McLaren ha risolto i problemi di surriscaldamento dei freni

McLaren ha risolto i problemi di surriscaldamento dei freni

17 Marzo 2022 0 Di Ivan Mancini

Ad un passo dall’inizio del mondiale di F1, McLaren sembra aver risolto i problemi all’impianto frenante. Diamo un’occhiata alla nuova copertura adottata dal team di Woking per ovviare il surriscaldamento dell’impianto frenante.
 

La stagione 2022 ormai alle porte si apre all’insegna dei cambiamenti. Nuova filosofia aerodinamica, nuove norme sui combustibili, ma anche un’importante rivoluzione riguardo gli pneumatici Pirelli.

L’adozione di pneumatici più grandi (da 13 a 18 pollici) ha inevitabilmente decretato una serie di modifiche all’impianto frenante, oltre che al sistema di raffreddamento dello stesso. Nel giro di un anno, infatti, è aumentata la dimensione del disco freno (da 278mm a 330mm), così come quella della pinza e delle pastiglie. Pneumatici più grandi (e quindi più pesanti) necessitano di una forza frenante maggiore, da ricercare nell’attrito generato tra disco e pastiglia. Inoltre, anche la dimensione dei fori presenti sul disco è aumentata, passando ad un minimo di 3mm previsti dal regolamento. Tutte norme che, se da un lato garantiscono (o per lo meno, promettono) di aumentare lo spettacolo in pista, d’altro canto peggiorano sensibilmente l’efficienza delle vetture, soprattutto in merito alla capacità frenante delle monoposto.

L’adozione dei copricerchi, in virtù di un’aerodinamica più semplice, non fa altro che aggravare la situazione. L’assenza di uno “sfogo” laterale forza il rilascio dei flussi caldi attraverso una singola uscita posta sul condotto dei freni, aumentando le temperature all’interno del cerchione. In questo modo viene irrimediabilmente compromessa la normale dissipazione del calore in quella che è una delle zone più calde della monoposto, con effetti a volte spiacevoli.

Principio di incendio negli pneumatici della Williams FW44

In virtù di queste nuove problematiche fino ad ora inesplorate, i team hanno escogitato diverse soluzioni che consentano di sfruttare la maggiore quantità di spazio disponibile in corrispondenza dei mozzi. McLaren, ad esempio, ha deciso di racchiudere i dischi dei freni all’interno di una copertura, creando un condotto per lo sfogo del flusso d’aria calda che si crea in staccata; ma è proprio questa copertura ad aver causato i problemi riscontrati in Bahrain dal team britannico.

 

La copertura della McLaren

Dopo una prima sessione di test convincente, in Bahrain la nuova McLaren MCL36 ha lamentato alcuni problemi di gioventù. Numerose noie meccaniche, tra cui un diffuso surriscaldamento dell’impianto frenante, hanno negato al team di Woking di disputare una sessione regolare come le altre scuderie. Il rsultato è che gli uomini McLaren sono stati costretti ad una vera corsa contro il tempo in quel del Bahrain, lavorando duramente sui freni ed impedendo a Norris di tagliare la soglia dei 100 giri in una giornata. La stessa McLaren, con appena 200 tornate, si pone come l’ultima scuderia in termini di giri (e confidenza) accumulati sul circuito mediorientale.

La causa del problema è da ricercarsi nel nuovo design dei freni anteriori, che impedisce la corretta dissipazione del calore formato in fase di frenata. E se in Spagna, a causa delle temperature più miti, questo problema si è manifestato in misura minore, le alte temperature del Bahrain (più simili a quelle che il Circus incontrerà durante la stagione) hanno messo a dura prova l’impianto frenante della MCL36.

Dopo aver isolato il problema in Bahrain, gli uomini McLaren hanno già escogitato una soluzione in vista della gara di questo fine settimana. Trattasi di una protezione del disco più grande, realizzata in maniera artigianale grazie a lamiere di metallo. Le differenze non riguardano esclusivamente la forma (che come si può apprezzare nelle foto è differente), ma anche la scelta di materiale. La protezione metallica, infatti, facilita il trasferimento termico tra freni, cerchioni e pneumatici, risolvendo quindi il problema di surriscaldamento accusato in Bahrain. Per questioni di peso, tuttavia, il team di Woking dovrebbe montare una versione in fibra di carbonio al posto di quella provvisoria in metallo.

Freni McLaren MCL36
A destra, in rosso: vecchia copertura in fibra di carbonio
A sinistra, in blu: nuova copertura metallica (provvisoria) scollegata dal condotto dell’impianto di raffreddamento (in verde)

 

Un’occhiata agli altri team

Anche Red Bull ha adottato una soluzione simile alla McLaren, pur non riscontrando problemi simili ai freni. Gli austriaci, infatti, hanno scelto un materiale differente per la copertura, provvedendo ad isolare in maniera efficace la copertura stessa; in questo modo il team di Milton Keynes ha reso più efficiente la dissipazione del calore dall’impianto frenante.

Freni Red Bull RB18
Freni Red Bull RB18 (via Albert Fabrega)

Alpine, invece, ha adottato una soluzione differente rispetto a quella vista su McLaren e Red Bull. I costruttori francesi hanno montato la pinza del freno nella parte anteriore del mozzo, accompagnata da quattro fessure a forma di goccia che consentiranno il passaggio del calore respinto dal disco del freno.

Freni Alpine A522
Freni Alpine A522. Sulla copertura in carbonio sono visibili le quattro fessure a goccia
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