George Russell affronta le difficoltà vissute al volante della Mercedes e la delusione del Messico, dove ha visto Antonelli conquistare il Mondiale: bisogna capire le ragioni di un’annata così complicata
George Russell non ha nascosto la sua frustrazione dopo il difficile Gran Premio del Messico, concluso con un deludente sesto posto. Il pilota britannico ha raccontato di aver sentito il bisogno di lasciare il circuito subito, dopo un’altra gara condizionata dai problemi e dalla consapevolezza di aver ormai perso ogni possibilità di lottare per il titolo, conquistato proprio dal compagno di squadra Kimi Antonelli.
Dopo essersi congratulato con il giovane italiano, Russell ha ottenuto il permesso da parte della Mercedes di saltare gli impegni con i media nel post-gara. Una decisione che è costata alla scuderia una multa di 5.000 euro. Toto Wolff aveva descritto il proprio pilota come “distrutto”, parlando di un momento particolarmente difficile dal punto di vista emotivo.
Partito dalla seconda posizione, Russell è precipitato fino alla sesta, dopo aver accusato un apparente calo di potenza della monoposto nel lungo rettilineo verso curva 1. A complicare ulteriormente la sua domenica è arrivata anche una penalità di dieci secondi per il contatto con Isack Hadjar. Il britannico ha così tagliato il traguardo tre posizioni più indietro rispetto ad Antonelli, impegnato a festeggiare la conquista del Mondiale.

Tornato a parlare dopo il weekend messicano, Russell ha spiegato le ragioni della propria reazione: “In questo sport bisogna sempre trovare la forza di rialzarsi. Per me, in quel momento, il modo migliore per riuscirci era semplicemente andarmene. Tutto qui. Ero profondamente deluso per aver perso un’altra occasione di ottenere un buon risultato. Il campionato, ormai, era già sfumato, ma non riuscivo davvero a capacitarmi di come le cose fossero andate ancora una volta.”
Il pilota Mercedes ha poi aggiunto: “In quel momento volevo soltanto lasciare il circuito. Credo di essere un professionista serio nel 99% delle occasioni e cerco sempre di mantenere il controllo, senza lasciarmi andare a reazioni esagerate. Saltare gli impegni con la stampa non è certamente l’ideale, ma non è nemmeno una tragedia. Ci sono momenti in cui semplicemente non hai voglia di affrontare certe situazioni.”
La stagione di Russell, partito alla vigilia del campionato con i favori del pronostico per la corsa al titolo, si è rivelata decisamente più complicata del previsto. Il britannico ha conquistato tre vittorie, contro le nove di Antonelli, ed è scivolato dalla seconda alla quarta posizione nella classifica iridata dopo il fine settimana in Messico. Il suo margine su Charles Leclerc, quinto, è ora di appena cinque punti.
A pesare, secondo Russell, è soprattutto la quantità di problemi che hanno compromesso i suoi weekend. Il britannico è determinato a lavorare insieme alla squadra per individuare le cause di una situazione che, troppo spesso, sembra aver penalizzato proprio il suo lato del box.
“Questi problemi continuano a ripresentarsi e, purtroppo, sembra che riguardino quasi sempre la mia parte del garage. Abbiamo fatto un bilancio della stagione e abbiamo concluso che soltanto sei Gran Premi sui venti disputati sono andati completamente lisci. Pensare che in quattordici weekend qualcosa sia andato storto è davvero incredibile.”

Russell ha poi sottolineato la necessità di analizzare a fondo quanto accaduto: “Dobbiamo capire da dove nascano queste difficoltà e se ci sia qualcosa che stiamo trascurando oppure se si tratti semplicemente di sfortuna. Al momento, la seconda ipotesi sembra quella più plausibile. In una stagione normale possono capitare due o tre weekend complicati: noi ne abbiamo avuti problemi in circa tre quarti dei GP. È stato estremamente frustrante.”
Nei giorni successivi alla gara, il britannico aveva già pubblicato sui social un messaggio nel quale prometteva di tornare più forte nella prossima stagione. Tuttavia, Russell non vuole accontentarsi di attribuire ogni responsabilità alla sfortuna, consapevole che per fare un ulteriore salto di qualità sarà necessario analizzare anche i propri errori.
“Non era destino che questo fosse il nostro anno, ma bisogna anche avere il coraggio di guardarsi allo specchio e chiedersi che cosa si sarebbe potuto fare meglio. Tutta questa sfortuna è davvero soltanto sfortuna oppure ci sono aspetti che dipendono da noi e che avremmo potuto gestire diversamente? Bisogna fare un esame di coscienza molto approfondito, ritrovare le proprie energie e ripartire da lì.”

