Verstappen GP Giappone

F1 | GP del Giappone: Max Verstappen è campione del mondo

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Max Verstappen vince in Giappone e conquista il secondo titolo mondiale; a completare il podio Leclerc e Pérez. Polemiche per la direzione gara: ben due trattori in pista con le vetture.
 

Pregara

Come ampiamente previsto dai radar meteo, una leggera pioggia si abbatte sul circuito di Suzuka ad un’ora dall’inizio della gara. Con il passare del tempo la precipitazione comincia ad intensificare ed i piloti ripiegano sulle gomme intermedie, anche se la mescola verde non sembra essere il giusto compromesso per le condizioni dell’asfalto. Nel mentre la direzione gara conferma la standing start, reputando sicura la partenza dalla griglia.

  

Partenza e bandiera rossa

Buona partenza di Charles Leclerc che, nonostante il vistoso pattinamento della gomma, prova ad insidiare la prima posizione di Max Verstappen. L’olandese, tuttavia, riesce a difendere la leadership della gara dagli attacchi del pilota monegasco.

Ottima partenza anche per Sebastian Vettel, che riesce a controllare la vettura nonostante , ma un contatto con un incolpevole Alonso lo costringe al testacoda. Vettel rientra in ventesima ed ultima posizione, lamentando una sbagliata scelta delle gomme e pianificando un prematuro pit stop per montare gomma full wet. Rimanendo in casa Aston Martin, ottima partenza anche per Lance Stroll: il canadese, che allo spegnimento dei semafori era in ultima posizione, riesce a risalire fino all’undicesima piazza, portandosi a ridosso della zona punti.

Disastro per Carlos Sainz. Il pilota spagnolo perde il controllo della propria Ferrari al tornantino di Suzuka (curva 11) e finisce parzialmente fuori pista. Il pilota spagnolo è illeso, ma la dinamica dell’incidente sarebe potuta essere ben peggiore dato che nessun pilota, per via della scarsa visibilità, ha alzato il piede transitando vicino la vettura numero 55.

Nella confusione dell’impatto, la Rossa di Sainz falcia un cartellone pubblicitario a bordo pista. Il cartellone entra pericolosamente in traiettoria, sfiora Hamilton e va a colpire l’ala anteriore di Gasly, che è quindi costretto ad un pit stop per riparare il danno e per montare gomma X-wet. Nel giro di rientro in pista, tuttavia, il pilota francese incontra un trattore in pista, per giunta non segnalato via radio.

Gasly furioso nel team radio dopo la presenza (non segnalata) di un trattore in pista

Gasly è furibondo, come del resto anche il resto della griglia e non: le immagini sono raccapriccianti se si pensa che qui a Suzuka, non molti anni fa, Jules Bianchi ha perso la vita per una dinamica simile.

Il disappunto di Philippe Bianchi, padre di Jules

La mancanza di visibilità è evidente, così come l’impraticabilità della pista dovuta all’eccesso di acqua. Pertanto, dopo appena due tornate, la direzione gara annuncia bandiera rossa e la gara viene momentaneamente sospesa. I piloti entrano ai box ed attendono un miglioramento delle condizioni meteo e un’evoluzione dell’asfalto, mentre la Medical Car entra due volte in pista per verificare la tenuta del circuito. La ripresa della gara è prevista per le 7:50 e con partenza in regime di rolling start, ma le condizioni meteo non accennano a migliorare e la ripartenza viene quindi ulteriormente rimandata.

Nel mentre Pierre Gasly viene posto sotto investigazione, reo di aver concluso troppo velocemente il giro sotto bandiera rossa, sfiorando i 250 km/h.

 

Ripartenza

Dato un miglioramento delle condizioni meteo, la direzione gara annuncia la ripresa del GP del Giappone. La procedura di partenza, prevista per le 9:15, verrà gestita in regime di rolling start e quindi le vetture sono obbligate a scendere in pista con gomma full wet. Contando il tetto massimo delle 3 ore, la gara avrà una durata complessiva di 47 minuti.

La Safety Car entra in pista e così anche i piloti, che confermano un miglioramento della visibilità e delle condizioni dell’asfalto. Questo, perlomeno, nelle prime posizioni, poiché nelle retrovie la visibilità è ancora un problema non di poco conto, come confermano Ricciardo (ottavo) e Bottas (quattordicesimo).

Dopo due giri di estenuante attesa, la Safety Car rientra finalmente in pit lane e la gara ha quindi inizio. Partenza ottima di Verstappen, che riesce a mantenere la prima posizione difendendosi da Leclerc. Entrano subito ai box Latifi e Vettel, in fondo allo schieramento, che tentano l’azzardo montando gomma intermedia. A 37 minuti dal termine della gara anche Norris e Bottas provano il jolly, considerando che la gomma di Vettel sembra funzionare in maniera eccellente.

L’intuizione di Vettel si conferma vincente: il tedesco è il più veloce in pista, dato il vantaggio della mescola intermedia, e quindi anche i top team entrano ai box per montare gomma verde. Verstappen, Leclerc e Russell sono gli unici a tentare, rientrando rispettivamente in quarta, setsa e quattordicesima posizione. La classifica, stravolta dai pit stop, vede ora in testa Alonso, seguito da Ricciardo e Schumacher.

Con l’asturiano e l’australiano chiamati ai box per montare gomma intermedia, a 34 minuti dalla fine Mick Schumacher è momentaneamente leader della gara, sebbene la gioia del pilota tedesco duri ben poco in quanto è quasi immediatamente sorpassato da Verstappen e Leclerc. Schumacher, in pista con gomma full wet (l’ingegnere di pista aspettava una Safety Car), è ben preso risucchiato dal centro gruppo, superato dai più veloci Pérez, Alonso e Hamilton. Non di certo una scelta felice, in quanto il tedesco è inerme in confronto agli aversari in pista; prima Vettel e Alonso, poi Latifi e Norris, tutti riescono agilmente a superare la Haas numero 47, che a 28 minuti dal termine della gara è costretta ad un indispensabile pit stop, scivolando in diciottesima posizione.

Nel frattempo i top team conducono la gara praticamente in solitaria. Max Verstappen vola in condizioni miste, rifilando manciate di secondi agli inseguitori, mentre Leclerc appare più appannato. Il ferrarista è vittima di un degrado gomma vistoso ed ora perde oltre un secondo a giro rispetto il leader della gara; il pilota monegasco, tuttavia, decide di non rientrare ai box per tentare di difendere la seconda posizione. A completare il momentaneo podio c’è Sergio Pérez, terzo, che sembra non migliorarsi in quanto gira pochi decimi più veloce di Leclerc. Subito dopo Ocon ed Hamilton, racchiusi in pochi centesimi e in lotta per la quarta posizione, Vettel, Alonso, Russell, Latifi e Norris.

A 10 minuti dal termine della gara la classifica resta pressoché costante. Invariato il podio, sebbene ora Pérez è molto più vicino a Leclerc di quanto non lo fosse pochi minuti prima. Continua la lotta per il quarto posto tra Ocon e Hamilton, con il francese che sembra avere la meglio grazie ad una migliore elocità in rettilineo rispetto la Mercedes numero 44. L’altra Mercedes in gara, quella di Russell, riesce a superare la Williams di Latifi, portandosi in ottava posizione; posizione che subito dopo diventa settima in seguito al secondo pit stop di Alonso.

A due minuti dal termine della gara le due grandi lotte si fanno più accese che mai. Uno stoico Leclerc, nonostante 2.5s più lento di Verstappen, difende con le unghie la seconda posizione dagli attacchi di Pérez. La lotta prosegue fino all’ultimo giro, con il monegasco che riesce a transitare sotto la bandiera a scacchi in seconda posizione dopo essere andato lungo nell’ultima curva. La classifica rimane invariata e quindi Max Verstappen vince il GP del Giappone, seguito da Leclerc e Pérez. Subito dopo Ocon e Hamilton precedono Vettel, Alonso e Russell. Punti anhe per Latifi e Norris, mentre Zhou conquista il giro veloce senza punto addizionale poiché sedicesimo.

In seguito all’episodio verificatosi nelle ultime fasi della gara, Charles Leclerc viene sanzionato con 5s di penalità e scala in terza posizione. In questa maniera Max Verstappen è matematicamente campione del mondo per la seconda volta consecutiva.

Di seguito l’ordine di arrivo del GP de Giappone. Tempi e classifica forniti da www.formula1.com.

GP del Giappone
Classifica finale GP del Giappone 2022

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