Congelamento dei motori: ecco come funziona e quali sono le eccezioni

Congelamento dei motori: ecco come funziona e quali sono le eccezioni

4 Febbraio 2022 0 Di Alessio Donzelli

Dal 2022 entrerà in vigore il congelamento dei motori di Formula 1, ossia il blocco dello sviluppo di tali componenti, il quale terminerà nel 2025. Ecco quando i fornitori dovranno presentare le loro omologazioni e in che modo si potranno modificare i propulsori.

Mancano 42 giorni alle prime prove libere della nuova era della Formula 1. L’attesa è tanta. Le monoposto, a causa del cambio regolamentare, saranno diverse da svariati punti di vista. Con il budget cap che limita le possibilità di spesa dei team, entra in ballo anche un’altra novità. Si tratta del congelamento dei motori, nato per l’appunto per ridurre le spese. I propulsori che i fornitori presenteranno quest’anno saranno infatti quelli che accompagneranno le auto fino al 2025.

Nel 2026 ci sarà infatti un grosso cambiamento per quanto riguarda i motori in Formula 1. L’obiettivo principale è quello di far diventare le vetture di F1 più sostenibili. A questo proposito già per i motori di quest’anno è presente una modifica alla percentuale di etanolo nel carburante, che arriverà al 10% (precedentemente era del 5,75%). Questo passaggio al carburante E10 rappresenta un’ulteriore sfida, come recentemente sostenuto dalla Honda.

I produttori sono quindi al lavoro al fine di ottenere il massimo da questo nuovo carburante. Sarà fondamentale avere un motore il più performante possibile, poiché i team li utilizzeranno per ben 4 anni. Andiamo a vedere ora quali sono le date di omologazione dei componenti del propulsori.

Ecco quando dovranno essere omologati i vari componenti

Secondo quanto riportato da raingnews365, la maggior parte dei componenti saranno presentati tramite un dossier di omologazione il 1° marzo. Ogni dossier corrisponderà ad un team: le case che forniscono i motori a più squadre dovranno presentarne quindi più di uno. I componenti che verranno omologati il 1° marzo sono la maggior parte. Tra questi ci sono il motore a combustione interna (ICE), il turbocompressore, l’MGU-H (che probabilmente verrà abolito nel 2026), lo scarico, oltre ai propri carburanti ed oli.

Quali sono quindi i componenti che potranno essere omologati in seguito? Si tratta delle parti ibride della monoposto. Nello specifico, l’energy store, l’elettronica di controllo e l’MGU-K saranno omologati definitivamente il 1° settembre. È però importante sottolineare che lo sviluppo di tali componenti non sarà libero, ma le case avranno la possibilità di apportare un solo cambiamento entro settembre. Non sarà quindi possibile portare continui sviluppi nemmeno della parte ibrida.

Congelamento dei motori: ecco come funziona e quali sono le eccezioni

Le eccezioni per eliminare i problemi al motore

Ci sono due motivazioni per cui la FIA permette un’eccezione alle rigide regole del congelamento dei motori: sicurezza ed affidabilità. In tali casi i produttori potranno fare richiesta per la sostituzione di un determinato componente. Per far ciò essi dovranno esporre richiesta all’ufficio tecnico della FIA. Non solo: le case dovranno anche fornire le prove del fatto che il componente sia danneggiato e del fatto che il nuovo sviluppo possa risolvere tale problematica. La soluzione proposta verrà inoltre mostrata dalla FIA agli altri produttori per un’ulteriore garanzia sull’adeguatezza della domanda. L’obiettivo di questi controlli è ovviamente quelli di evitare problemi “finti” per poter sviluppare il motore.

Un cambio di fornitore di carburante e olio è consentito se non si tratta di ragioni tecniche, bensì commerciali. Alcuni altri dettagli potranno essere invece modificati “liberamente”: questi riguardano il cablaggio; il posizionamento delle valvole, delle tubazioni e del wastegate; oltre ad uno spostamento massimo di 20 mm del turbocompressore. Anche per queste modifiche occorre l’autorizzazione della FIA.

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