Hamilton lancia un messaggio alla Ferrari dopo l’Austria: la vittoria di Barcellona non basta, serve sviluppare ancora la power unit per ridurre il gap.
Dopo il successo conquistato a Barcellona, il primo da quando veste i colori della Ferrari, Lewis Hamilton si aspettava un fine settimana competitivo anche al Red Bull Ring. Il Gran Premio d’Austria, però, ha riportato la Scuderia con i piedi per terra, evidenziando alcuni limiti che, secondo il sette volte campione del mondo, devono essere affrontati senza perdere tempo.

A Spielberg, il sette volte campione del mondo aveva iniziato il weekend nel migliore dei modi, conquistando la terza posizione in qualifica davanti alla Mercedes di Kimi Antonelli. In gara però, le elevate temperature e il marcato degrado degli pneumatici hanno costretto Ferrari a puntare su una strategia a tre soste, scelta che ha relegato il britannico al quinto posto sotto la bandiera a scacchi.
I limiti del motore Ferrari emergono in Austria
Sulla SF-26 ha debuttato una versione aggiornata della power unit, ma gli sviluppi introdotti non sono ancora sufficienti a colmare il gap con la concorrenza. La monoposto di Maranello continua infatti a soffrire sul fronte della velocità di punta, un limite dovuto a un turbocompressore di dimensioni più contenute rispetto a quello utilizzato dalla Mercedes, che penalizza le prestazioni sui lunghi rettilinei.
Hamilton ha definito il risultato ottenuto al Red Bull Ring un vero e proprio “bagno di realtà”, sottolineando come la Ferrari debba continuare a lavorare sullo sviluppo della power unit per restare in corsa nella lotta al titolo. Dopo il Gran Premio d’Austria, infatti, il britannico è scivolato al terzo posto nella classifica piloti, superato dal vincitore della gara, George Russell.
“Credo sia stato più un bagno di realtà”, ha spiegato Hamilton ai media. “Non sappiamo ancora perché a Barcellona fossimo così competitivi la domenica. Penso che quel circuito si adattasse particolarmente bene alle mie caratteristiche. Inoltre, ho scelto una strategia che, grazie all’esperienza maturata in passato, sapevo avrebbe funzionato con quel livello di degrado degli pneumatici. È stata una situazione molto simile a quella del 2021.”
Il sette volte campione del mondo ha poi aggiunto che il weekend austriaco ha restituito un quadro più fedele del valore attuale della SF-26: “In Austria siamo tornati alla realtà. Abbiamo ancora una buona macchina, ma sul passo puro siamo ancora indietro rispetto alla Mercedes.”

Hamilton, però, non considera il divario con la Mercedes un ostacolo insormontabile. Il britannico è convinto che la Ferrari abbia ancora margini di crescita, ma mette in guardia da facili entusiasmi: una singola vittoria non basta a cambiare i rapporti di forza. “Loro sono semplicemente più veloci in questo momento”, ha ammesso.
“Questo non significa che non possiamo recuperare, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Dobbiamo continuare a sviluppare la vettura e trovare ulteriore prestazione, soprattutto dal punto di vista della power unit. È lì che dovremo concentrare i nostri sforzi per colmare il gap.”
Il messaggio del sette volte campione del mondo è quindi chiaro: il successo di Barcellona rappresenta un segnale incoraggiante, ma non un punto di arrivo. Per trasformare la Ferrari in una candidata costante alla vittoria serviranno ulteriori sviluppi, con un’attenzione particolare alla power unit, considerata da Hamilton l’area chiave su cui costruire il salto di qualità necessario per sfidare la Mercedes.
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!
