Kimi Antonelli ha ottenuto il suo terzo successo consecutivo nel GP di Miami, ribadendo la sua candidatura alla vittoria del titolo mondiale. Dovrà fare i conti anche con le McLaren?
La vittoria di Kimi Antonelli a Miami ha un valore particolare, in quanto ha permesso al pilota italiano di allungare nella classifica mondiale e di affermarsi come un vero e proprio contendente al titolo. Allo stesso tempo gli avversari sono apparsi più vicini rispetto alle prime uscite, in particolare la McLaren di Piastri e Norris. Come prevedibile dopo il lungo mese di pausa, i 57 giri tra le strade americane hanno regalato diversi spunti interessanti: entriamo insieme nei dettagli.
Mercedes a due facce, McLaren ci crede
Il fine settimana di Miami è stato senza dubbio il più complicato dell’anno per la Mercedes, e per la prima volta anche la vittoria della gara è stata davvero in discussione. A fare la differenza è stata la prestazione individuale di Kimi Antonelli, autore di una gara solida e che poco ha a che fare con un pilota alla seconda stagione in Formula 1. L’italiano si è infatti ritrovato in mezzo alle battaglie (con Norris e Leclerc) nel primo stint, mentre nel secondo ha tenuto a bada senza troppi patemi la McLaren #4.
L’allungo in classifica è però arrivato anche grazie alle evidenti difficoltà di George Russell, apparso poco competitivo e troppo distante dal suo giovane compagno, specialmente in gara. Le aspettative di inizio stagione lo indicavano come il favorito numero 1 per il titolo, ma la sua risposta a questo status è stata particolarmente debole fino a questo momento. La pausa non sembra averlo aiutato e la strada è ancora lunga, ma urge un cambio di marcia.

Contemporaneamente, lontana dalle luci dei riflettori nonostante il titolo di campione in carica, McLaren sembra aver fatto un gran lavoro sulla macchina. Per la prima volta in stagione Norris ha ritrovato lo smalto dello scorso anno, impensierendo Antonelli e lanciando un chiaro messaggio ai rivali, mentre Piastri ha portato a casa punti importanti salendo sul podio per la seconda volta consecutiva.
A differenza dei due piloti della Mercedes, sia Norris che Piastri hanno il vantaggio di aver già vissuto l’atmosfera di una sfida mondiale con l’etichetta dei favoriti nel 2025. Chissà che quest’anno, in una condizione diversa come quella degli outsider, non possano essere proprio loro i primi antagonisti della Mercedes.

Regolamenti, è un passo avanti?
La questione delle modifiche al regolamento ha tenuto banco nel corso dell’intera pausa primaverile. Alcuni piloti non sono sembrati particolarmente soddisfatti (Verstappen e Hamilton su tutti), ma l’impressione è che il problema più grande sia stato effettivamente eliminato. Infatti, in qualifica abbiamo assistito finalmente ad una vera caccia al giro più veloce, senza dover andare a rincorrere gli onboard di piloti in preda al superclipping: si tratta di un primo passo in avanti.
Allo stesso modo, molte dinamiche di gara sono rimaste in linea con l’inizio di stagione, come i sorpassi del tutto dovuti alla “dea” batteria. La Formula 1 ha ancora del lavoro da fare, ma la strada intrapresa sembra essere quella giusta.
Una nuova Alpine
La menzione d’onore del weekend americano va ad Alpine, la scuderia più in forma del centro gruppo. I francesi hanno fatto un salto in avanti impressionante se paragonato alla fine della scorsa stagione, e possono anche contare su un redivivo Franco Colapinto, che sembra essersi sbloccato e avvicinato alle prestazioni del suo compagno di squadra. Il potenziale c’è, adesso la parola passa al Canada per eventuali conferme.


