L’analisi dei motori Red Bull e Mercedes

L’analisi dei motori Red Bull e Mercedes

24 Agosto 2021 1 Di priscamanzoni

Il tiratissimo mondiale di quest’anno vede uno scontro combattuto con più armi: piloti, avvocati e ingegneri. In questa prima parte di stagione, abbiamo assistito alla rivalsa della Red Bull, complice di una nuova aerodinamica e di studi più efficienti da parte di Honda, e a dei primi cenni di cedimento della Mercedes. Di conseguenza, la casa produttrice tedesca è stata costretta a tirare fuori le unghie più del solito, muovendo soprattutto gli ingegneri della HPP, la sede di Brixworth dove si studiano i motori, per guadagnare nuovamente centesimi fondamentali. Andiamo a vedere ora una prima analisi delle evoluzioni motoristiche di Mercedes e Red Bull fino ad ora.

Il motore Red Bull

Il motore RA621 nella pancia della Red Bull è più piccolo e potente rispetto a quello dello scorso anno, ma la strada per farlo nascere è stata complessa. Infatti, a seguito dello spostamento del nuovo regolamento al 2022, Honda ha deciso di abbandonare il mondo della Formula Uno a partire da quest’anno. Tuttavia, Yasuaki Asaki, direttore del dipartimento di ricerca della Honda, ha fatto pressione affinchè la casa nipponica sviluppasse il motore anche di quest’anno dando il tutto per tutto per concludere il grande. Dunque, si è ritornati sul programma originale.

La chiave del percorso è stata ristabilire le priorità tra il potere generato dal motore a combustione interna e quanto viene recuperato. Infatti, il complesso sistema del motore ibrido richiede che l’energia emessa dal gas di scarico serva a produrre energia ma, aumentando il potere del motore, l’energia recuperata diminuirà. Gran parte del lavoro svolto è stato proprio per trovare un giusto bilanciamento tra questi.

“L’ MGU-H è un sistema che genera energia dal gas di scarico. L’energia che si può ottenere è illimitata per regolamento. Questo è il cuore del gioco. La pressione del motore a turbina è aumentata dal motore elettrico e quando si apre lo scarico, la pressione cade e si genera potenza. Si chiama e-boost e il suo scopo è un sistema che porti al massimo la competitività con un complicato sistema elettrico.” Spiega Asaki

Dunque, sembra che il motore a combustione interna possa vivere con un aumento della pressione di scorrimento dello scarico. Di solito, aumenti di potenza nella camera di combustione fanno aumentare anche la pressione sul retro, ma il nuovo complicato sistema Honda permette di cambiare il livello di tolleranza di questa pressione.

Gli ingegneri Honda hanno anche aumentato gli angoli delle valvole, diminuito il volume dei cilindri e posizionato indietro l’albero a camme; inoltre, un nuovo materiale ha fatto sì che lo spazio tra le parti sia minore, e dunque il motore più compatto.

Un modello semplificato del motore Honda. Crediti: F1

Il motore Mercedes

Non si hanno molte informazioni sul M12E, il motore Mercedes di quest’anno. Tuttavia, dai rigonfiamenti sulle pance di chi lo usa si vede un nuovo spazio per lo sviluppo di potere. L’ipotesi è che sia una nuova camera dentro l’  intake plenum dove si prepara l’aria per la combustione. Lo scopo è farla diventare “Super cool”, ovvero raffreddata sotto il suo limite ma non solida, così da avere grandi quantità di ossigeno e dunque essere più esplosiva.

Il lato della Aston Martin, motorizzata Mercedes, con il rigonfiamento in prossimità della PU. Crediti: F1

Mercedes ha anche migliorato come usare il calore del turbocompressore, fondamentale per la performance della power unit; inoltre, una nuova lega è stata usata per fare il motore, dando più affidabilità. Inoltre, i sistemi delle prese d’aria sono stati resi più compatti con un modello a chiocciola.

Le accuse

Durante i primi giorni di pausa estiva, sono girate brevi speculazioni e accuse sull’illegalità di questi motori, da una parte e dall’altra. Questioni all’ordine del giorno  ormai, immediatamente smentite da chi di dovere. Vedremo come continuerà questa sfida dentro e fuori dalla pista, anche grazie a questi mostri di efficienza e tecnologia qui analizzati.

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