A Sakhir nel 2009, la Toyota è andata ad un passo dalla vittoria. Una strategia sbagliata ha impedito al team nipponico di cogliere quello che sarebbe stato il primo e unico successo nel circus, proprio nell’ultima stagione di partecipazione.
4 novembre 2009. La Toyota annuncia il ritiro dalla F1 a seguito della crisi economica che ha colpito anche BMW e Honda. La casa giapponese, quindi, lascia la massima serie dopo otto stagioni, tanto denaro investito e zero vittorie.
Le statistiche sarebbero potute cambiare se il 26 aprile dello stesso anno Jarno Trulli fosse riuscito a concludere in prima posizione a Sakhir, dopo essere partito dalla pole position seguito dal compagno Timo Glock.
L’aspetto strano è che proprio il team con sede a Colonia si era distinto, nelle due stagioni precedenti, per aver sfruttato al meglio la strategia ottenendo punti preziosi.
La stagione 2009 è stata la stagione degli outsider, dominata da squadre non abituate a vincere come Brawn GP e Red Bull.
Anche la Toyota era nella mischia e, dopo due terzi e quarti posti in Australia e in Malesia, ha conquistato tutta la prima fila in qualifica in Bahrain.

La gara, però, non è andata come sperato.
Trulli e soprattutto Glock imbarcavano meno carburante dei rivali e perciò si prevedeva una strategia a tre soste, che però non è stata possibile per il traffico in cui i piloti sarebbero finiti dopo l’ultima sosta.
Il team è quindi passato frettolosamente ad una più comune strategia a due soste, ma le gomme non hanno funzionato come previsto e Trulli si è dovuto accontentare di un terzo posto che sa di frustrazione, mentre Glock è scivolato addirittura in settima posizione.

Due ulteriori podi (a Singapore e in Giappone) non sono bastati a mostrare ai finanziatori di Tokyo la luce in fondo al tunnel e convicerli a superare la crisi finanziaria, decretando la fine dell’avventura Toyota in F1.

