Dopo aver percorso 20 giri alle spalle di Oscar Piastri, a sua volta accodato a uno Charles Leclerc in piena difficoltà con il degrado gomma, Lando Norris ha tentato il sorpasso azzardato sul suo compagno di squadra per prendere la quarta posizione. Risultato? Piastri out e Norris in ottava posizione.
“Si trattava di un quarto e un quinto posto nella Sprint Race – ha affermato Piastri – quindi non mi infastidisce più di tanto. Spiace per il team che dovrà ricostruire la macchina”.
Sorpasso azzardato per la P4. Era necessario?
Una gara sprint quasi completamente asciutta percorsa dall’inizio alla fine con le gomme intermedie, a causa della forte pioggia che si è abbattuta sul circuito cittadino di Singapore nella mattinata italiana. Dalla ripartenza, a seguito dell’incidente di Russell, posizioni completamente congelate nel gruppo di testa, con Max Verstappen che ha portato a casa una vittoria sprint senza prendersi rischi inutili davanti alle due Ferrari.

Ferrari che, secondo copione, avrebbero dovuto chiudere davanti alle McLaren di Piastri e Norris. Così sarebbe andato se nell’ultimo giro, il campione del mondo in carica, Lando Norris, non avesse tentato un sorpasso azzardato, all’interno del compagno di squadra, per salire in quarta posizione.
Come risultato, Piastri si è ritrovato girato contro le barriere, mentre Norris, autore dell’incidente, è riuscito a ripartire e a chiudere la Sprint in ottava posizione, portando a casa un solo misero punto, contro i quattro che avrebbe potuto conquistare chiudendo alle spalle del compagno di squadra.
Un tentativo di sorpasso che Norris poteva certamente risparmiarsi visto che, in fin dei conti, si stava lottando per un quarto e un quinto posto nella Sprint Race.
Norris resta sicuro di sé, Piastri ci passa sopra
“Se pensavo che quel sorpasso fosse possibile? Secondo me si, ma vorrei rivederlo – ha raccontato Norris ai microfoni di Sky Sport F1 – Ho chiesto comunque scusa al team perché Oscar ha dovuto ritirarsi, ma ripeto, voglio rivedere il contatto prima di parlare”.

Un Lando Norris sicuro di sé, che però ha risposto quasi a monosillabi alle domande che gli sono state poste al termine della Sprint: “Sarebbe stato necessario un approccio gestionale diverso? Non sta a me dirlo”, ha concluso Lando.
Dall’altra parte del box, invece, Oscar Piastri ha preso con una certa filosofia l’incidente, ma questo lo si era già notato nel team radio con cui il suo ingegnere di pista, Tom Stallard, ha voluto accertarsi delle sue condizioni: “Uh… sono fuori”.
“Per come l’ho vista io non penso che mi infastidisca più di tanto, perché comunque eravamo quarti e quinti. Sicuramente il team dovrà fare un grande lavoro per ricostruire la macchina in tempo per le qualifiche, è un peccato per loro”, ha raccontato Piastri.
Chi fra tutti ha potuto approfittare maggiormente del disastro Papaya è stato sicuramente Antonelli che, oltre ai punti guadagnati in classifica grazie al ritiro di Russell, ha potuto allungare di altre due lunghezze sul suo compagno di squadra, nonché principale rivale nel mondiale piloti, anche sé distanziato di ben 89 punti.
Come Carlo Vanzini, ha ricordato in telecronaca a seguito dell’incidente: “I panni sporchi si lavano a casa propria”, metafora utilizzata per ricordare che, molto probabilmente, la FIA non sanzionerà Norris con una penalità in griglia, ma sarà (forse) McLaren a farlo, magari con una “semplice” ammenda nei confronti del pilota britannico.

