Aston Martin potrebbe progettare la propria Power Unit in vista del 2026

Aston Martin potrebbe progettare la propria Power Unit in vista del 2026

11 Febbraio 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

In concomitanza con la presentazione della nuova monoposto 2022, sono uscite anche voci riguardo ad una possibile power unit marchiata Aston Martin in vista dei nuovi regolamenti 2026.

Che la rosa dei motoristi di F1 possa allargarsi con l’entrata in scena del Gruppo Volkswagen con Porsche, è cosa ormai ben nota e data quasi per scontata, visto le insistenti voci che girano da un paio d’anni a questa parte. Ma tra chi si affaccia alla finestra dei nuovi regolamenti 2026 non è solo il colosso tedesco. Anche Aston Martin, infatti, sta pensando di progettare la propria unità propulsiva, che vedrebbe la luce con i nuovi regolamenti tecnici.

Le ambizioni indipendentiste di Aston Martin

Il team con sede a Silverstone, che proprio oggi ha presentato la nuova AMR22, potrebbe infatti abbandonare i motori Mercedes in favore di un propulsore in house, sviluppato direttamente dal costruttore inglese. Una voce che è stata confermata anche dal direttore tecnico Andrew Green: “La possibilità di sviluppare una propria Power Unit sarebbe interessante per il team. Penso che mano a mano che andremo avanti con le nostre ambizioni, ragioneremo sicuramente su una produzione in proprio nel lungo termine”.

Il team di Lawrence Stroll, infatti, ha siglato una nuova sponsorizzazione con il colosso petrolchimico arabo Aramco, che potrebbe assistere i tecnici inglesi nell’eventuale sviluppo del nuovo motore. “Abbiamo Aramco che ora è coinvolto come nuovo sponsor, e penso che nei prossimi anni ne parleremo” ha continuato infatti Green. “Sono sicuro che ci ragioneremo in dettaglio per capire se andare in questa direzione potrebbe essere un beneficio o meno”.

Sebastian Vettel e Lance Stroll alla presentazione della nuova AMR22

Un bel segnale per Liberty Media e tutto il Circus, che sta cominciando a raccogliere i frutti dell’obiettivo, dichiarato, di attrarre nuovi motoristi e possibilmente anche nuovi team. La prospettiva del cambio dei regolamenti tecnici delle Power Unit del 2026, che molto probabilmente vedrà la dipartita della MGU-K, si sta al momento rivelando appetibile per tanti costruttori. E ciò non può che giovare allo spettacolo.

L’era dei nuovi propulsori, che partirà tra 4 anni anni, potrebbe addirittura vedere 6 motoristi diversi: Ferrari, Mercedes, Renault, Red Bull Powertrains, Porsche e Aston Martin. Un bel biglietto da visita sia per i tifosi di vecchia data, sia per i nuovi. Una variabile che andrebbe ad aggiungere ulteriore pepe alla lotta per il titolo, che già l’attesa per le nuove monoposto ad effetto suolo sta scaldando.

I nuovi carburanti E10 la sfida del 2022. Sarà decisiva in vista del 2026?

Andrew Green è poi tornato a parlare del presente e in particolare della sfida posta dai nuovi carburanti E10. Il direttore tecnico di Aston Martin, al contrario dei tecnici di casa Honda, non è troppo preoccupato dal passaggio alle nuove benzine. “La nuova Power Unit non differisce troppo da quella 2021. È forse l’area della macchina che è cambiata meno“. Green ha poi concluso dicendo che “chiaramente la Power Unit è stata adattata e ricalibrata per poter girare con carburanti E10, ma non è un cambiamento così grosso”.

Parole molto rilassate e fiduciose in vista della stagione 2022, nella quale il team inglese punta a raccogliere risultati ben più altisonanti di quelli del 2021. Quella di quest’anno, sarà probabilmente la stagione che definirà le gerarchie fino al cambio regolamentare del 2026 e che indicherà ad Aston Martin la direzione da prendere. Continuare con Mercedes o diventare motorista indipendente?

È probabilmente ancora presto per dare una risposta. Ma a Silverstone, intanto, ci pensano. E chissà che questo non possa essere l’input giusto per trascinare nel mondo F1 ulteriori nuovi costruttori.

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