Petrucci: l’uomo abituato a (ri)partire da zero

Petrucci: l’uomo abituato a (ri)partire da zero

12 Febbraio 2021 0 Di Alessandro FDC
Tempo di lettura: 5 Minuti

Danilo Petrucci è un pilota italiano in forza al team KTM Tech3. Correrà la stagione 2021 al fianco dello spagnolo Iker Lecuona.  Per Danilo però non è nient’altro che l’ennesima sfida della sua vita. Per citarne un’altra, il classe 1990 di Terni non ha mai preso parte alle categorie inferiori Moto2 e Moto3 entrando direttamente in MotoGP nel 2012, coronando ugualmente il suo sogno.

“Petrucci c’è! Petrucci c’è! Petrucci, vince il Gran Premio d’Italia! Ce l’ha fatta Danilo Petrucci su Marquez e Dovizioso, così si fa! Bravo orsacchiotto!”

Queste sono le parole del famoso telecronista Guido Meda che celebrano la prima vittoria del ternano, arrivata nel pomeriggio del 2 giugno 2019 in una soleggiata giornata primaverile sul circuito del Mugello. È con tutta probabilità il momento più alto della carriera di Danilo, arrivata in seguito a grandi sacrifici. Ma facciamo un passo indietro.

Petrucci muove i primi passi nel mondo delle due ruote all’età di 8 anni, quando pratica minitrial laureandosi campione nel 1999. Dopo aver esordito nel 2006 nei campionati di velocità, due anni più tardi anziché cimentarsi in campionati propedeutici alla MotoGP, sceglie la sponda delle derivate di serie partecipando al campionato europeo Superstock 600 con una Yamaha YZF-R6.

Nel 2010 partecipa con la Kawasaki ZX 10R del team Pedercini sia alla Superstock 1000 FIM Cup che al Campionato italiano Superbike, nel quale conquista il titolo di Campione Italiano Under 25 e il terzo posto nella classifica generale. Nel 2011 prende parte alla Superstock 1000 FIM Cup e al Campionato Italiano Velocità categoria Stock 1000 a bordo di una Ducati 1098R del team Barni Racing. Sempre da questa stagione entra a far parte del gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. Diventa campione italiano Stock 1000 con una gara di anticipo e di vicecampione del Mondo Stock 1000 a 2 punti dal vincitore.

Dati i risultati sorprendenti, Petrucci arriva in MotoGP nel 2012 con il team IodaRacing Project che gli affida prima una TR003 e poi una Suter MMX1 con la quale correrà anche nel 2013. Nel 2014 rimane nello stesso team, alla guida di una ART con specifiche Open. In queste tre stagioni paga la mancanza di esperienza nel mondo dei prototipi: ottiene un totale di 70 punti con un ottavo posto come miglior risultato. Nonostante una carriera tutt’altro entusiasmante ed un infortunio al polso sinistro che lo costringe a saltare tre appuntamenti, convince il team Ducati Pramac a puntare su di lui per la stagione 2015 in sostituzione di Andrea Iannone.

Adesso finalmente Danilo si trova in una squadra che può aiutarlo a dimostrare le sue ottime capacità. Le super prestazioni non tardano ad arrivare, infatti sotto al diluvio che allaga il circuito inglese di Silverstone arriva addirittura secondo in un podio finale tutto italiano con Valentino Rossi primo e Andrea Dovizioso terzo.

Tutto sembra andare per il meglio, quando un infortunio rimediato nei test pre-stagionali dell’anno 2016 lo costringe a saltare le prime quattro gare. Nonostante questo handicap, al termine della stagione si assicura il trattamento ufficiale per il 2017 da parte di Ducati, dopo aver battuto il compagno di squadra Scott Redding.

Ancora una volta, quando tutto sembrava filare liscio, per Danilo arrivano altri problemi: “Avevo provato la Ducati per tutto l’anno e sentivo tanta pressione addosso. Dopo 5 gare avevo totalizzato due rotture, la seconda a Le Mans ed ho seriamente pensato di smettere ed andare a correre in montagna in Enduro. Dopo aver saputo quanto accaduto a Nicky Hayden ho però capito che faccio un lavoro che tutti mi invidiano, di essere un privilegiato. Così ho resettato e sono ripartito dal Mugello dove ho fatto podio”, disse in un’intervista.

Poche settimane più tardi sfiora la vittoria ad Assen, dove in una gara pazza termina secondo distante pochi millesimi dal connazionale Valentino Rossi.

Nel 2018 consolida la crescita e si conferma veloce e quasi sempre in lotta per le prime posizioni, conquistando il secondo posto a Le Mans. Il passaggio di Jorge Lorenzo alla Honda nel 2019 lascia un posto libero nella squadra ufficiale Ducati, che non esita ad offrirgli un contratto.

Finalmente la grande occasione è arrivata e Danilo comincia la stagione mostrando subito un ottimo passo, fino ad arrivare alla prima vittoria in carriera al Mugello. La stagione però si complica da lì a poco e terminerà l’annata in fase discendente. Il 2020 lo vede ancora più in difficoltà: vince in Francia sotto un acquazzone, per il resto non rientra quasi mai nei radar come per il compagno di squadra Dovizioso.

In molti hanno criticato la sua scelta di passare al team Tech3 KTM ad inizio 2020, ma la sua lungimiranza potrebbe avergli fatto un bel regalo: infatti nella scorsa stagione la casa austriaca ha sorpreso il mondo intero vincendo addirittura tre gare, diventando seconda solo a Yamaha.

Per il 2021 gli aspetta l’ennesima sfida della sua vita, ma chissà che non sia proprio questo l’ambiente giusto per aiutarlo a ritornare ad alti livelli.

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