Il GP disputato a Montecarlo dà spazio ad alcune considerazioni interessanti: andiamo a vederle insieme
La pallina della roulette di Montecarlo si è fermata sul numero 12: nel GP di Monaco, sesto appuntamento della stagione di F1, a trionfare è stato ancora una volta Kimi Antonelli che non si ferma più e ottiene il quinto successo di fila. L’italiano è stato autore di un weekend praticamente perfetto a partire dal sbato pomeriggio ottenendo una pole che alla vigilia del weekend sembrava insperata.
Il pilota Mercedes ha poi condotto ogni singolo giro di una gara ricca di colpi di scena: i tre ritiri di Leclerc, Norris e Verstappen, l’incidente di Stroll, la bandiera rossa sventolata per sistemare l’asfalto in prossimità dell’ultima curva. E ancora, le tantissime penalità scontate dai piloti (mai così tante quest’anno).
Andiamo a vedere, dunque, cosa ci ha lasciato il GP di Monaco.
1) Russell: addio mondiale?
Con il GP di Monaco, Antonelli ha esteso la sua leadership nel mondiale e il suo primo inseguitore non è più George Russell bensì Lewis Hamilton. Sono state tante le difficoltà per il pilota inglese della Mercedes all’interno di questo weekend: il numero 63 è stato più lento del compagno di squadra sin dalle prime due sessioni di prove libere. Stesso risultato anche in qualifica con Russell che non è andato oltre il sesto posto pagando un distacco di quattro decimi da Antonelli.
In gara, infine, le cose non sono andate nel modo migliore: Russell ha passato gran parte della gara dietro ad Hadjar prima di ricevere una penalità di cinque – esattamente come altri piloti – per eccesso di velocità all’ingresso della corsia box. Nelle fasi finali, l’evento che completa un weekend nero per l’inglese: il pilota Mercedes rientra ai box per cambiare le gomme in regime di bandiera rossa ma la penalità non viene scontata. Vengono comminati altri 10 secondi che relegano Russell al di fuori della zona punti.
La classifica recita -78 dal compagno di squadra: l’inglese ha dichiarato che “i sogni di vincere il mondiale sono finiti” anche se siamo solo al sesto appuntamento della stagione. Vedremo cosa accadrà nelle prossime gare.
2) Leclerc e la questione freni
Ferrari ha ottenuto il secondo posto con Lewis Hamilton nel GP di Monaco ma, dall’altro lato del box, Charles Leclerc prova delusione dopo l’incidente occorso al giro numero 66 del suo GP di casa. Il monegasco ha lamentato nel corso del weekend un problema legato ai freni della sua monoposto che rendevano il bilanciamento della macchina diverso ad ogni giro effettuato sulle stradine del Principato.

Nel team radio immediatamente successivo all’incidente, Leclerc dichiara come siano stati proprio i freni la causa principale del suo ritiro. Sull’incidente del monegasco si è detto tanto nel post gara ma nell’intervista avvenuta poco dopo il ritiro, il ferrarista ha rivelato un dettaglio importante ovvero che Hamilton ha deciso di optare – da tre GP a questa parte – per un impianto frenante della Carbon Industries che sembra migliorare le prestazioni della monoposto sotto l’aspetto del bilanciamento.
Il monegasco, infine, ha affermato che dal prossimo weekend di Barcellona adotterà anche lui questa soluzione: ritroveremo un Leclerc a suo agio con la monoposto al Montmelò?
3) La solidità della RB
La vera sorpresa del weekend monegasco è stata sicuramente la VCARB: il team di Faenza, al termine della gara, ha ottenuto gli stessi punti della Ferrari visto che Lawson e Lindblad sono arrivati in quinta e sesta posizione. Un risultato che ha permesso al team di fare un grande passo in avanti nella classifica Costruttori portandola a soli due punti di ritardo dal quinto posto occupato dall’Alpine.
Certo, i ritiri di piloti top e le diverse penalità hanno contribuito a questo risultato straordinario per la scuderia. Al tempo stesso, però, bisogna riconoscere alla VCARB l’ottima strategia di gara adottata sul cittadino monegasco. Insomma, un risultato che dà fiducia al team in vista dei prossimi appuntamenti: la lotta con Alpine resta aperta.
4) Norris, ennesimo ritiro
In questo inizio di stagione Norris ha completato solo il 50% delle gare: anche nel GP di ieri, infatti, il pilota inglese della McLaren è stato costretto al ritiro a causa di alcuni problemi alla batteria. Un problema già riscontrato nella seconda sessione di libere che aveva costretto Norris ad abbandonare la sessione anzitempo.

E’ evidente come la McLaren abbia dei problemi di affidabilità in questa prima parte di stagione così come appare evidente come, tra i due piloti, sia stato Norris il più sfortunato tra i due nel soffrire problemi di questo genere. Vedremo se la McLaren risolverà i suoi problemi nelle prossime gare.
5) Piloti troppo veloci ai box
Un ruolo decisivo sul risultato finale, infine, lo hanno avuto le diverse penalità comminate dalla direzione gara a diversi piloti. In particolar modo, quasi tutte le penalità sono state inflitte per eccesso di velocità nella corsia dei box: da Hamilton a Russell passando per Perez e Gasly (che ha perso il podio a causa di questa penalità).
Nessuna penalità, invece, per Hadjar che non ha commesso alcuna violazione in regime di Safety Car: il francese ha conservato il terzo posto ottenuto in pista.
Sicuramente vedere così tante penalità per lo stesso motivo ha fatto sorgere un dubbio: c’era qualcosa di poco chiaro nei colloqui tra piloti e direzione gara in merito al punto di ingresso dal quale attivare il limite di velocità?

