In Francia si è capito una volta ancora il leitmotiv della stagione: gli errori della Ferrari sono le gioie di Verstappen.
Il Gran Premio di Francia al Paul Ricard non rimarrà di certo negli annali come una gara avvincente ma, per quanto riguarda i vertici della classifica, ha rimarcato il concetto chiave di questa stagione. La Ferrari non riesce ad avere un weekend privo di errori e ad approfittarne è sempre Verstappen.
Cambiano le cause ma Leclerc continua a perdere punti

“Colpa mia l’incidente. Se perderò il titolo per 32 punti, saprò da dove vengono” ha commentato così Charles Leclerc dopo la delusione di Le Castellet. I 7 punti persi ad Imola e i 25 finiti contro il muro domenica scorsa derivano infatti da errori del monegasco, ma purtroppo sfortuna, affidabilità e strategie sbagliate hanno infierito ancora di più.
A Barcellona e Baku, difatti, Charles ha visto andare in fumo due probabili trionfi insieme al motore della sua F1-75. A Montecarlo e Silverstone, invece, la Ferrari ha fatto perdere al numero 16 altre due vittorie con errori strategici che stanno pesando enormemente su questo mondiale.
Verstappen approfittatore seriale dei mali altrui

In tre occasioni su quattro, poi, ad approfittarne è stato Max Verstappen che ha colto due vittorie e un podio in gare dove sembrava in difficoltà. Se a Baku l’olandese se la stava giocando con Leclerc, infatti, la stessa cosa non si può dire per le gare in Spagna e a Monaco.
Quando la F1-75 numero 16 si è rotta in Catalogna, Verstappen era reduce da un’uscita di pista e faticava a sorpassare la Mercedes di George Russell per la seconda piazza. Nelle strade del principato, invece, il campione del mondo in carica si trovava addirittura quarto, dietro ai due ferraristi e al compagno Perez.
Diversamente, Silverstone è stata una gara da dimenticare per entrambi i contendenti al titolo. Sì perché, se Leclerc si può lamentare di una strategia che di certo non lo ha favorito, Verstappen ha avuto ancora più sfortuna. Dopo essere passato in testa, infatti, la sua RB18 è stata ferita da un detrito di un’Alpha Tauri e Max è riuscito a portare a casa solo un misero settimo posto.
L’affidabilità centra poco: le colpe sono di pilota e squadra

Togliendo i ritiri dovuti all’affidabilità (due per ogni pilota Red Bull e Ferrari) si evince chiaramente come l’annata di Verstappen sia pressoché perfetta. Apparte il piccolo errore di Barcellona accennato sopra, l’olandese non sta sbagliando nulla e sta correndo da vero campione, sapendo quando poter attaccare e viceversa accontentandosi di un piazzamento quando la giornata sembrava storta.
Già dal 2019, Max non è più il pilota troppo aggressivo che era agli inizi, anche se nel duello con Hamilton dell’anno scorso ha spesso e volentieri oltrepassato il limite. Quest’anno, però, ha eliminato ogni piccolo difetto dalla sua guida e ne sta vedendo i frutti: primo con 63 lunghezze di vantaggio su Leclerc.
Parlando del monegasco, la sua abitudine a cedere sotto pressione è tornata nel momento peggiore. L’avevamo visto nel 2019, quando con un errore a Baku si era privato di una pole già scritta e con un lungo in Germania aveva detto addio ad un possibile podio.
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore

Negli anni scorsi, paradossalmente, i mezzi mediocri di cui disponeva lo hanno fatto maturare enormemente e il 2022 stava facendo vedere un Leclerc in stato di grazia. L’errore a Imola gli aveva infatti sì precluso il podio ma i punti persi erano stati solamente 7 e l’episodio isolato non si era poi mai più verificato.
In Francia, invece, ecco il primo grande errore dell’anno, colpa non dell’acceleratore come ipotizzato all’inizio ma del pilota al 100%. Ciò non toglie che Leclerc sta facendo un’ottima stagione in termini di rendimento e performance ma, come evidenziato da lui stesso dopo la gara, “essere ad un alto livello non serve a niente se poi si commettono questi errori”.
Per sua fortuna, la prossima occasione di riscatto è fra meno di una settimana in Ungheria, su una pista molto favorevole alla Ferrari e con cui Charles ha un conto in sospeso, essendo stato eliminato in partenza da Stroll l’anno scorso. Non c’è tempo per piangersi addosso, è tempo di tornare in pista e vincere.

