Giovanna Amati: dal rapimento alla Formula 1

Giovanna Amati: dal rapimento alla Formula 1

12 Dicembre 2022 0 Di Laura De Biase

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere il numero di donne presenti nelle categorie del motorsport , e non solo come spettatrici: basta pensare alla nascita della categoria W-Series o al progetto FIA Girls on Track, che mira a dare alle giovani ragazze una possibilità per entrare a far parte concretamente del mondo dei piloti professionisti.

Ad oggi quindi la possibilità di vedere in futuro una donna in Formula 1 non è più tanto lontana.

Tuttavia, per vedere una donna in Formula 1 non bisogna soltanto guardare al futuro: infatti in passato, seppur in poche, ci sono stati piloti donne molto valide: ricordiamo ad esempio Maria Teresa De Filippis, Lella Lombardi, Divina Galica e Desiré Wilson.

Ma l’ultima donna ad aver preso parte al campionato di F1, ben trent’anni fa, è l’italiana Giovanna Amati.

La storia dell'italiana Giovanna Amati, l'ultima donna ad avere partecipato, seppur brevemente, al campionato di Formula 1.

Giovanna nasce a Roma il 20 luglio 1959 ed è più strettamente collegata al mondo dello spettacolo che a quello automobilistico, al quale si interessò sin da piccola: è infatti figlia dell’industriale cinematografico Giovanni Amati e dell’attrice Anna Maria Pancani.

Il suo sogno di entrare a far parte del mondo delle corse però rischia di andare in frantumi quando Giovanna ha 19 anni: infatti Amati viene rapita e tenuta in ostaggio per due mesi da un gruppo di malviventi.

Una volta rilasciata inizia a frequentare una scuola di pilotaggio sotto consiglio dell’amico Elio De Angelis.

Giovanna Amati inizia la sua carriera sportiva nella Formula Fiat Abarth, prima del passaggio nella Formula 3 italiana nel 1985 e successivamente in Formula 3000 nel 1987. 

Nel 1986 effettua, insieme ai migliori piloti della Formula 3, un test per la Benetton e partecipa brevemente alla Super Formula giapponese nel 1989.

Nel 1992 però, arriva finalmente il suo momento tanto desiderato: il debutto in Formula 1. E’ la prima donna a tornare in F1 dopo Desiré Wilson nel 1980.

Purtroppo però non è tutto oro quello che luccica: infatti la squadra che gli offre un sedile è la disastrata Brabham della stagione 1992.

Giovanna Amati, a causa dell’inesperienza e dell’inefficienza dei mezzi Brabham, non riuscirà a qualificarsi nemmeno per una gara e così sarà sostituita dopo sole tre Gran Premi dal pilota britannico Damon Hill.

Non rinuncia, però, al mondo delle corse partecipando ad altre categorie e raggiungendo buoni risultati, come la vittoria della Porsche SuperCup femminile nel 1993, la partecipazione alle 12 ore di Sebring e alla Sport Racing World Cup nel 1999.

Successivamente, conclude in modo definitivo la sua carriera da pilota, entrando in RAI come opinionista televisiva. 

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