Russell ha trionfato nel GP d’Azerbaijan e ha accorciato significativamente il suo distacco in classifica da Antonelli. Il titolo mondiale è ancora possibile?
Per larghi tratti del 2026 abbiamo assistito ad un vero e proprio dominio di Antonelli in casa Mercedes. Il pilota italiano ha rapidamente preso il comando all’interno del box tedesco, scalzando un Russell esperto ma poco a suo agio con le vetture del nuovo regolamento e probabilmente sorpreso dallo strapotere del suo compagno di squadra. A Baku, però, abbiamo rivisto la miglior versione del pilota inglese, che paga ora 66 lunghezza in classifica: Russell può ancora credere in una rimonta?
Stili di guida
La prestazione mostrata da Russell in Azerbaijan va oltre la vittoria, risultato che (anche se sporadicamente) ha già ottenuto in questo 2026. Per la prima volta da diverso tempo a questa parte, infatti, l’inglese ha convinto in termini di guida, velocità e sicurezza: sin dalle FP1 è apparso a suo agio con la W17, non ha commesso alcun errore e ha resistito senza vacillare alla pressione di essere il favorito assoluto dalla Q1 in avanti.
La spiegazione più interessante è arrivata direttamente dalla sua intervista di fine gara, quando ha spiegato di aver trovato il giusto feeling con un nuovo stile di guida. “Dalla pausa estiva in avanti sento di star andando sempre meglio, ora mi sento di nuovo me stesso” sono state le sue parole. Parole di speranza, pronunciate con un sorriso che forse non avevamo mai visto sul viso di Russell dopo il GP d’Australia, quando ancora il suo primo titolo mondiale sembrava una formalità.
Se questa tendenza dovesse confermarsi nelle prossime gare, l’inglese potrebbe davvero pensare di instillare qualche dubbio nella testa di Antonelli, che dal canto suo può contare su un ampio vantaggio da gestire. Sì, perché la quasi rimonta di Verstappen del 2025 (che abbiamo ancora tutti stampata nella memoria) è un’eccezione e non può essere una costante della Formula 1. Una singola prestazione, per quanto importante e valida, non può far dimenticare tutti gli ottimi risultati ottenuti dall’italiano, che tra le stradine azere ha commesso il suo primo vero errore stagionale.

ADUO e penalità
Per avere una possibilità concreta di rimontare fino alla vittoria del titolo mondiale, Russell ha bisogno di una mano dalla buona sorte o di qualche errore da parte di Antonelli, a patto di aver davvero trovato la soluzione alle sue difficoltà della prima metà di stagione. Nessuna di queste variabili può essere esclusa né tantomeno data per scontata, ma è evidente che siamo abbondantemente nel campo dell’improbabilità.
Una delle chiavi da qui alla fine del campionato potrebbero essere le penalità da scontare per montare nuove Power Unit. Mercedes ha infatti in programma un nuovo propulsore ADUO per i prossimi appuntamenti, e per poterne usufruire entrambi i piloti dovranno passare un GP a rimontare posizioni dal fondo. Dal canto, Antonelli può contare su un motore più fresco (quello montato a Monza) che potrebbe garantirgli un vantaggio non indifferente su alcuni tracciati: limitare i danni è sempre una delle qualità più importanti in una sfida mondiale, e in questo senso il colpaccio effettuato da Kimi a Monza assume proporzioni ancora maggiori.

La questione mediorientale
Ultima ma non per importanza la questione matematica. Da qui a dicembre il calendario potrebbe essere soggetto a modifiche, ma se anche dovessero disputarsi tutte le 8 gare in programma Russell dovrebbe recuperare una media di 8,25 punti ogni gara (che diventerebbero circa 9,5 se almeno una delle due tappe tra Qatar e Abu Dhabi non dovesse disputarsi, attualmente lo scenario più probabile).
Si tratta di un’impresa di grande portata, quasi impossibile specialmente se consideriamo l’andamento della stagione nella sua interezza. Ma resta comunque un’ipotesi possibile, e sarebbe davvero un peccato se un’eventuale lotta mondiale dovesse trasformarsi in un’attesa all’annuncio di quali e quante gare si correranno in questo 2026. Per questo e per tutte le altre (non secondarie) sfide di centro gruppo in corso, la Formula 1 ha il dovere di annunciare al più presto il numero di appuntamenti ancora da disputare, senza necessariamente rendere chiaro dove verranno corse le gare, aspetto evidentemente al di fuori del suo controllo.
Che la questione mediorientale sia più grande di ogni sport è innegabile e dimenticarsene sarebbe una grave colpa, ma gli interessi economici (tanto a cuore di questa gestione della F1) in gioco sono talmente alti da non poter permettere un finale in stile Formula 2. La speranza è quella di poter tornare presto a parlare solamente della sfida interna tra Antonelli e Russell, rimasti ormai gli unici veri contendenti al titolo mondiale 2026.


