Sarebbe giusto penalizzare chi provoca bandiere in qualifica?

Sarebbe giusto penalizzare chi provoca bandiere in qualifica?

15 Giugno 2022 0 Di Alessio Donzelli

Dopo l’errore di Alonso in Q1 a Baku si è riaperto il dibattito sulle penalità per i piloti che provocano bandiere rosse o gialle in qualifica: ecco cosa ne pensano i piloti.

Durante l’ultimo tentativo del Q1 a Baku Fernando Alonso è finito lungo in curva 15. Perciò è stata esposta la bandiera gialla e i piloti che si trovavano dietro di lui hanno dovuto alzare il piede. Albon ha protestato contro questa mossa, credendo che l’abbia fatto apposta, per evitare che gli altri piloti potessero superarlo. In effetti guardando la telecamera on board di Fernando è chiaro che perlomeno non abbia fatto di tutto per evitarlo.

Al che ci si chiede: una mossa del genere merita una penalità? Non è di certo la prima volta che succede una cosa di questo tipo, basti pensare a Schumacher a Monaco nel 2006, che ricevette una penalità per averla parcheggiata alla Rascasse; o a Rosberg sempre a Montecarlo 8 anni dopo, che ostacolò Hamilton finendo lungo alla Mirabeau.

In altri casi è capitato, come a Leclerc a Monaco lo scorso anno, di finire a muro in qualifica danneggiando notevolmente la macchina (tanto da non partire il giorno dopo), in cui è difficile pensare che l’abbia fatto volontariamente. Casi simili ad esempio l’incidente di Perez due gare fa nel Principato o di Norris a Imola.

Sarebbe giusto penalizzare chi provoca bandiere in qualifica?

Il dibattito è quindi più che aperto e molti piloti hanno detto la loro. Tra questi Alonso, che addirittura accenna ad un cambio di format per le qualifiche. “Dobbiamo fare attenzione a molte cose, ma in linea generale sono favorevole. Soprattutto in qualifica dovrebbe essere differente. Abbiamo a che fare con problemi di giri lenti, di tempi minimi da rispettare, di traffico all’ultima curva, di scie. Dovremmo pensare ad un altro format per le qualifiche”, ha detto a Motorsport.com.

Lando Norris è invece convinto che sia necessaria una distinzione tra chi provoca la bandiera volontariamente e chi involontariamente. “Penso che ci sia una differenza tra chi commette un errore rispetto a chi lo fa ovviamente di proposito. Soprattutto quando si è a un secondo e mezzo dal giro di lancio”.

L’inglese crede anche che l’opinione dei vari piloti sia diversa in base a chi ne subisce le conseguenze. “Lo dici sempre finché non sei tu a fare qualcosa di sbagliato. E allora pensi: ‘Oh, vorrei che quella regola non fosse stata introdotta’, perché hai fatto un semplice errore, come quando sono andato in testacoda a Imola”, ha continuato.

“Vorrei che non ci fossero regole, ma ovviamente quando sei tu il pilota danneggiato vorresti che ci fosse una regola. Prima o poi qualcuno ci rimette. Naturalmente, le persone che si fanno sentire di più sono quelle che non hanno ancora commesso un errore”.

Sarebbe giusto penalizzare chi provoca bandiere in qualifica?

La proposta di Ricciardo è invece quella dei tempi cancellati. “È difficile perché ogni incidente sarà probabilmente un po’ diverso. Ma a meno che tu non abbia distrutto l’auto, se si tratta solo di un errore minimo o qualcosa del genere allora penso che si dovrebbe considerare l’idea di una penalità. Forse una cancellazione del tempo potrebbe essere una buona soluzione”, ha spiegato Daniel.

Infine Ocon sostiene che sia giusto dare penalità, in particolare quando si tratta di circuiti cittadini. “Penso di sì, perché a Monaco e a Baku ho sofferto per questo in qualifica. Probabilmente la gente farebbe più attenzione se venisse penalizzata. Sarei sicuramente a favore di un cambiamento almeno per i circuiti cittadini”.

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