107%: la regola che non dovrebbe permettere ai piloti troppo lenti di gareggiare.

107%: la regola che non dovrebbe permettere ai piloti troppo lenti di gareggiare.

24 Maggio 2021 0 Di Riccardo Frattarelli

È tornata sulla bocca di tutti la “regola del 107%” dopo che nelle qualifiche del Gran Premio di Monaco di F2, Alessio Deledda ha sforato questo limite di tempo in qualifica imposto dalla FIA. Andiamo a scoprire la storia e le conseguenze di questa norma.

Il regolamento e le motivazioni della regola del 107%

La regola del 107% è stata introdotta nel 1996. Nel 2002 è stata eliminata ed è tornata in vigore nel 2011 con qualche piccola modifica. L’idea di fondo è quella di eliminare i rischi in pista derivanti da vetture troppo lente, che potrebbero essere di impedimento per le altre monoposto.

Inoltre nell’anno di inserimento di questa nuova norma, Bernie Ecclestone, all’epoca gestore dei diritti commerciali F1, suscitò scalpore dichiarando: Formula 1 is the best, e non abbiamo bisogno di nulla che non sia il migliore”, riferendosi ad alcune scuderie troppo lente, che scendevano in pista solo per ottenere copertura televisiva e non per competere.

Il regolamento è molto chiaro: “A meno che la pista non sia stata dichiarata bagnata dal direttore di gara, qualsiasi pilota eliminato durante la Q1 il cui miglior giro di qualifica supera il 107% del tempo più veloce ottenuto durante quella sessione, o che non riesce a impostare un tempo, non potrà prendere parte alla gara. In circostanze eccezionali, tuttavia, che possono includere l’impostazione di un tempo sul giro adeguato in una sessione di prove libere, gli steward possono consentire alla vettura di iniziare la gara.”

Esistono però le così definite “circostanze eccezionali”. Ad esempio in caso di tracciato bagnato, la regola non è valida. Anche per problemi tecnici o meccanici alla monoposto che ha fatto registrare il tempo troppo elevato, gli steward possono decidere di “chiudere un occhio”. Una situazione particolare che potrebbe manifestarsi è quella del traffico eccessivo, che risulterebbe un impedimento per certi piloti nel loro giro lanciato. Per evitare queste situazioni limite, gli steward, per riammettere un pilota alla gara, possono fare riferimento ai tempi registrati dai piloti durante le prove libere.

Piccolo esempio numerico

Per fare chiarezza, ipotizziamo un caso di trasgressione della regola. Il tempo più veloce registrato in Q1 è di 60 secondi. Se un pilota dovesse qualificarsi in un tempo superiore a 64,2 secondi (107% di 60) risulterebbe squalificato e non potrebbe prendere parte alla gara

Le prime squalifiche

A partire dal Gran Premio d’Australia del 1996, la regola è entrata in vigore. Per il team Forti, l’inserimento di questa nuova norma fu un calvario: nei primi 5 appuntamenti del mondiale nessuno della coppia di piloti, Badoer e Montermini riuscì a qualificarsi entro il 107%. Conseguenza drastica fu la sostituzione completa del team, con l’arrivo di Minardi in F1, a causa dei problemi economici e delle prestazioni rivedibili della scuderia Forti.

Negli anni successivi la regola è stata invocata meno frequentemente. Nel 1997 c’è stata la prima concessione da parte della direzione gara. Pedro Diniz fu ammesso a correre, pur avendo sforato il 107% in qualifica, per le buone prestazioni registrate durante le prove libere.

Nel 1998 Ricardo Rosset, su Tyrrell, fu autore di 4 infrazioni, senza mai poter prendere parte alla griglia di partenza. Il team Arrows nel 2002 in Francia non è deliberatamente sceso in pista per le qualifiche a causa di problemi finanziari, risultando escluso con entrambe le monoposto.

Arrows – 2002

In totale, ci sono stati 37 casi in cui la regola del 107% è stata infranta. Di questi, 13 piloti sono stati autorizzati a iniziare la gara in questione a causa di “circostanze eccezionali”. La regola ha interessato 23 dei 116 Gran Premi in cui è stata applicata, prima di essere abolita a causa di un cambio di regolamento delle qualifiche.

La reintroduzione e i tempi moderni

Il nuovo presidente della FIA Jean Todt nel 2010 ha voluto reinserire la regola del 107% in seguito al cambiamento del sistema di qualifica. Da quel momento, solo in due occasioni dei piloti sono stati vittima della regola: le HRT in Australia, sia nel 2011 che nel 2012.

A seguito del Gran Premio di Ungheria 2016, dove 11 piloti violarono la regola a causa del maltempo, fu inserita l’eccezione che in caso di pista bagnata, la regola non fosse valida.

Adozioni della regola del 107% nei tempi moderni

Il caso Deledda

La più recente trasgressione della norma appartiene ad Alessio Deledda. La direzione gara ha riammesso il pilota italiano della HWA al Gran Premio di Monaco di F2, nonostante abbia sforato di 6 decimi il tempo massimo consentito. Il team manager di HWA Nicola Palarchi ha dovuto chiedere l’ammissione del proprio pilota alle 3 gare in programma, ricevendo risposta positiva.

Alessio Deledda
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