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Latifi spiega lo svarione delle FP2

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Latifi ammette l’errore commesso nelle FP2, ma spiega anche che il tempismo del team radio ha tratto in inganno molti.

Nicholas Latifi, in quella che probabilmente sarà la sua ultima Suzuka da pilota di F1, si è reso protagonista di un episodio piuttosto buffo nelle FP2.

Sotto la pioggia giapponese, Latifi ha anticipato la curva a destra dell’ultima chicane del circuito trovandosi la strada chiusa dalle barriere. Prima del cosiddetto Casio triangle, infatti, la pista giapponese prevede uno shortcut che disegna una configurazione diversa di tracciato. Imboccata questa via, il pilota canadese si è presto accorto dell’errore, ha girato la macchina ed è tornato ai box.

Il team radio che ha tradito Latifi

In tutto ciò, la parte buffa della storia è il team radio che è stato trasmesso insieme alle immagini dell’accaduto. Nel video, Latifi si apre ai box dicendo di non essere sicuro di cosa sia successo e che l’auto sembrava strana. Come a dire, “cerco di sviare dall’errore che ho commesso buttandola sul problema tecnico”. E probabilmente la FOM non si è nemmeno fatta troppi problemi a pubblicare certi contenuti. La palese ilarità che circonda chi viene chiamato anche Goatifi non è un qualcosa da non sfruttare, avranno pensato ai piani alti.

E la strategia, probabilmente, ha anche funzionato. Prima che uscissero le dichiarazioni del canadese, l’episodio sembrava un ottimo coronamento comico alla stagione e più in generale alla carriera di Latifi. Un effetto certo artefatto, ma che, a tutti gli effetti, non trova corrispondenza nella realtà. Interpellato a riguardo da motorsport.com, infatti, il canadese ha ammesso i propri errori, ma ha anche spiegato che quel team readio era successivo a quanto mostrano le immagini.

Latifi: «Un mio errore, ma il messaggio è stato frainteso»

Latifi ha dichiarato di essersi «aperto col team qualche istante dopo rispetto a quello che si è visto in TV. Ovviamente è stata colpa mia, ma per via di un malinteso col muretto. Dovevamo fare un ultimo giro, ma poi all’ultimo mi hanno richiamato ai box. Ho dovuto dunque cambiare qualche impostazione sul volante e stavo guardando in basso, e quando ho rialzato lo sguardo ho imboccato la prima curva che ho visto, pensando fosse l’ultima chicane».

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«Non appena ho curvato, ho notato che la macchina aveva molto sottosterzo e tendeva ad andare dritta. Questo è successo perchè ero finito in una curva molto più stretta di quella giusta, e quindi ho pensato che la macchina avesse qualche problema. Allora mi sono aperto in radio e ho detto qualcosa tipo “cosa sta succedendo?”, e solo dopo ho realizzato di aver sbagliato strada! È stato un mio errore, e anche piuttosto buffo, ma il tempismo del team readio è stato fraintendibile».

Il peso di chiamarsi Goatifi

Un errore veniale, quello di Latifi, ma che ha avuto un risalto tutto suo per via di chi l’ha commesso. Lo svarione del canadese ricorda quello di Raikkonen in Brasile nel 2012, ma la ricezione è stata ben diversa. Per sua sfortuna il canadese, soprattutto dopo Abu Dhabi 2021, ha visto costruirsi intorno a sè un’aura di ironia che nessun pilota di F1 si merita. Un fatto che, per altro, egli stesso ha ammesso essere piuttosto difficile da affrontare, tanto da essere stato uno dei motivi per cui ha deciso di lasciare la F1 nel 2022. E quest’ultimo episodio, non senza una certa complicità di FOM, non fa altro che alimentare il mito deleterio di Goatifi.

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