Super Aguri: storia di un disastro annunciato

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La Super Aguri fu una scuderia che non ebbe tempi facili in Formula 1, già dall’inizio della loro avventura si era capito che non sarebbe durata molto la loro storia. Ecco a voi quindi il racconto di quella che fu la Super Aguri.

La fondazione e la travagliata iscrizione

La Super Aguri nacque nel 2005 quando all’allora team Honda venne l’idea di fondare un team satellite. Aguri Suzuki, pilota giapponese che nell’allora 1989 con la sua Larrousse conquistò un podio nella rocambolesca gara casalinga a Suzuka, prese la palla al balzo e quindi fondò la Super Aguri. La sede del team era a Tokyo, mentre la fabbrica in Inghilterra a Leafield nella vecchia sede della Arrows. Il direttore tecnico era Mark Preston e lo staff era completamente nipponico, la Super Aguri quindi avrebbe rappresentato a tutto tondo il Giappone in Formula 1. La scuderia si sarebbe iscritta al campionato 2006, ma a causa di arretrati nei pagamenti da parte di Honda incontrò delle difficoltà nell’iscrizione, che ottenne solo grazie alle firme degli altri team principal in una liberatoria.

L’anno d’esordio

Fuori Pista fa un piccolo salto nel passato, in questo articolo vi racconteremo la storia del team giapponese Super Aguri.
Il 2006 iniziò non nel migliore dei modi, infatti la vettura venne assemblata in fretta e furia con un telaio derivato dalla Arrows A23 del 2002, l’idea di originaria di Honda fu quella di fornire un proprio telaio modificato al team di Suzuki, cosa che però non era permessa dal patto della concordia stipulato quell’anno, quindi la Super Aguri fu costretta a prendere questa strada. I fornitori delle gomme sarebbero stati i giapponesi della Bridgestone e ovviamente il fornitore del motore HondaLa vettura supera con successo i crash test della FIA e quindi può scendere in pista. I piloti saranno Takuma Sato, molto contestato da stampa e colleghi che nel 2005 venne licenziato dalla Honda e il debuttante Yuji Ide.
Il primo weekend in Formula 1 è un calvario assoluto per tutto il team, il circuito del Sakhir non viene per nulla digerito da vettura e piloti, che concludono in ultima posizione ogni sessione di prove libere, in fp2 concluderanno 27 e 28 dietro a diversi collaudatori. La qualifica è un disastro, Sato finisce 20 a 6 secondi dalla pole di Schumacher e Yuji Ide 21 addirittura a 10 e a 3 secondi dal compagno di squadra Takuma, dietro di loro solo la McLaren di Kimi Raikkonen che non riesce a scendere in pista per problemi idraulici.
La gara va ancora peggio, Ide si ritira al 35 giro per un problema al motore e quasi investe i suoi meccanici al rientro ai box e Sato finisce ultimo a 4 giri dal vincitore e 2 giri dietro alla Midland di Tiago Monteiro classificatosi davanti a lui.

Il corso dell’anno non migliora, Ide verrà licenziato dopo 4 gare e poi gli verrà revocata la Superlicenza dalla FIA e verrà sostituito dal collaudatore Montagny che correrà sei gare, che poi verrà rimpiazzato da Sakon Yamamoto per le ultime sette gare. La Super Aguri finirà ultima nei costruttori con 0 punti iridati e con un decimo posto conquistato da Sato in Brasile come miglior piazzamento. Insomma, non proprio il massimo come anno d’esordio

2007: l’apice della nostra avventura

Anthony Davidson 2007 Brazil free practice
Il 2007 è l’anno migliore della scuderia in Formula 1, ma inizia malissimo, infatti il telaio non supera i crash test della FIA ma in qualche modo la Super Aguri riuscirà a ottenerne un altro e scendere in pista per il gran premio di Australia ad Albert Park. I piloti saranno Takuma Sato, confermato dopo il disastroso 2006 e Anthony Davidson, all’esordio in Formula 1 come pilota titolare.
Ad Albert Park succede l’incredibile, infatti il team grazie a Takuma Sato riesce a qualificarsi in Q3 e a partire in decima posizione nella gara della domenica, anche Davidson ha la sua fetta di merito, perché si qualificherà proprio dietro al compagno di squadra in undicesima posizione. Inutile dire che la gara non finirà troppo bene infatti Sato concluderà dodicesimo mentre Davidson sedicesimo a 2 giri da Raikkonen, vincitore della gara. Durante l’anno però riusciranno a cogliere i primi punti iridati con un ottavo posto in Spagna e un sesto posto in Canada entrambi di Takuma Sato, che in terra canadese lottò a lungo con il campione uscente Fernando Alonso su Mclaren, riuscendo addirittura a superarlo per due volte prima di soccombere al terzo attacco dell’Asturiano. Finirà la stagione al nono posto nei costruttori con 4 punti e sembrano quindi vedersi dei timidi progressi del team Nipponico.

2008: la fine della Super Aguri

Davidson Sepang 2008 1

L’inizio del 2008 porta a tanto pessimismo a causa dei grossissimi problemi finanziari del team, che con il progressivo disimpegno di Honda nel sostegno di esso ha un’economia sempre più latitante.
Il lancio della SA08 venne posticipato di una settimana, dando anche altri dubbi sul futuro del team. La SA08 però non scese in pista per i test prestagionali, nonostante ciò Aguri Suzuki confermò che il team sarebbe sceso in pista regolarmente a Melbourne per l’inizio della stagione. Il 10 Marzo vennero confermati Sato e Davidson grazie all’acquisizione del team da parte della società Magma Group, in Australia Davidson si ritirò per un contatto alla partenza, mentre Sato si ritirò 31 giri dopo per problemi alla trasmissione, dopo questo weekend la Magma diede subito forfait. La Super Aguri quindi avrebbe corso i GP del Bahrain, della Malesia e della Spagna in cerca di nuovi investitori, che però non si presentarono. Dopo il weekend di gara in Spagna finalmente la tortura per Aguri Suzuki terminò, infatti dopo aver messo in dubbio la presenza del team al Gran Premio di Turchia all’Istanbul Park e alcune notizie di interessamento di diversi investitori infondate, il 6 maggio 2008 il team chiuse definitivamente i battenti cessando le attività agonistiche per sempre.
Finisce quindi così la storia della Super Aguri, con un finale ignobile per una storia che si può definire molto probabilmente allo stesso modo, infatti la Super Aguri si presentò fin da subito come scuderia con grossissimi limiti e tantissime difficoltà e si capì che non sarebbe stata troppo duratura negli anni la loro presenza in griglia.

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Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

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