Horner: “La strategia aggressiva che voleva Max non avrebbe pagato”

Horner: “La strategia aggressiva che voleva Max non avrebbe pagato”

21 Marzo 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

Il team principal di Red Bull è sicuro quando afferma che anche con la strategia aggressiva proposta da Verstappen, l’olandese non sarebbe comunque riuscito a tenere dietro Leclerc.

Il 2022, per Red Bull, non è certamente partito nel migliore dei modi. Sia Max Verstappen che Sergio Perez sono stati obbligati a ritirarsi da una pompa benzina che non funzionava correttamente e che ha fatto spegnere entrambe le power unit nel giro di pochi giri dopo la ripartenza per Safety Car. Fino a quel momento il team austriaco era in lizza per la vittoria con il campione in carica, e per un podio con Checo che tallonava da vicino Carlos Sainz. Oltre a ciò, però, a Verstappen non è affatto piaciuta la strategia di gara.

La frustrazione di Max per la strategia

Max nel post-gara si è mostrato dubbioso verso la strategia adottata dal muretto Red Bull e convinto che si sarebbe potuto ottenere di più seguendo una strategia più aggressiva, sempre al netto dei problemi meccanici. Un certo dissenso verso la strategia del team di Mateschitz che l’olandese ha palesato via radio dopo il secondo tentativo, andato a vuoto, di guadagnare la posizione su Leclerc con l’undercut.

“Ok, questa è la seconda volta che me la prendo comoda nell’outlap, quando avrei potuto facilmente essere davanti, non lo farò mai più” ha urlato Max contro l’incolpevole ingegnere di pista Giampiero Lambiase, che aveva chiesto al pilota di non strafare dopo l’uscita dai box, per portare “gentilmente” in temperatura gli pneumatici. Una mossa che non è piaciuta al campione del mondo 2021, convinto fermamente che un outlap più aggressivo avrebbe pagato di più.

Verstappen all’attacco su Leclerc

Horner: “Ferrari aveva un miglior passo”

Non è dello stesso avviso il team principal Christian Horner, che ha sottolineato come una diversa strategia non avrebbe comunque rimescolato le carte in tavola: “Innanzitutto, penso che il passo non sia stato quello che speravamo, comparato a quello del venerdì. Ma queste cose capitano. Eravamo secondi e abbiamo anche lottato per alcuni giri con Charles. È vero che forse potevamo essere un po’ più aggressivi negli outlap per stare davanti. Ma non puoi mai sapere cosa può capitare”.

Horner poi, è sceso nel dettaglio del suo discorso. “Il problema sta sempre nel trovare un equilibrio: la prestazione che estrai dalla gomma all’inizio dello stint poi la paghi alla fine dello stesso stint. Penso che probabilmente abbiamo sottovalutato l’undercut. Ma la Ferrari oggi aveva un miglior passo, e se fossimo riusciti a guadagnare la posizione ci avrebbero poi sorpassato comunque. Quindi alla fine è stata una questione di passo, non di strategia”.

Una RB18 troppo gentile

Parole molto oneste di Horner, che non punta il dito contro una strategia sbagliata, ma piuttosto sulla mancanza di passo rispetto agli avversari del Cavallino. La rossa, infatti, è riuscita ad utilizzare meglio le mescole, soprattutto le soft, mandandole meglio in temperatura. La RB18 si è dimostrata durante i test e le libere molto più gentile con le gomme della F1-75, ma ha pagato questa caratteristica con l’abbassamento, inaspettato, delle temperature sul circuito bahrainita.

La nuova monoposto austriaca, si è quindi trovata in una condizione di degrado termico. Significa che Max e Checo riuscivano a scaldare bene solamente la superficie della gomma, ma l’interno rimaneva freddo. Una condizione che alla lunga fa perdere grip soprattutto all’anteriore. Ecco dunque spiegata la mancanza di passo dei rivali della Ferrari, con quest’ultima che ha sfruttato il suo essere un po’ più aggressiva sulle coperture per tenerle nella finestra ideale senza farle raffreddare troppo.

Un’indicazione di una differenza sostanziale tra i due progetti che aggiunge ulteriore pepe ad una sfida che sembra già accesa tra i due team. La RB18 sembra essere avvantaggiata in vista degli appuntamenti più “caldi” come Barcellona, Miami o Australia, ma sicuramente Ferrari lavorerà per limitare il degrado. La lotta, anche tra ingegneri, è più viva che mai.

+ posts