Chris Amon: il pilota più sfortunato di sempre

Chris Amon: il pilota più sfortunato di sempre

23 Gennaio 2022 0 Di teclamocchetti

La storia di Chris Amon, pilota di Formula 1 tra gli anni ’60 e ’70, la cui carriera in è stata caratterizzata dalle continue sfortune.

Tutti sanno che nel mondo delle corse sono necessari talento, costanza, una buona macchina e anche un pizzico di fortuna. Non tutti i piloti, però, sono stati baciati dalla fortuna durante la loro carriera; uno di loro è sicuramente Christopher Amon (20/07/1943 – 3/08/2016), pilota neozelandese di Formula 1, che ha corso dal 1963 al 1976. Amon è stato considerato da molti frequentatori del paddock uno dei piloti più talentuosi e veloci del Circus della Formula 1 tra gli anni ’60 e ’70, ma un è mai riuscito a vincere un GP. Il neozelandese detiene infatti il triste record per chilometri (851,4) e giri (183) percorsi al comando senza mai aver vinto una gara. Nonostante i numerosi ritiri Amon vanta pochi incidenti, il più famoso è quello del 1968 a Monza, quando andò fuori pista alla prima curva di Lesmo, sbalzato fuori dell’abitacolo della sua Ferrari finì su un’albero, ma rimase illeso.

Amon a Monaco nel 1960

Gli inizi della carriera

Amon ha esordito in F1 nel 1963, a soli 19 anni, con il team Lola Racing Cars. Già la sua prima stagione in categoria è stata caratterizzata dalla sfortuna e dai problemi tecnici della sua monoposto. Sulle 10 gare totali disputatesi nel ’63 Chris ha partecipato ad 8 ottenendo 4 ritiri, 2 mancate partenze e 2 settimi posti. Con la scomparsa della Lola Amon è, però, rimasto senza un sedile stabile, solo grazie all’aiuto del connazionale Bruce Mclaren è riuscito ad arrivare in Ford come collaudatore. Dal 1964 al 1966 Amon non ha avuto nessuno ruolo di importante rilevanza, è stato usato come rimpiazzo in ben 3 scuderie diverse, Lotus, Brabham e Cooper. In 3 stagioni sono infatti di più i ritiri delle partenze

Non vedendo brillare la sua carriera in Formula 1 Chris Amon ha partecipato anche ad altre competizioni automobilistiche. Ha ottenuto un grande successo nel 1966 vincendo con Bruce Mclaren la 24 Ore di Le Mans. Sempre nel 1966 Amon è stato collaudatore per Mclaren, che lo aveva scelto per testare la M2B. Sono molti infatti a raccontare ed elogiare una caratteristica fondamentale di Chris: era un collaudatore meticoloso e attento ai minimi dettagli, pregio apprezzato da molti team per cui ha lavorato.

Chris Amon

«Amon è stato il miglior pilota-collaudatore che io abbia mai avuto» Enzo Ferrari

Il passaggio in Ferrari che non tutti ricordano

Non tutti però ricorderanno le 3 stagioni in Ferrari. Nel 1967, infatti, la Scuderia di Maranello ha ingaggiato Amon come pilota ufficiale. Il neozelandese ha guidato la 312, monoposto più sfortunata che competitiva. Chris è riuscito a piazzarsi in quarta posizione per 3 volte in stagione, portando a casa un quinto posto in costruttori. Triste aneddoto quello della morte del suo compagno di squadra Lorenzo Badini nel corso del GP di Monaco. L’obiettivo di Amon era vincere Le Mans 1967 per poterlo onorare, ma ancora una volta la sfortuna si è intromessa. A causa di una foratura e di un danno alla sospensione posteriore, che ha poi causato un incendio, è stato costretto al ritiro.

Nel 1968 Chris Amon e la Ferrari sono stati molto più competitivi, ottenendo 3 poleposition e frequenti partenze dalla prima fila, molti giri al comando ma poi nulla, gare per potevano finire con una vittoria sono finite con un ritiro o un posto nel fondo classifica. Durante il GP di Spagna per esempio è saltato un fusibile che non ha permesso il corretto funzionamento della pompa di benzina, in Canada invece un guasto alla frizione ha causato la rottura del cambio. Proprio a causa di questi continui problemi e guasti tecnici, nel 1968, è nato il mito della sfortuna di Amon.

Chris Amon sulla sua Ferrari

La stagione 1969 è stata nuovamente un disastro, l’unico buon risultato è stato un terzo posto in Olanda. Dopo il GP di Gran Bretagna Amon non ha più partecipato alle gare a causa di divergenze con Ferrari e questioni economiche. A fine stagione ha infatti annunciato la rottura definitiva con la Scuderia di Maranello.

Le ultime stagione di Chris Amon

Nel 1970 Amon ha corso con Jackie Stewart nel team March. La monoposto era però un disastro e la gestione del team molto complessa. Non ha però ottenuto i risultati auspicati conducendo una stagione anonima.

Nel 1971 un’altra stagione anonima. Solo una pole a Monza, dove stava per vincere la gara ma è stato costretto al ritiro dopo aver parso la visiera del casco, è una vittoria in Argentina, in quella che però non è una gara valente per il mondiale.

Nel 1972 l’occasione per vincere si è presentata ancora sul Circuito di Clermont-Ferrand in Francia, considerato uno dei più complessi al mondo date le sue 51 curve e gli 8.055 km di lunghezza. Qui, dopo aver guidato il gruppo per 20 giri, ha riscontrato una foratura che lo ha costretto a una sosta fuori programma. Da qui è poi partita la rimonta per recuperare le posizioni perse, ma è riuscito ad arrivare solamente terzo.

Nel 1973 ha cambiato squadra passando passando in Tecno. A inizio stagione si era parlato di un possibile ritorno in Ferrari, ma per controversie tra Ferrari e Martini, sponsor di Tecno, Amon non è mai tornato alla rossa. La stagione in è stata ancora una volta anonima.

Amon sulla sua Amon

Nel 1974 ha tentato di correre con la sua scuderia e la sua vettura, la Amon, ma senza risultati. Mentre tra 1975 e 1976 ha corso con la Ensign, anche qui perseguitato dalla sfortuna. Alla fine del ’76 Chris Amon ha deciso di ritirarsi dal mondo delle corse, mantenendo però in ottimi rapporti con Enzo Ferrari, che ha poi chiesto allo stesso Amon chi avrebbe dovuto essere il sostituto di Niki Lauda.

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