ad evitarlo nel modo sbagliato. È stata una brutta mossa, non necessaria, ma a quel punto aveva bisogno di supporto“.
Infine, Todt ha rivelato cosa si fossero detti dopo la gara. La conversazione dimostra la fiducia reciproca tra i due, che è stata fondamentale per aprire il ciclo vincente della Ferrari.
“Gli ho detto che lo avremmo protetto e che eravamo insieme. Aveva semplicemente fatto un errore umano e doveva accettarlo“ ha concluso.


