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Alla faccia della regionalizzazione: il calendario 2023 uno schiaffo alle parole.

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L’annuncio del nuovo calendario per la stagione 2023 di Formula 1 ha già creato parecchi malumori tra i fan. Tutti si aspettavano una migliore distribuzione dei vari Gran Premi, una regionalizzazione del calendario che si è materializzata nel nulla.

Per citare una sorta di Vate mi verrebbe da dire.. “All’inizio pensavo di fare un’editoriale così, mi mettevo davanti alla camera, poi dicevo: ‘La regionalizzazione del calendario in F1, AHAHAHHAHAHAHAH’. ‘Un calendario senza giri strampalati, AHAHAHAHHAH’. ‘Tre Gran Premi negli Stati Uniti, AHAHAHHAHAHAH’. Ma c’è poco da ridere invece, c’è pochissimo da ridere.”

Con questo calendario la Formula 1 perde l’ennesima occasione per fare qualcosa di seriamente concreto. Tanti, forse fin troppi i punti che non tornano a livello logistico. Partiamo dall’inizio: 30 Aprile a Baku, 7 Maggio a Miami. L’articolo, in linea di massima, si potrebbe già concludere qui.

Gran Premio di Spagna fissato il 4 Giugno. In piena estate. Due settimane più tardi si vola in Canada per una singola tappa. Altre due settimane di stop per poi tornare in Europa. Dal Giappone (24 Settembre) si torna in Medio-Oriente per il Gran Premio del Qatar (8 Ottobre). Medio-Oriente dove vengono disputate le prime gare della stagione. Dulcis in fundo: 18 Novembre a Las Vegas, 26 Novembre ad Abu Dhabi.

L’annuncio del nuovo calendario per la stagione 2023 di Formula 1 ha già creato parecchi malumori tra i fan. Tutti si aspettavano una migliore distribuzione dei vari Gran Premi, una regionalizzazione del calendario che si è materializzata nel nulla.

È stato stilato il calendario più lungo della storia della Formula 1: 24 gare, si partirà il 5 Marzo e si terminerà il 26 Novembre. Ci saranno la bellezza di due triple-header e cinque back-to-back.

C’è una promessa, una volontà, un’intenzione che però dai vertici non è stata mantenuta: la regionalizzazione del calendario. Si era parlato molto a giugno proprio di questo aspetto e di come fosse importante re-organizzare il calendario al fine di poter visitare determinate macro-zone una sola volta per evitare spostamenti ripetitivi che non fanno altro che danneggiare l’ambiente.

“Penso che se guardi il calendario, abbia senso raggruppare insieme alcune gare. Che si tratti di alcune gare americane, di alcune gare asiatiche, dell’Europa, ovviamente. Parte del calendario di quest’anno, quando guardi la sua geografia, dall’Azerbaigian a Montreal, andando in Australia per un fine settimana, è troppo costoso. Quindi penso che Stefano sia in sintonia con questo, ma ovviamente ha molte sfide con i diversi promotori per ottenere il calendario che desideri” commentava Christian Horner pochi mesi fa.

Praticamente tutti i team principal si aspettavano una regionalizzazione del calendario, perché va inevitabilmente ad incidere sul budget cap. Meno spese per le trasferte equivalgono inevitabilmente a maggiori risorse per gli sviluppi.

Un altro aspetto da non sottovalutare è il fatto di avere un numero spropositato di gare: con 24 gare all’attivo è estremamente probabile che si ripeta un 2022 2.0, con 5/6 weekend al termine della stagione che valgono quasi come il 2 di coppa quando bastoni è briscola. Non sempre ti va bene e ti ritrovi un gioiello come la stagione 2021 tra le mani.

Ultimo ma non per importanza: inizia a girare sui vari social una gaffe che la FIA e Liberty Media potrebbero aver commesso. Attualmente, il Gran Premio del Belgio è fissato nella stessa data (weekend del 30 Luglio) in cui è prevista la 24 Ore di Spa-Francorchamps, organizzato dal GT World Challenge. Chissà..

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