Giovani piloti e top team: una storia di amore e odio

Giovani piloti e top team: una storia di amore e odio

11 Gennaio 2022 0 Di Daniele Donzelli

La storia è pieni di giovani piloti approdati in squadre da titolo. Non sempre, però, questi giovani hanno avuto fortuna. Andiamo a scoprire le storie più curiose di coloro che hanno debuttato in un top team negli anni 2000.

I bambini che aspirano a diventare piloti sin da piccoli sono tanti. Quelli che effettivamente ci riescono, per vari motivi, sono pochi. Ma indubbiamente il sogno di tutti è quello di riuscire, un giorno, ad entrare nella storia della Formula 1, di vincere il famigerato titolo mondiale. Per farlo, però, non bastano né il talento né il lavoro. È infatti molto importante trovarsi nella scuderia giusta al momento giusto. Senza una macchina competitiva, per quanto possa essere bravo il pilota, è impossibile vincere il titolo. Ma il trovarsi in un top team non è sempre sinonimo di gioie, ma spesso anche di dolori: la pressione dei media, il dover dimostrare di meritarsi una macchina del genere, l’importanza del non sbagliare nulla, di essere sempre attenti. Tanti sono i piloti che, dopo essere finalmente giunti alla guida della vettura dei loro sogni, hanno fallito.

Ma andiamo con ordine: scopriamo le storie più interessanti dei giovani al loro debutto nei top team a partire dagli anni Duemila.

2001: Juan Pablo Montoya

Il 20 settembre 1975 a Bogotà, capitale della Colombia, nasce uno dei tanti bambini che sogna di diventare un pilota: Juan Pablo Montoya. Mostra da subito un grande talento, ottenendo un secondo posto alla sua prima stagione in Formula 3000 (la F2 del tempo). Non basta per guadagnarsi un posto in F1: il colombiano tornerà in America sbaragliando la concorrenza, sia nel campionato CART nel 1999 sia ad Indianapolis, dove nel 2000 vinse al primo tentativo.

La Williams si accorge del suo talento, e gli offre un sedile per la stagione 2001: a poco più di 25 anni, Montoya può finalmente coronare il suo sogno. L’inizio non è male: dopo un undicesimo posto in qualifica, Montoya rimonta addirittura fino alla terza posizione, ma è costretto al ritiro per un problema al motore. Purtroppo, i ritiri saranno una costante in questa sua stagione d’esordio: ne collezionerà ben 11 in 17 appuntamenti! Ma il talento c’è e si vede. Il primo podio in carriera arriva a Barcellona, dove Montoya chiude secondo. Ripeterà l’esperienza di salire sul podio altre tre volte in questa stagione, di cui la più dolce è sicuramente a Monza, dove Juan Pablo ottiene la sua prima vittoria in carriera.

La stagione si conclude in modo tutto sommato positivo, con 31 punti all’attivo e un sesto posto in classifica. Montoya ha perso diversi punti per problemi meccanici e errori di inesperienza, il gap di 18 punti in classifica dal suo compagno è quindi giustificabile, tenendo conto che si parla di un pilota alla sua prima stagione in F1. Montoya ha saputo gestire la pressione, la sua prima stagione in un top team è soddisfacente.

Montoya a bordo della sua Williams

2002: Kimi Raikkonen

Questo nome lo conosciamo tutti molto bene. Kimi è diventato un’icona della F1, anche grazie alla sua personalità e al suo carattere. Il finlandese, dopo una prima stagione in Formula 1 a bordo della Sauber in cui ha chiuso solo 3 punti dietro il suo compagno di squadra, ha convinto i vertici della McLaren, che decidono di ingaggiarlo al fianco di Coulthard. Sicuramente le aspettative su Kimi sono tante: la scuderia di Woking ha sborsato 50 milioni per assicurarselo! La stagione di Raikkonen inizia al meglio, con un ottimo podio in Australia. Le prestazioni e l’affidabilità della vettura, però, non sono ottimali. Tantissimi i ritiri per il giovane finlandese, ben 10, di cui 9 per problemi meccanici. Iceman però da sempre tutto quello che ha: quando conclude la gara è sempre in buone posizioni: escludendo il Brasile, mai peggio di quarto.

La stagione termina con un sesto posto in classifica, 24 punti e 4 podi all’attivo. Un bottino che non rende merito a un buon Raikkonen, colpito più volte dalla sfortuna. quest’ultima ha portato via a Kimi anche la prima vittoria in carriera a Magny-Cours, dove una macchia d’olio lo relegò in seconda posizione. Anche per Raikkonen, la prima stagione al vertice è tutto sommato positiva. Il finlandese è stato spesso più veloce del suo compagno, ma alla fine ha totalizzato 17 punti in meno di Coulthard. Non è un problema per Kimi: grazie al suo talento straordinario, si riprenderà il maltolto negli anni successivi: ma questa è un’altra storia.

Raikkonen a bordo della sua McLaren

2006: Felipe Massa

Nel 2006, dopo due stagioni convincenti a bordo della Sauber, arriva l’occasione della vita per Felipe Massa: arriva un’offerta dalla Ferrari. Dopo 5 mondiali consecutivi (2000-2004), il 2005 della Rossa è tutto fuorché positivo: c’è bisogno di cambiare. A Maranello si opta per il giovane Felipe, che sembra promettente. La Ferrari si dimostra sin da subito competitiva, e dopo un inizio non brillante (fuori dalla zona punti in Bahrain), Massa inizia ad ingranare: quarto a Imola, terzo al Nurburgring. L’estate è ancora più positiva per il giovane brasiliano, che conquista 3 podi nelle 3 gare disputate nel mese di luglio.

Ma il meglio deve ancora arrivare: il GP di Turchia è la sua consacrazione. Dopo aver conquistato la prima pole position al sabato, la domenica Massa porta a casa la sua prima vittoria in carriera, completando un weekend da sogno. Concluderà la stagione nello stesso modo, in Brasile, firmando pole e vittoria davanti al suo pubblico. Difficilissimo il compito di tenere testa al compagno Schumacher, che si dimostra superiore in quasi tutti i GP. Nonostante ciò, la prima stagione tra i grandi è certamente positiva: 7 podi conquistati, di cui 2 vittorie, contribuiscono al suo terzo posto in classifica. “Il pilota sembra promettente, si prospetta per lui una carriera luminosa, forse un giorno sarà campione del mondo” avranno pensato alcuni in quell’anno. Purtroppo per Felipe, non è andata proprio così, anche se ci è andato molto vicino.

Massa alla guida della Ferrari 248 F1

2007: Lewis Hamilton

Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vivere il 2007, sono sicuramente rimasti meravigliati dalla prima stagione del giovane Hamilton. L’inglese, dopo aver vinto la GP2 nel 2006, approda alla corte della McLaren, affiancato dal campione in carica Fernando Alonso. Il debutto è da sogno: dopo un quarto posto al sabato, Lewis assapora subito il podio, chiudendo la sua prima gara in F1 al terzo posto. Il giovane rookie non scenderà più da questo podio per le successive 8 gare! Una striscia di ben 9 podi consecutivi all’esordio, di cui 2 vittorie, lo rendono sicuramente uno dei candidati al titolo, nonostante sia la sua prima stagione.

Dopo aver conquistato pole e vittoria in Ungheria, un secondo posto a Monza e la vittoria al Fuji, il titolo sembra tra le mani di Hamilton. Ma Lewis paga la sua inesperienza in Cina, dove si insabbia all’ingresso dei box quando era in testa alla corsa. Un problema meccanico lo relega al settimo posto in Brasile, risultato che gli fa clamorosamente perdere il titolo a favore di Raikkonen.

Nonostante la sconfitta, la prima stagione è impressionante: 12 podi, di cui 4 vittorie, 5 pole position e l’impresa sfiorata della vittoria del titolo da rookie, che sarebbe stata storica. Tanta sfortuna, ma si vede subito che è un predestinato. Avrà modo di rifarsi negli anni successivi.

McLaren MP4-22 - Wikipedia

2007: Robert Kubica

La fine del 2006 ha visto sbocciare un nuovo giovane talento nel mondo della Formula 1: Robert Kubica. Il polacco, all’età di 22 anni, subentra al posto di Jacques Villenueve in BMW Sauber. Ottiene un clamoroso podio a Monza, la sua terza gara, e viene confermato dal team come pilota titolare per il 2007. La macchina si dimostra piuttosto competitiva, anche se piuttosto lontana da Ferrari e McLaren. Kubica e il suo compagno, Heidfeld, sono costantemente in lotta per la top 5, e qualche volta anche per il podio: dopo le prime due gare concluse fuori dalla zona punti, Robert ottiene un sesto, un quarto e un quinto posto, dimostrando una buona costanza. La stagione continua allo stesso modo: il polacco, escludendo i ritiri, arriva sempre tra il 4 e l’ottavo posto, tranne in Belgio dove conclude nono. Kubica chiude sesto in classifica con 39 punti, 22 in meno rispetto al più esperto Heidfeld. Grazie ai risultati dei due piloti (e alla squalifica della McLaren) la BMW conquista addirittura il secondo posto nel campionato costruttori! Molto positiva quindi la prima annata completa alla guida di una macchina competitiva, anche se non arriva nessun podio. Da ricordare anche il suo bruttissimo incidente avvenuto a Montreal, che ha costretto Kubica a saltare un GP. Purtroppo, sempre a causa di un’incidente, non abbiamo mai visto espresso tutto il potenziale del polacco, chissà se sarebbe mai riuscito a vincere un mondiale…

2009: Sebastian Vettel

Dopo un 2008 straordinario al volante della Toro Rosso, Vettel viene promosso in Red Bull al fianco di Mark Webber. La scuderia di Milton Keyens sfrutta il nuovo regolamento per portarsi in alto, risultanso seconda forza dietro la Brawn GP. L’avventura del giovane tedesco non inizia nel migliore dei modi, con 2 ritiri nelle prime due gare. In Cina, però, Vettel è autore di uno straordinario weekend: dopo aver conquistato la pole al sabato, porta a casa la sua prima vittoria in Red Bull sotto il diluvio si Shangai. Vettel tornerà a vincere a Silverstone, in Giappone e ad Abu Dhabi, ma le straordinarie prestazioni della Brawn GP, che ha sfruttato al meglio le zone grigie del regolamento, gli impediscono di vincere il suo primo titolo. Ma la stoffa del campione si è vista, la prima stagione in un top team è più che positiva.

Con 84 punti, 8 podi, di cui 4 vittorie, Vettel si laurea vice-campione del mondo, preparandosi a vincere negli anni successivi.

Vettel ne 2009

2014: Daniel Ricciardo

Il 2014, anno di grandi novità con il cambio di regolamento, porta un cambiamento alla line-up della Red Bull. Daniel Ricciardo, convincente in Toro Rosso, viene promosso accanto al 4 volte campione del mondo Sebastian Vettel. L’esordio al volante di un top team è da sogno per il giovane Daniel, che davanti ai suoi tifosi porta a casa un emozionante secondo posto. In seguito verrà poi squalificato, perdendo così il primo podio in carriera. Ma è solo questione di tempo: Daniel conclude in terza posizione a Barcellona e a Monaco, e la sua ottima prima parte di stagione culmina in Canada, dove conquista la prima vittoria in carriera.

Tornerà sul gradino più alto in Ungheria e in Belgio, ma il sogno del titolo è ormai svanito: le due Mercedes sono imprendibili. Daniel è l’unico vincitore all’infuori di Hamilton e Rosberg in questa stagione, e grazie anche a 5 terzi posti e tanti altri buoni risultati, concluderà terzo in classifica con 238 punti. Sarà la seconda miglior stagione di Daniel in carriera, dietro solo al 2016 in termini di punti.

Ricciardo vince la sua prima gara

2014: Valtteri Bottas

Oltre al sopra citato Ricciardo, c’è un altro ragazzo che nel 2014 fa il suo debutto in una squadra di vertice: Valtteri Bottas, già presente nel 2013 a bordo della Williams. La scuderia di Grove, sorprendentemente competitiva, gli permette di essere quasi sempre in lotta per la top 5. L’esordio in Australia è positivo, con Valtteri che chiude quinto dopo essere scattato dalla 15 casella. La stagione prosegue in modo regolare, con Bottas spesso a punti e spesso davanti al suo compagno Massa. L’estate è particolarmente lieta per il pilota della Williams, che porta a casa 4 podi tra Austria, Gran Bretagna, Germania e Belgio.

Ne porterà a casa altri due, in Russia e ad Abu Dhabi, concludendo la stagione in quarta posizione con 186 punti, ben 52 in più del suo compagno di squadra Massa. Manca solo la vittoria, sfuggita a causa di una Mercedes imprendibile. Comunque, è un’ottima stagione per Valtteri, che insieme al biennio 2015-2016, aiuterà a convincere la Mercedes ad affiancarlo ad Hamilton.

Bottas nel 2014

2015: Daniil Kvyat

Come spesso accade quando c’è un cambiamento in casa Red Bull, il nuovo pilota è un giovane proveniente dalla Toro Rosso. È così anche nel 2015: il ragazzo in questione è il talentuoso Daniil Kvyat. Il russo, alla prima esperienza in un top team, fa fatica ad ingranare, anche a causa di una monoposto non eccezionale. Il primo risultato degno di nota arriva a Monaco, dove giunge quarto. Da lì in poi, Kvyat riesce ad essere più costante, e porta a casa persino un secondo posto in Ungheria, che rappresenta il suo primo podio in carriera. Chiude al settimo posto in classifica con 95 punti, davanti al compagno Ricciardo: non certo una brutta stagione, considerando le prestazioni della Red Bull. Purtroppo, il suo 2016 sarà un fallimento, che si concluderà con la retrocessione in Toro Rosso.

Kvyat nel 2015

2016: Max Verstappen

Questo nome lo conosciamo bene. L’olandese, strepitoso in alcune occasioni in cui era giunto ai piedi del podio, convince Helmut Marko. Il team austriaco retrocede Kvyat dopo 4 gare a favore di Verstappen. La prima gara in Red Bull è da sogno: dopo essersi qualificato in quarta posizione, riesce a vincere la gara, grazie anche al contatto tra le due Mercedes. Il ragazzo si dimostra molto veloce, anche se a volte troppo focoso. Tanti sono infatti gli incidenti in cui si ritrova coinvolto. Nonostante ciò, riesce comunque a portare a casa altri 6 podi, concludendo la stagione al quinto posto nella classifica, con ben 204 punti. Ottima annata da parte di colui che, come tutti sappiamo, ha vinto il suo primo titolo circa un mese fa.

Verstappen, Spagna 2016

2019: Charles Leclerc

Dopo un anno di apprendimento in Alfa Romeo, per Charles Leclerc arriva il momento della verità: la promozione in Ferrari. Il monegasco affianca Sebastian Vettel a bordo della SF90, che però si dimostrerà deludente rispetto al 2018. Sin da subito Charles tiene testa al suo compagno pluricampione, e coglierà il suo primo podio già alla seconda gara, in Bahrain, dopo aver assaporato la vittoria. Leclerc cresce sempre di più nel corso della stagione, assieme alla SF90: come dimenticare le 2 vittorie a Spa e a Monza e le 7 pole conquistate nel corso della stagione? L’anno del giovane talento della Ferrari è molto buono: 10 podi, di cui 2 vittorie, lo portano al quarto posto in classifica con 264 punti, 24 in più di Vettel. Non ci resta che aspettare di vederlo con una macchina realmente in lotta per il titolo…

Formula 1, GP Russia 2019: Leclerc è in pole position - Il Veggente

2019: Pierre Gasly

Si è parlato tantissimo di questa stagione di Gasly, un vero e proprio fallimento, purtroppo per il giovane francese. Dopo un 2018 convincente in Toro Rosso, Pierre viene promosso in Red Bull, affiancato da uno scomodo Max Verstappen. Sin dalla prima gara, Gasly fa molta fatica, non chiude neanche in zona punti. I I due migliori piazzamenti che riuscirà a completare sono Monaco (5°) e Silverstone (quarto): non basta per Helmut Marko, che spezza il sogno del pilota francese retrocedendolo in Toro Rosso dopo 12 gare. Non esattamente la stagione dei sogni per Gasly, che però avrà il coraggio e la forza di rialzarsi negli anni successivi.

F1 2019: Gasly, il riferimento Verstappen da eguagliare - News | Autosprint

2019: Alexander Albon

Al posto del deludente Gasly, la Red Bull sceglie Albon per completare la stagione 2019. Il thailandese risponde presente già a partire dalla prima gara, dove rimonterà fino al quinto posto dopo essere partito dalla Pit Lane. Nel corso delle 9 gare alla guida della Red Bull, Albon fa il suo, giungendo sempre al traguardo tra i primi 6, eccetto in Brasile, quando, vicino al podio, viene toccato da Hamilton e relegato in 14° posizione. In 9 appuntamenti conquista ben 76 punti, contro i 63 ottenuti da Gasly in 12 GP. Non male come inizio, ma purtroppo il pilota thailandese non riuscirà a ripetersi nel 2020, perdendo così il sedile per il 2021. Riavrà un posto in Williams il prossimo anno, sperando in una vettura più competitiva.

Albon alla guida della Red Bull

Il prossimo anno avremo un nuovo debutto di lusso in un top team di un giovane pilota: George Russell. In realtà, l’inglese ha già guidato la Mercedes in un’occasione. La scuderia di Brackley lo ha chiamato per sostituire Hamilton a Sahkir. Il giovane inglese ha perso la vittoria solo per un errore di strategia del team.

Come sarà la stagione 2022 di Russell? Sarà amore tra il giovane e la W13, oppure sarà odio? E, inoltre, reggerà il confronto con il pluricampione Hamilton? Sulla carta, le potenzialità per fare molto bene ci sono, ma come abbiamo visto in Formula 1 non bisogna mai dare nulla per scontato…

+ posts