Australia 2001: Il debutto di due leggende e mezzo

Australia 2001: Il debutto di due leggende e mezzo

18 Dicembre 2022 0 Di Fabrizio Parascandolo

Nel GP inaugurale della stagione 2001 la Formula 1 vide l’inizio delle brillanti carriere di Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

Il risultato delle qualifiche

La prima sessione di qualifiche del Rookie finlandese e colombiano non furono indimenticabili. Kimi venne sconfitto dal compagno Heidfeld con un distacco di quasi quattro decimi, mentre Montoya terminò un secondo dietro Ralf Schumacher.

Si fece subito notare, invece, Fernando Alonso, che riuscì a piazzare una Minardi da ultima fila in 19° posizione, battendo la Prost di Mazzacane e la Jaguar di Burti e rifilando oltre 2,5 secondi al compagno di squadra Terso Marques.

Fu Schumacher a conquistare la pole position, con Barrichello a completare una prima fila tutta Ferrari davanti alla McLaren-Mercedes di Hakkinen.

Il risultato della gara

Per quanto riguarda la corsa della domenica tutti i tre debuttanti mostrarono segnali molto promettenti.

Lo sfortunato Montoya si ritirerà al 40° giro per un problema al motore, Alonso chiuderà 12° mentre uno straordinario Kimi Raikkonen conquisterà, grazie alla sua 6° posizione, il primo punto in F1.

Da lì in poi il potenziale di quei giovani era già chiaro a molti, anche allo stesso Michael Schumacher, vincitore di quel GP davanti a Coulthard e Barrichello.

Del ruolo del tedesco nell’approdo del finlandese in Ferrari parleremo più tardi, ora concentriamoci sulle carriere dei tre debuttanti di quel giorno.

Juan Pablo Montoya

Il colombiano corse in F1 dal 2001 al 2006.

Conquistò complessivamente 7 vittorie, 30 podi, 13 pole position e 12 giri veloci, con 307 punti ottenuti in 95 GP.

Nonostante una grande chance nel 2003 non è mai riuscito a vincere un titolo mondiale, né in Williams, dove ha corso dal 2001 al 2004, né in McLaren, team con cui ha concluso la sua carriera in Formula 1.

Nel GP inaugurale della stagione 2001 in Australia la Formula 1 vide l'inizio delle brillanti carriere di Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

Da lì prova una nuova esperienza in Nascar, in cui correrà fino al 2014, anno in cui passerà in Indycar. Il ritiro avviene solo un anno dopo, a seguito della seconda vittoria della 500 miglia di Indianapolis.

Secondo l’opinione di diversi appassionati è uno dei migliori piloti di sempre a non aver mai conquistato un titolo iridato.

Kimi Raikkonen

Il finlandese approdò in Formula 1 nel 2001. Deciderà, terminata la stagione 2009, di lasciare lo sport per nuove esperienze, ma tornerà soltanto tre anni dopo, nel 2012. Annuncerà il suo ritiro nel 2021.

Dopo delle ottime stagioni con una Sauber non abbastanza competitiva verrà subito prelevato da McLaren per l’annata 2002. Correrà con il team inglese fino al 2006.

Nel 2007, infatti, avviene il passaggio in Ferrari, sostituendo Michael Schumacher. Si vocifera che fu proprio il tedesco a consigliare alla Scuderia di puntare su Kimi, con la frase “if you want to win, get the finn”, ovvero “se volete vincere, prendete il finlandese”.

Forse Micheal ci aveva visto lungo. Raikkonen vincerà nello stesso anno il suo primo e unico titolo mondiale in carriera, dopo una lotta tiratissima con le due McLaren di Fernando Alonso e del Rookie Lewis Hamilton.

Nel GP inaugurale della stagione 2001 in Australia la Formula 1 vide l'inizio delle brillanti carriere di Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

Lascerà la Ferrari nel 2009 per correre nel Rally e in Nascar fino al 2011. Tornerà in F1 con Lotus nel 2012, prima di una seconda esperienza in Ferrari dal 2014 al 2018 e infine un ritorno in Sauber, diventata Alfa Romeo, dal 2019 al 2021.

Il suo palmares recita 21 vittorie, 103 podi, 1873 punti, 18 pole position, 46 giri veloci e 1 titolo mondiale in 352 Gran Premi.

Senza dubbio una leggenda di questo sport.

Fernando Alonso

L’asturiano gareggiò in Formula 1 nel 2001, dal 2003 al 2018 e dal 2021 ad oggi.

Dopo una stagione passata in fondo alla griglia con una Minardi troppo lenta per concedergli di lottare, nel 2002 divenne collaudatore per la Renault. Correrà per la scuderia francese dal 2003 al 2006, vincendo consecutivamente 2 titoli mondiali, nel 2005 e nel 2006, ponendo fine al dominio del binomio Schumacher-Ferrari.

Nel GP inaugurale della stagione 2001 in Australia la Formula 1 vide l'inizio delle brillanti carriere di Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

Si trasferì in McLaren per il 2007, anno in cui perse il campionato per un punto. Per via di una rivalità troppo accesa con Lewis Hamilton deciderà di tornare in Renault nel 2008.

Nel 2010 passò alla Ferrari, sfiorando il titolo mondiale in quella stessa stagione e nel 2012, in entrambi i casi si arrese a Sebastian Vettel su Red Bull.

Dopo la scarsa competitività della Scuderia nel 2014 tornò in McLaren per il 2015, con l’annuncio del ritorno di Honda in Formula 1.

Si sognava una vettura in grado di dominare come quelle di Senna e Prost di fine anni ’80, ma così non fu.

La squadra di Brackley non riesce mai, infatti, a fornirgli una monoposto quantomeno da podio. Anche per questo decide di ritirarsi nel 2018, puntando alla 500 miglia di Indianapolis.

Dopo una breve parentesi nel WEC nel 2020 firma con Renault, che diventerà Alpine, per l’annata successiva.

Infine, nell’estate del 2022 annuncia un trasferimento alla Aston Martin per il 2023.

A 41 anni, ancora in attività, le sue statistiche ad oggi affermano 355 GP disputati, 32 vittorie, 98 podi, 2061 punti, 22 pole position e 23 giri veloci.

Riuscirà a migliorare questi numeri nei prossimi anni? E ci sarà mai un altro Gran Premio con tre debuttanti di un livello superiore a questi? Non ci resta che attendere per scoprirlo.

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