Freni, sterzo e pompa del carburante: questa Red Bull è un rebus

Freni, sterzo e pompa del carburante: questa Red Bull è un rebus

21 Marzo 2022 0 Di Ivan Mancini

Nonostante un weekend promittente, la scuderia di Milton Keynes è tornata a casa con un doppio zero. Tanti problemi per le due monoposto austriache: cosa succede?
 

Non di certo un inizio di stagione favorevole per Red Bull. La scuderia austriaca ha vissuto un autentico dramma sportivo in Bahrain, esserndo stata costretta a ritirare entrambe le vetture a poche tornate dal termine della gara per problemi tecnici. Un doppio DNF che pesa alle tasche della Red Bull, che per tutto il weekend si è rivelata una delle scuderie più in forma della griglia. Ma cos’è successo alle due vetture di Milton Keynes?

 

Pompa del carburante

L’ipotesi che nelle ultime ore sta acquisendo sempre più credito è che le Power Unit di entrambe le monoposto fossero a corto di carburante. Il tutto nonostante nei serbatoi ci fosse una quantità di benzina sufficiente a coprire l’intera gara.

In parole povere, qualcosa nel sistema di alimentazione delle RB18 si è guastato a gara in corso, compromettendo la corretta erogazione di carburante. Le attuali monoposto di Formula 1 sono formate da un sistema di alimentazione che comprende tre pompe. La prima, detta pompa di sollevamento (a bassa pressione), porta il carburante dal serbatoio fino alla seconda pompa, detta pompa centrale, che innalza la pressione del carburante. La terza ed ultima pompa porta il carburante da un collettore fino agli iniettori.

Una falla ad una di queste tre pompe – ipotesi avanzata da Helmut Marko – sigificherebbe privare fisicamente la Power Unit della giusta quantità di benzina. Ovviamente questo ha ripercussioni gravi sul comportamento del motore a combustione interna (ICE) che, privo della corretta quantità di combustibile, perde notevolmente in termini di rendimento. Lo stesso Verstappen ha lamentato via radio diversi cali di potenza poco prima del ritiro, invocando aiuto al proprio ingegnere di pista.

In un primo momento il muretto Red Bull ha tentato di arginare il problema cambiando mappatura. Ricordiamo che, in seguito alla direttiva tecnica FIA che vieta l’utilizzo del Party Mode (possibilità di cambiare mappatura del motore a combustione interna), le uniche mappature modificabili a gara in corso sono quellle della componente ibrida. Ne consegue quindi che gli uomini Red Bull hanno lavorato sull’ERS della monoposto di Verstappen, nel tentativo di colmare con l’elettrico la potenza persa con il motore termico. Ciò ovvisamente ha messo a dura prova le batterie della componente ibrida che, dovendo fornire più energia, hanno prolungato il propio tempo di ricarica. Per tale motivazione, durante le fasi finali della gara, le luci posteriori della Red Bull di Verstappen sono rimaste accese più tempo del solito. Il lampeggiamento di queste luci, tra le varie cose, indica proprio che la vettura è in fase di ricarica.

Luci posteriori Mercedes W09

 

Di chi è la colpa?

Secondo quanto affermato da Horner, l’origine del problema è attribuibile ad una pompa del sistema di alimentazione. “Quello che sospettiamo è che entrambe le auto hanno avuto problemi con la pompa del carburante. Ma la pompa del carburante non è prodotta nei nostri stabilimenti, dobbiamo solo prenderla. E non abbiamo mai avuto questo problema prima, questa è la cosa strana” ha detto Marko ai microfoni di Motorsport.com.

In virtù del budget cap, infatti, il sistema di alimentazione delle monoposto è stato standardizzato. Molti componenti (pompa ad alta pressione, pompa centrale e i vari sensori) sono forniti da aziende che nel dicembre 2019 hanno vinto l’apposita gara di appalto bandita dalla FIA. In particolar modo, la pompa ad alta pressione e le tubazioni sono forniti dalla tedesca Bosch, mentre la pompa centrale è prodotta da Magneti Marelli.

Il regolamento sportivo, tuttavia, consente l’utilizzo di alcuni OSC (Open Source Component, componenti open source) che i vari team possono sviluppare in maniera autonoma. La condizione necessaria è che le varie squadre devono garantire la trasparenza dei progetti, mostrandoli anche ai rivali. La pompa di sollevamento rientra in questi OSC ed un suo eventuale guasto potrebbe avere conseguenze simili a quelle viste sulle Red Bull. Non è detto, quindi, che i problemi riscontrati da Verstappen e Pérez riguarderanno tutte le scuderie.

 

Freni e sterzo

Verstappen ha anche avuto problemi con lo sterzo. In regime di safety car, lo sterzo della Red Bull ha manifestato un’insolita rigidità che l’olandese ha prontamente manifestato alla squadra, temendo un guasto all’idroguida. Horner ha tuttavia confermato che la colpa era di un’asta che si è piegata quando il team ha lasciato cadere l’auto RB18 durante il pit stop.

Inoltre, Verstappen ha rivelato di soffrire di surriscaldamento dei freni durante tutto il Gran Premio. Il campione del mondo in carica è stato costretto a varie manovre di “lift and coast” (sostanzialmente, alzare il pedale dell’acceleratore senza frenare) per preservare la funzionalità dell’impianto frenante. Ciò ovviamente ha compromesso la sua gara e le sue possibilità di vittoria. “Abbiamo avuto una buona velocità per tutta la gara. Ma dopo ho avuto quel problema allo sterzo, e anche i freni si stavano surriscaldando. Dopo la lotta con Charles ho dovuto lasciarlo andare” ha ammesso Verstappen.

Verstappen Red Bull
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