Esplosioni a Jeddah: novità, minacce e l’opinione dei piloti

Esplosioni a Jeddah: novità, minacce e l’opinione dei piloti

26 Marzo 2022 0 Di Francesco Zilli

Durante la giornata di ieri è scoppiato un incendio presso un deposito petrolifero a circa 20km dal circuito. Le esplosioni sono state provocate da missili diretti al sito petrolifero di Aramco vicino Jeddah, partner ufficiale della F1. L’attacco è stato rivendicato dai ribelli Houthi dello Yemen.

Al termine della giornata di ieri, Stefano Domenicali, insieme ad altri dirigenti, ha incontrato i team principal per discutere sul da farsi. L’esito di questa riunione non ha lasciato dubbi: il weekend può proseguire senza alcun problema. Dopo lunghe discussioni con le autorità locali, ministri, capi squadra (e non poche pressioni da parte degli sponsor) si è giunti alla conclusione che l’evento può svolgersi con la massima sicurezza

Formula 1 su Twitter: “Joint statement on the Saudi Arabian Grand Prix https://t.co/xsyYpvVmhB” / Twitter

I dubbi di alcuni piloti:

Nonostante le rassicurazioni da parte dei team, non tutti i piloti erano d’accordo con la decisione presa dalla FIA. Di questo gruppo fanno parte Lewis Hamilton e Sergio Perez, fortemente contrari a continuare a correre a Jeddah.

Durante la notte italiana si sono svolti altri incontri tra team, piloti e dirigenti, giungendo alla conclusione che il Gran Premio dell’Arabia Saudita si disputerà come già deciso nel pomeriggio. Non è stata una soluzione semplice quella trovata tra piloti e organizzatori però.

riunione piloti
La riunione svolta nella notte

L’ipotesi che i piloti contrari potessero boicottare il GP e non prenderne parte era molto accreditata. Tutto questo avrebbe causato enormi conseguenze dal punto di vista economico e di immagine. Piloti del calibro di Hamilton hanno una fortissima influenza sull’opinione pubblica, e la sua assenza durante la gara avrebbe fatto discutere non poco sulla decisione presa dalla FIA.

Ma c’è di più. Secondo alcune fonti pare che le autorità abbiano chiesto ai piloti di non parlare riguardo ciò che accade fuori dal circuito per evitare ripercussioni da parte delle autorità arabe. Inoltre pare che i piloti che avrebbero boicottato il Gran Premio sarebbero dovuti rimanere in Arabia Saudita e costretti a non lasciare il paese. Sembra quindi che i piloti non abbiano preso questa decisione perchè convinti della sicurezza dell’organizzazione ma più per minacce di ripercussioni con le autorità.

Il comunicato ufficiale:

Il GPDA (Grand Prix Driver Association) questa mattina ha pubblicato un comunicato, dicendo che guidare tra i muretti del circuito ad altissime velocità e vedere una colonna di fumo in lontananza è stato difficile. La consapevolezza delle esplosioni poco lontano da Jeddah ha abbassato la concentrazione al volante. Nonostante le difficoltà della giornata di ieri, tutti i piloti oggi scenderanno in pista per qualificarsi per la gara di domani, sperando che questo Gran Premio passi alla storia non per ciò che succede fuori dalla pista ma per ciò che accade sul tracciato.

comunicato piloti

GP in Arabia Saudita: è la scelta giusta? Le parole di Vettel (fuoripista.net)

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