Lewis Hamilton ha conquistato la sua prima partenza al palo con la Ferrari in Messico, un momento che sognava da tempo e per cui ha lavorato da quando ha messo piede a Maranello.
Per Lewis Hamilton la qualifica del GP del Messico è stata una prima volta di quelle che difficilmente dimenticherà. Il sette volte campione del mondo ha battuto George Russell per soli nove millesimi e per la gara di questa sera partirà in P1. Forse non la pista ideale per scattare dalla prima posizione ma nulla può togliere al britannico la soddisfazione di aver scritto un’altra pagina di storia sua e della Ferrari.

Dopo 3 anni Hamilton è tornato a conquistare la pole position con una SF-26 in grande forma all’Autodromo Hermanos Rodriguez. La vettura di Maranello si è spesso avvicinata nel corso dell’anno e meritava una partenza al palo prima della fine della stagione. Aldilà delle statistiche si tratta di un momento che il britannico ha definito speciale e per il quale ha lavorato da tempo, da quando ha messo piede in Ferrari.
Hamilton inoltre è rimasto un po’ sorpreso dalla sua qualifica, visti i distacchi dai rivali sia in Q1 che in Q2 e il weekend cominciato in salita sia a livello di performance sia a livello di affidabilità, visto che è stato costretto a saltare gran parte delle FP2 e a montare una diversa Power Unit per precauzione. Nonostante questo, ciò che davvero distingue il sette volte campione del mondo dagli altri è la mentalità, come si può evincere dalle sue parole.
“È una sensazione incredibile e speciale conquistare la mia prima pole position con la Ferrari. Ho lavorato tanto per momenti come questo da molto tempo, quindi finalmente raggiungerlo significa molto per me. Non è stato un fine settimana semplice, con le prove che abbiamo saltato e il problema che abbiamo avuto ieri, ma abbiamo fatto buoni progressi con l’assetto e oggi abbiamo messo tutto insieme quando contava”, ha affermato Lewis Hamilton.

“Ovviamente ho avuto la fortuna di avere molte grandi esperienze con Mercedes nel corso degli anni e ovviamente ho conquistato una pole Sprint con Ferrari, ma ho davvero sognato e guardato a quella prima pole con la squadra, sai. Questo risultato mi ricorda di quando guardavo Michael ottenere tutte quelle pole position quando era alla Ferrari e tutte quelle vittorie.
“Charles era molto veloce nei primi run ed è davvero forte sul gio secco. È in squadra da tanti anni, io mi sto ancora ambientando, sto ancora imparando con nuovi ingegneri quest’anno e ho trovato un buon rapporto e stiamo davvero facendo un ottimo lavoro”, ha continuato Hamilton.
“Penso che il meglio deve ancora venire e quindi dobbiamo solo continuare su questa strada. Questa è anche una risposta a tutte le persone che hanno dubbi e domande su un 40enne, e si chiedono se è ancora in grado di correre. Ecco qua. L’ho detto già giovedì: sono di un’altra pasta, sono diverso, non potete paragonarmi a nessun altro. So dentro di me di avere ancora tanto da dare, di avere qualcosa in più. Ed è per questo che sono ancora qui, a dare assolutamente tutto me stesso”.
L’ho detto già giovedì: sono di un’altra pasta, sono diverso, non potete paragonarmi a nessun altro. So dentro di me di avere ancora tanto da dare, di avere qualcosa in più. Ed è per questo che sono ancora qui, a dare assolutamente tutto me stesso”.

Hamilton ha risposto poi alle domande sulla gara, affermando però che oltre ai gap davvero ridotti che si sono visti in qualifica e sul passo gara tra le squadre, lui non è riuscito ad effettuare le solite simulazioni di long run avendo saltato la seconda sessione di prove libere, e dunque il GP del Messico sarà una sfida complicata.
“I distacchi sono molto ridotti, il che rende questo risultato ancora più gratificante. Un enorme grazie va a tutti sia in pista sia a Maranello. Possiamo essere orgogliosi di oggi ma ovviamente la nostra attenzione ora va a domani dove cercheremo di portare a casa un risultato importante per il team”.
“Non ho fatto nessun long run perché ci siamo fermati ieri, quindi sarà una sfida enorme domani perché bisognerà trovare il giusto equilibrio e tutte cose del genere, ma sono fiducioso. Sarà impegnativo e difficile, soprattutto perché fino a curva 1 c’è un bel rettilineo dove doversi difendere”, ha concluso Lewis Hamilton.


