Sebastian Vettel e la pressione emotiva del periodo Ferrari

Sebastian Vettel e la pressione emotiva del periodo Ferrari

3 Dicembre 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

Sebastian Vettel non si nasconde: gli anni in Ferrari non sono stati una passeggiata. Ecco qual è stato il grande peso.

Non sono stati anni facili quelli in Ferrari per Sebastian Vettel. Il quattro volte campione del mondo ha più volte mostrato il grande amore che ha sempre nutrito (e che nutre tutt’ora) verso la Rossa, rivelandosi talvolta fragile al pensiero di non essere riuscito a riportare il Cavallino sul tetto del mondo.

Nonostante abbia trovato pace in se stesso, Seb non nasconde che gli anni a Maranello non sono stati una passeggiata, soprattutto a causa delle proprie aspettative su di sé, come ha detto ai microfoni di Beyond the Grid, il podcast di F1.

Parole sempre al miele

Mi sono divertito molto” dice Vettel, “Penso di avere una forte connessione emotiva con l’Italia, con la sua gente e con Ferrari come brand. Quindi correre per loro è stato un privilegio”. Parole per Ferrari sempre al miele da parte del 35enne di Heppenheim, che non ha mai smesso di anteporre il bello dell’esperienza in Italia al brutto.

Nonostante i 6 anni vestito di rosso abbiano portato con loro anche momenti molto difficili, il tedesco preferisce soprattutto ricordare quelli belli. “Abbiamo avuto tanti bei momenti insieme. Ho tanti ricordi che terrò con me per sempre, così come gli amici che mi sono fatto”.

Prova di questa connessione emotiva e del forte legame con tutta la squadra è la festa di addio che Ferrari gli ha riservato ad Abu Dhabi prima della sua ultima gara in F1, durante la quale Vettel è apparso visibilmente emozionato.

Obiettivo fallito

Seb, però, non vuole sorvolare sulle difficoltà incontrate a Maranello e soprattutto sull’obiettivo mondiale fallito. “In termini di numeri e statistiche ho fallito perché il mio obiettivo era vincere il campionato mondiale e non ci sono riuscito” dice con grande onesta il tedesco.

Alla fine Lewis (Hamilton, ndr) e la Mercedes, come pacchetto, si sono rivelati troppo forti per noi e non li abbiamo battuti. Ma più passa il tempo, più sono in pace con me stesso, se così si può dire”. Tempo che è servito a Sebastian per guardare indietro con lucidità ai momenti nei quali è stato in corsa per il titolo.

Attraversando quei momenti so che abbiamo fatto grandi cose. So anche, però, che ne abbiamo fatte altrettante non grandi. E, alla fine, come ho detto, c’è stato qualcuno che è stato migliore in quel momento e che ha meritato di vincere, e quindi siamo arrivati secondi un paio di volte“.

Vettel però non ha rimpianti, e lo dice chiaro e tondo. “Non ho rimpianti, ho imparato molto. Non tornerei indietro per cambiare le cose”.

La pressione delle aspettative

Si è parlato tanto, negli anni, della pressione che Seb ha dovuto sopportare in Ferrari. Una pressione che secondo alcuni non è riuscito a reggere e che alla fine lo ha sopraffatto. Vettel però non è d’accordo, sostenendo che il peso portato sulle spalle in quegli anni provenisse direttamente da lui stesso piuttosto che dall’esterno.

Gli anni a Maranello sono stati anche un peso, ma non ho mai sentito quella pressione extra di guidare per Ferrari. Piuttosto, ho sentito una pressione extra che proveniva dalle aspettative che avevo su me stesso, ovvero quelle di riuscire a vincere in Ferrari e di far funzionare le cose” spiega il tedesco, nell’intento di sfatare il falso mito che lo vede essere rimasto impotente di fronte alla pressione di riportare in alto il team italiano.

Ci sono molte ragioni per le quali non ci sono riuscito. Ma alla fine penso di essere in pace e felice di quello che abbiamo raggiunto. Di sicuro però, riguardando indietro, mi ci è voluto un po’ per riprendermi” afferma candidamente Sebastian, senza troppi giri di parole.

Interrogato su un possibile diverso esito dell’esperienza in rosso se fosse riuscito a tenere a bada la pressione su se stesso, Vettel risponde così. “Non lo so, può essere. Quello che ho fatto a quel tempo è stato cercare di fare sempre il meglio che potevo. Credo che l’esperienza mi abbia insegnato molto e anche se magari l’approccio che ho avuto è stato sbagliato, oppure se ho provato a volte troppo duramente, mi ha comunque insegnato qualcosa”.

Probabilmente avrei dovuto imparare lo stesso la lezione, quindi non cambia nulla” ha poi concluso il campione tedesco.

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