Mercedes: classica pretattica o reali difficoltà?

Mercedes: classica pretattica o reali difficoltà?

14 Marzo 2022 0 Di Fabrizio Parascandolo

Il team tedesco è spesso sembrato in difficoltà nei test invernali degli ultimi anni, per poi dimostrarsi sempre competitivo, ma sarà così anche stavolta?

Dopotutto l’esempio più recente, nonché quello più lampante, risale alla scorsa stagione. Una Mercedes definita “inguidabile” da Valtteri Bottas vincerà la prima gara grazie a Lewis Hamilton.

Bisogna sottolineare che la vettura del team di Brackley era inferiore in quel weekend, pur essendo neanche lontanamente paragonabile a quella vista nelle sessioni di prova.

Perché quest’anno può essere diverso?

La risposta alla domanda sorge spontanea. Una nuova generazione di vetture implica una sfida di rilievo per gli ingegneri di ogni scuderia, impegnati nel trovare le migliori soluzioni.

La scuderia guidata da Toto Wolff, però, ha fatto parlare tantissimo di sé nella giornata di giovedì, essendosi presentata in Bahrain con una macchina praticamente priva di pance.

C’erano dei rumors su questa soluzione aerodinamica, alcuni suggerivano un vantaggio di un secondo sulla concorrenza.

Nonostante ciò i segnali incoraggianti sono veramente pochi, quantomeno per adesso.

Una vettura che, non solo dai tempi poco indicativi, ma soprattutto dagli onboard appare in estrema difficoltà.

Sia chiaro, non stiamo collocando la Mercedes a centro gruppo, d’altronde vengono da otto titoli mondiali costruttori consecutivi, ma nelle parole di Hamilton, stavolta più che mai, potrebbe esserci un fondo di verità.

L’inglese dichiara: “Non mi aspetto che combatteremo per vincere, almeno per il momento“.

George Russell, invece, si è espresso anche sull’effetto porpoising, che la propria monoposto soffre di più rispetto ad altre: “Il porpoising ci sta condizionando nel trovare l’equilibrio perfetto per il nostro mezzo“.

Nulla è perduto

Dovessero confermarsi le difficoltà viste nei test, la Mercedes partirà un passo indietro rispetto agli altri, ma in una stagione da 22 gare (23° in attesa di conferma) si ha tutto il tempo per rimediare.

Già l’espressione “almeno per il momento” utilizzata da Lewis Hamilton fa capire che, in caso di scarsa competitività, si ha già un’idea di dove si può migliorare.

Il suo compagno è dello stesso avviso: “C’è tanto potenziale nella W13 e i ragazzi in fabbrica stanno lavorando duramente per capire come ottimizzarlo“.

“Dobbiamo pensare al lungo termine, la stagione è lunga e c’è tutto il tempo per trovare la performance che siamo consapevoli di avere“.

Non ci resta, dunque, che aspettare il primo weekend di gara, che ci darà più conferme di quanto si possa immaginare.

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