Dopo la vittoria schiacciante di Ferrari alla 6h del Fuji, Michael Christensen si dice “non ottimista” per le speranze mondiali di Porsche.
Impossibile essere ottimisti dopo lo strapotere dimostrato dalle Ferrari durante l’ ultimo appuntamento del campionato WEC sul tracciato del Fuji; a sostenerlo è Michael Christensen, pilota della Porsche n.92 che si trova ora a 11 lunghezze in classifica mondiale dalla Ferrari n.51 di Pier Guidi e Calado.
L’auto migliore del team tedesco ha infatti terminato la gara di endurance al terzo posto, accusando un ritardo di ben 31.6 secondi dalla vettura vincente condivisa da Alessandro Pier Guidi e James Calado, perdendo così punti importanti in ottica iridata.

Davanti alle vetture di Stoccarda, che prima di questo appuntamento erano staccate dalla Ferrari n.51 di soli 1 e 2 punti in classifica mondiale, si è piazzata anche l’altra auto del Cavallino Rampante, la n.52 di Antonio Fuoco e Miguel Molina che hanno potuto fare da scudieri ai compagni di team.
Nonostante la pole position fatta segnare sabato da Christensen, il pilota danese ha ammesso fin da subito che la Ferrari lo preoccupava, in quanto a causa della giornata insolitamente calda del Fuji, il degrado degli pneumatici sembrava colpire maggiormente le Porsche.
“Abbiamo potuto vedere che la Ferrari era forte durante le prove libere” ha affermato Christensen “la pole era importante per noi in termini di punti e per poter partire davanti, ma eravamo comunque scettici perché abbiamo visto quanto loro fossero forti nei long run”.
Ai microfoni il pilota di Porsche è apparso piuttosto sconsolato: “ad essere onesti è frustrante quando senti di non avere possibilità. Abbiamo provato di tutto, siamo partiti con gomme morbide come loro, ma abbiamo avuto un enorme degrado mentre loro hanno continuato tranquillamente. Non so se questo è dovuto al fatto che loro non avevano bisogno di spingere a differenza nostra, non ne ho idea, ma noi eravamo al limite”.
Riguardo alle sue possibilità di conquista del titolo e di quelle del compagno Kevin Estre, il danese ha aggiunto “riguardo alla nostra possibilità di vittoria rispetto alla loro, non è sicuramente una situazione piacevole; dobbiamo continuare a lavorare e cercare di capire dove possiamo migliorare, è necessario correre al meglio delle nostre possibilità e sperare che la fortuna sia dalla nostra parte”.
“Non ci aspettiamo grossi cambiamenti di prestazione in Bahrain, sappiamo quanto loro sono forti su quel circuito. Al momento è molto difficile essere ottimisti.”

Pier Guidi e Calado hanno ottenuto la loro seconda vittoria della stagione conquistando uno splendido 1-2 Ferrari davanti ai compagni di team Miguel Molina e Antonio Fuoco, nonostante un primo stint di gara nel quale Calado con la n.51 ha dovuto cedere il passo a Kevin Estre prima di poter riconquistare la testa della gara.
“Ho avuto una bella partenza, Kevin ha sbagliato con l’acceleratore e ne ho approfittato per passarlo” ha detto Calado durante le interviste di rito “ho provato a gestire le gomme perché dalle prove sapevamo che loro avevano più degrado. Ho gestito molto e quindi lui mi ha ripassato, ma subito dopo ha iniziato ad avere problemi con gli pneumatici, così ho spinto e alla fine sono riuscito a sorpassare con una bella manovra in curva 1, da lì in poi siamo riusciti a rimanere in testa per quasi tutta la gara”.
Pier Guidi ha aggiunto che “la macchina andava forte e abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Abbiamo fatto delle buone scelte in termini di gomma e siamo stati molto costanti nei nostri stint, questa è stata la chiave”.
La sfida fra Ferrari e Porsche è quindi rimandata al 12 di novembre per una 8h del Bahrain che si preannuncia ancora una volta una gara tutta da vivere.


