Il nuovo motore della Ferrari: un progetto estremo e non convenzionale

Il nuovo motore della Ferrari: un progetto estremo e non convenzionale

18 Febbraio 2022 0 Di Alessio Donzelli

Enrico Gualtieri, capo dei motoristi della Ferrari, racconta le sfide nello sviluppo e nella realizzazione della Power Unit che accompagnerà la Ferrari dal 2022 al 2025, definendolo come “un progetto non convenzionale ed estremo”.

Il 2022 simboleggia per la Ferrari un’occasione di riscatto: dopo due anni molto complicati che non l’hanno vista competere ai livelli più alti; il cambio regolamentare alimenta le speranze dei tifosi del Cavallino. L’aspettativa per la Rossa è altissima. Ieri è avvenuta la presentazione della nuova F1-75. La vettura oggi è scesa in pista a Fiorano con Charles Leclerc.

Uno degli aspetti che, in particolare nel 2020, ha influenzato il crollo della Ferrari è quello del motore. La potenza della Power Unit Ferrari era infatti inferiore rispetto a quella di altri motoristi. Perciò in questa stagione è fondamentale avere un motore che possa essere all’altezza della Rossa. Un altro motivo che rende cruciale la qualità della Power Unit di quest’anno è il congelamento dei motori. Il propulsore che accompagnerà la Ferrari nel 2022 sarà infatti lo stesso fino al 2025.

I punti chiave del nuovo motore

Enrico Gualtieri, il capo dei motoristi del Cavallino, ha commentato il nuovo motore nelle parole raccolte da Motorsport.com. Secondo Enrico, gli sforzi degli ingegneri hanno portato ad un progetto “estremo” e “non convenzionale”. “La vettura 2022 ha un duplice significato: da un lato abbiamo dovuto contribuire al cambio del regolamento attraverso un’installazione e un layout specifico e dall’altro abbiamo dovuto sviluppare il nostro prodotto in funzione del congelamento dei motori fino al nuovo corso regolamentare che inizierà nel 2026. Ne è uscito un progetto non convenzionale ed estremo in termini di installazione, del layout e per buona parte dei componenti interni”, ha spiegato Gualtieri.

Le chiavi dello sviluppo sono state l’ICE (motore a combustione interna) ed il turbocompressore. “Certamente il motore a combustione interna e il turbocompressore sono le chiavi della power unit 2022 al via della stagione, anche perché il sistema ibrido è un consolidamento di quello che abbiamo portato in pista la scorsa stagione. Anche l’elettronica si è dovuta adattare ad una macchina completamente rivista, perché il motore è decisamente diverso. In generale rappresenta il terzo passo di un percorso di sviluppo iniziato l’anno scorso con il motore 2021 e il secondo con il nuovo ibrido portato in pista alla fine dello scorso campionato”.

Un passo importante dello sviluppo per il 2022 della Ferrari è stata l’introduzione del nuovo sistema ibrido per le ultime gare del 2021. Questo aggiornamento ha permesso alla Rossa di cambiare passo nella lotta con la McLaren per il terzo posto nel campionato costruttori; ma il fine ultimo del nuovo ibrido era proprio il 2022. “È stata decisamente importante e soprattutto coerente con il nostro percorso di sviluppo che ci doveva portare al 2022 con una power unit migliorata in tutte le sue parti. Diciamo che quando si introduce un upgrade così importante come quello del sistema ibrido, per quanto lo si possa sviluppare al banco, è solo la pista che può essere efficace per validare un nuovo prodotto. Abbiamo avuto dei riscontri tecnici importanti che poi abbiamo trasferito al progetto 2022”, ha detto Gualtieri.

Il congelamento dei motori ed il nuovo carburante E10

Il congelamento dei motori ha inoltre reso ancor più complesso lo sviluppo del nuovo motore; ed ha portato ancor più al limite gli ingegneri della Ferrari. “Certamente ha pesato, diciamo che rispetto agli anni scorsi ci ha spinto e imposto a osare nelle situazioni progettuali ancora di più vista la scadenza temporale a, appunto, il successivo periodo di congelamento. Abbiamo dovuto portare tutti i nostri programmi al limite, abbiamo dovuto tenere aperta la porta a tutte le possibili evoluzioni, per cui ci siamo dovuti prendere tutti i rischi necessari. Diciamo che è stato un elemento accelerante in un mondo come quello nostro che piano non va”, ha continuato Enrico.

Gualtieri ha poi commentato l’ulteriore sfida riguardante la nuova Power Unit. Il nuovo carburante E10 implica infatti un livello di etanolo aumentato al 10%. In termini di prestazioni, il capo dei motoristi della Ferrari stima una perdita di potenza di circa 20 cavalli. “L’introduzione del 10% di etanolo riduce il contenuto energetico nella benzina finale, e ha un impatto sulle prestazioni in termini di potenza motore che in termini di recupero di energia dai gas di scarico. È vero anche che l’etanolo ha caratteristiche negative per la combustione che devono essere sfruttate in modo opportuno in un progetto motore. Diciamo che al netto di tutte queste considerazioni la perdita prestazionale è dell’ordine di venti cavalli”.

Tantissime novità

Innovazione è certamente una delle parole chiave delle nuove monoposto del 2022. Anche dal punto di vista motoristico, non mancano i cambiamenti rispetto alle scorse stagioni. “C’è tanto di nuovo all’interno di questa power unit: basti pensare che il numero di componenti nuovi all’interno del motore rispetto alla stagione precedente è uno dei più alti degli ultimi anni. C’è un’innovazione da parte dei contenuti ma c’è anche innovazione dal punto di vista dell’architettura e della disposizione in vettura e del layout in generale. Certamente rispetto al passato abbiamo dovuto intraprendere delle soluzioni diverse e questo penso che nel nostro ambiente rappresenti qualcosa di effettivamente innovativo”, ha sostenuto Gualtieri.

Enrico preferisce non sbilanciarsi. Come sempre, infatti, nel motorsport ciò che conta è il risultato in pista. Di certo, però, la Ferrari non ha rimpianti: ha fatto tutto ciò che poteva grazie al duro lavoro del reparto motoristico. “Il vero grado della soddisfazione si misura solo in pista. Posso dire che fra gli altri obiettivi ci eravamo dati di non avere rimpianti dopo aver provato tutto quanto era possibile provare. Non abbiamo lasciato niente di intentato lungo la strada. Questo penso che possiamo dirlo raggiunto. Quanto e se sarà sufficiente ce lo dirà la pista, come è giusto che sia. Certamente però il credito e la mia riconoscenza va a tutte le persone del gruppo power unit che hanno lavorato sentendo la responsabilità della storia della Scuderia, essendo i custodi di una tradizione vincente”, ha concluso Gualtieri.

Riuscirà la F1-75 a riportare ai livelli che competono alla Ferrari e a far sognare i numerosi tifosi della Rossa?

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