Mercedes e Red Bull hanno portato nuove ali posteriori a Monaco per sfruttare a pieno la Z-Mode con l’abolizione dell’aerodinamica attiva.
Mercedes e Red Bull hanno approfittato della rimozione dell’aerodinamica attiva per il Gran Premio di Monaco per introdurre alcune alette sull’ala posteriore, andando a massimizzare il potenziale della Z-Mode con l’abolizione dell’aerodinamica attiva sul tracciato cittadino di Monaco da parte della FIA per ragioni di sicurezza.
Per questo motivo i team non hanno bisogno dei meccanismi di attivazione sulle ali anteriori e posteriori, siccome i flap non verranno aperti per tutto il weekend monegasco.

Per sfruttare a pieno questa regola imposta dalla FIA, i team hanno cercato di massimizzare le proprie vetture nel meglio che si può, cercando di andare ad aumentare il più possibile il carico aerodinamico, caratteristica fondamentale del circuito di Monaco. Tutto questo grazie all’introduzione di alcune alette aggiuntive che hanno come scopo quello di generare ulteriore deportanza e migliorare le prestazioni delle vetture.
I team con sede a Brackley e Milton Keynes, per esempio, hanno preferito aggiungere soluzioni aerodinamiche per favorire le prestazioni delle loro vetture, ma c’è chi, come Audi e Ferrari ad esempio, ha preferito rimuovere completamente i sistemi che rendono possibile l’attivazione delle ali per risparmiare peso. McLaren invece dovrebbe portare in pista una soluzione simile a quella del team di Brackley, mentre la Ferrari comparsa finora non sembra sfruttare alcuna soluzione particolare in quest’area.
Perché la soluzione non è replicabile altrove?
Queste nuove soluzioni che gli ingegneri hanno studiato sono state sviluppate esclusivamente per le strette strade del Principato per massimizzare il carico aerodinamico disponibile sulle vetture.
Non solo perché queste soluzioni sono disponibili e regolari esclusivamente a Monaco, siccome in tutte le altre piste del calendario c’è la disponibilità all’utilizzo dell’aerodinamica attiva e, di conseguenza, queste nuove soluzioni andrebbero a evadere i volumi imposti dal regolamento quando le ali sono in movimento, ma anche perché andrebbero a far variare parecchio le turbolenze e i flussi d’aria quando i flap cambiano modalità.
Il team di Brackley ha di fatto eliminato del tutto la tradizionale carenatura dell’attuatore, sostituendola con un’estesa struttura di supporto “ad albero” che ospita un numero di micro-flap maggiore rispetto alla soluzione vista sulle vetture del team austriaco.

Il design della Mercedes dimostra una migliore gestione del flusso d’aria e un occhio di riguardo anche al volume aerodinamico che questa nuova soluzione occupa, tradizionalmente occupato dal gruppo dell’attuatore.
Invece, per il team di Milton Keynes, la carenatura esterna dell’attuatore è rimasta in gran parte invariata, con l’aggiunta di una serie di piccoli elementi alari supportati da montanti in miniatura che si estendono dalla carenatura, creando qualcosa di simile ai rami di un albero. Questo concetto ha permesso al team di utilizzare l’alloggiamento dell’attuatore esistente senza alterarne significativamente la forma.

