Il cambiamento di Max secondo Helmut Marko.

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Helmut Marko afferma di aver notato un profondo cambiamento di Max Verstappen dal 2016 alla vittoria del mondiale nel 2021.

Helmut Marko, ex pilota e consulente di RedBull, afferma di aver notato un profondo cambiamento nell’atteggiamento del pilota olandese. In particolar modo, Marko dice di aver conosciuto un Verstappen nervoso quando le cose non andavano nel verso giusto, troppo aggressivo e che aveva voglia di essere sempre il più veloce, anche il venerdì: atteggiamento che gli è costato moltissimo nel Gran Premio di Monaco di 3 anni fa, quando si schiantò all’uscita delle Piscine. Ora, a suo modo di vedere, Max si è raffreddato, approccia diversamente ai week-end di gara pur mantenendo una certa aggressività, caratteristica per cui è stato in grado di lottare e vincere il mondiale e gode dell’appoggio di tutto il team: specialmente di Gianpiero Lambiase, ingegnere di pista.

Di seguito le parole dell’ex pilota austriaco: “Nei primi anni, Max voleva essere il più veloce in ogni momento e in ogni circostanza. Ora ha imparato a dosarlo. Un’altra differenza importante è che quando avevamo un problema durante le prove libere qualche anno fa, Max esplodeva e urlava attraverso il box. A volte portava questa impazienza con sé in pista, per esempio, se un doppiato non si muoveva abbastanza velocemente. Ora Max è molto più calmo. Si comporta in modo coerente e ad un livello eccezionalmente alto. È davvero un pilota straordinario”.

Helmut Marko afferma di aver notato un profondo cambiamento di Max Verstappen dal 2016 alla vittoria del mondiale nel 2021.
Gianpiero Lambiase con Max Verstappen.

Marko ha aggiunto: “La freddezza con cui ha affrontato quest’anno è davvero impressionante. Nervoso è comunque la parola sbagliata per Max. Sente una certa pressione, ma riesce a tenerla sotto controllo. A volte c’è sicuramente tensione ma, per questo, abbiamo una squadra molto buona e il suo ingegnere di gara Gianpiero Lambiase ha anche un ottimo rapporto con lui. Ha anche l’autorità di dire a volte chiaramente a Max da che parte stiamo andando. Quindi sì, Max è solo umano dopo tutto, e si nota sicuramente la tensione. Ma il nervosismo nel senso che influenza la sua performance o il suo approccio, no, questo non si vede in lui”.

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