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FIA 2022: poco spettacolo, parola di Ocon

Per il pilota francese i risultati delle gare di quest’anno sono più prevedibili rispetto agli anni precedenti. La motivazione risiede nelle scelte fatte dalla nuova direzione gara.

Michael Masi non è più direttore di gara. La sua rimozione dalla FIA è stata quasi obbligata a seguito dello spinoso avvenimento di Abu Dhabi che ha visto il mondiale assegnato all’olandese Verstappen. Una sfiducia nella FIA era emersa e solo il suo licenziamento avrebbe potuto lenirla. Al suo posto, non uno, bensì due nuovi personaggi, Niels Wittich e Eduardo Freitas. Una gestione gara, la loro, che ha certamente mostrato molti punti di distacco rispetto alla precedente di Masi. Primo fra tutti il desiderio di rispettare rigorosamente il regolamento. Evoluzione quasi logica viste le critiche emerse l’anno passato. Ma dietro a questa nuova metodologia di lavoro si nasconde altro?

Il fantasma di Abu Dhabi sulla FIA

Il risultato alterato nella gara finale dello scorso anno, sembra gravare inesorabilmente su questa stagione.  La FIA oggi sembra voler evitare il più possibile elementi che possano ribaltare il risultato delle gare. Si preferiscono, quindi,  safety car alle bandiere rosse; si prendono decisioni inconcludenti post gara; si fanno attendere i controlli sul rispetto del budget dello scorso anno. Una gestione che sembra non voglia dare strattoni ma che, ugualmente, modifica e rallenta l’andamento delle corse.

La FIA cerca di standardizzare il risultato di uno sport che ha l’imprevedibilità nel suo DNA. La F1, infatti, è fatta di sviluppo della macchina, tempi sul giro ma anche di imprevisti che creano opportunità strategiche e spettacolo. Ed è proprio la gestione di questi da parte delle squadre che spesso assegna la vittoria la domenica. Ogni team deve essere rapido a reagire e approfittare di un’occasione per vincere anche lui il Gran Premio. E mentre tutta questa prontezza è richiesta alle squadre, la FIA sembra andare alla sua velocità di crociera e non volerla aumentare.

Le parole di Ocon sulla gestione FIA

In una Formula 1 che è alla ricerca dello spettacolo questa lentezza non aiuta. Si cercano metodi per attirare l’attenzione su questo mondo. Si propongono iniziative come le Sprint Race per coinvolgere i tifosi. Ma per piloti di centro griglia, come Esteban Ocon, le soluzioni sono a portata di mano.

“La Formula 1 senza ripartenze, con differenti scelte della FIA, dà meno opportunità di farlo quest’anno” spiega il pilota Alpine a Motorsport, quando gli viene chiesto il perché lui e Fernando Alonso non sono in grado di ripetere i podi dello scorso anno, nonostante la macchina sia migliore. “Sono gare più standard, come era nel passato. “

“Non è una critica, ma, come abbiamo visto nel 2020 e nel 2021, la bandiera rossa ha messo un sacco di pepe alle gare, dando opportunità di podi e vittorie ai team di metà schieramento.”

Fia 2022: poco spettacolo, parola di Ocon

Il pilota francese, non essendo il possessore di un auto alla pari dei top team, cerca di portare acqua al suo mulino, vedendo nella bandiera rossa l’occasione per mescolare le carte. È vivo in lui, infatti, il ricordo del successo in Ungheria nel 2021, avvenuto proprio grazie ad essa.

Certo, non si possono sicuramente sventolare bandiere rosse per movimentare la gara, ma le parole del francese fanno riflettere. Mentre Masi cercava di velocizzare il più possibile il ritorno in condizioni adatte alla gara, l’odierna gestione sembra più preoccupata a rispettare il regolamento a discapito dell’intrattenimento.

Il rispetto pedissequo delle regole e il timore di ribaltare ancora un risultato stanno forse limitando le decisioni di gara, non consentendo di fare scelte veloci ma anche audaci. Ciò si riflette su una gestione che penalizza le ripartenze, favorendo, invece, gare carenti di colpi di scena e di occasioni per il centro gruppo.

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